Patrick Zaky. Mobilitazioni in diverse università in vista dell’udienza decisiva di sabato

Patrick Zaky. Mobilitazioni in diverse università in vista dell’udienza decisiva di sabato

Ha ricevuto oggi una nuova visita di familiari in carcere Patrick George Zaky, l’attivista e ricercatore egiziano di 27 anni che frequenta un master all’Università di Bologna ma che è in custodia cautelare in Egitto per propaganda sovversiva. “La visita della famiglia è andata bene, senza alcun problema”, hanno riferito fonti egiziane all’ANSA limitandosi a precisare che a poterlo visitare sono stati solo suoi “stretti familiari come padre, madre e coloro il cui nome è iscritto nella lista dei visitatori”. Le visite vengono concesse il giovedì e la domenica. Zaky (o Zaki, altro modo di traslitterare il patronimico riferito al nonno) è detenuto a Talkha, il centro gemello di Mansura, la sua città di residenza situata sulla sponda opposta del Damietta, un ramo del Nilo sull’omonimo delta. Sabato scorso era stato respinto un ricorso per ottenerne la scarcerazione e dopodomani, sabato 22, è atteso a Mansura un pronunciamento che potrebbe prolungare di altri 15 giorni la custodia in carcere ordinata l’8 febbraio.

“Fin tanto che ci sarà questa attenzione sul caso di Patrick George Zaky, sarà più difficile insabbiare il caso, ed è per questo che oggi siamo qui” hanno sostenuto i ragazzi del Coordinamento universitario Link, che hanno indetto un sit-in, all’Università della Calabria, a Rende, per chiedere la scarcerazione immediata dello studente egiziano iscritto all’Università di Bologna e arrestato nei giorni scorsi al Cairo con l’accusa di sovversione. L’iniziativa è stata promossa da Amnesty International Calabria, centro sociale Filorosso, Link, Arci Cosenza e Eos Arcigay. Gli studenti hanno esposto cartelli con scritte in inglese, italiano e arabo e hanno annunciato di voler manifestare fino alla liberazione di Zaky. “Accadono cose assurde per quanto riguarda i diritti umani – dicono gli studenti – e questa cosa ci preoccupa molto. Chiediamo che si faccia chiarezza e continueremo a lottare per la libertà di Patrick, perché non vogliamo si ripeta ciò che fu per Giulio Regeni”.

Una fiaccolata davanti al Pantheon per chiedere di liberare Patrick Zaki. A organizzarla, Amnesty international insieme ad altre associazioni, con un presidio nel centro di Roma. Dietro lo striscione che chiede la libertà per il ricercatore egiziano che studia all’Università di Bologna e arrestato in Egitto, molte persone in silenzio e con candele accese, bandiere e cartelli gialli. Accanto, un altro striscione con la scritta ‘#Zaki Libero’ con i colori bianco rosso e verde. La mobilitazione per Patrick ha raggiunto anche Bruxelles: nel pomeriggio di ieri, una trentina di persone si sono date appuntamento davanti alla sede dell’ambasciata d’Egitto nella capitale belga, con cartelli con su scritto ‘Free Patrick’. Ne ha dato notizia, condividendo anche foto, la sua ong Egyptian Initiative for Personal Rights.

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