In 5mila a Bologna per gridare “Patrick Zaky libero subito”. Il sindaco Merola: “gli daremo la cittadinanza italiana”. Sette atenei in Europa mobilitati per la sua liberazione

In 5mila a Bologna per gridare “Patrick Zaky libero subito”. Il sindaco Merola: “gli daremo la cittadinanza italiana”. Sette atenei in Europa mobilitati per la sua liberazione

E’ partita alle 18 dal Rettorato dell’Università di Bologna, in via Zamboni, la manifestazione organizzata dagli studenti per la liberazione di Patrick George Zaky, il 27enne che frequenta il master Gemma a Bologna, arrestato dieci giorni fa in aeroporto al Cairo. Alla manifestazione hanno aderito il Comune di Bologna e Amnesty International, insieme a tantissimi cittadini. Il corteo si è diretto verso piazza Maggiore, dove si è fermato davanti al Palazzo del Comune. Gli studenti gridano “Patrick libero”, “Per Giulio, per Patrick, libertà”, “Fare ricerca non è reato” e aprono il corteo con un enorme cartello con la scritta ‘Libertà per Patrick’. Altri manifesti recano le scritte ‘Patrick ti aspettiamo a Bologna’ e ‘Stop alle violazioni dei diritti umani in Egitto’. Il sindaco Virginio Merola sfila al fianco del rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini. Fra le centinaia di persone in corteo anche gli assessori del Comune di Bologna, Valentina Orioli e Matteo Lepore, l’ex rettore Ivano Dionigi, l’attore Alessandro Bergonzoni e la presidente dell’Anpi di Bologna, Anna Cocchi.

Tutte le università del consorzio Gemma si sono unite alle 18 per manifestare solidarietà a Patrick George Zaky, lo studente dell’Università di Bologna arrestato la scorsa settimana in Egitto. Non solo quindi un grande corteo a Bologna – da via Zamboni fino a Piazza Maggiore – ma anche, in contemporanea, iniziative pubbliche di solidarietà all’Università di Granada (Spagna), all’Università di Oviedo (Spagna), all’Università di Utrecht (Paesi Bassi), all’Università di Lódz (Polonia), all’Università di York (Regno Unito), alla Central European University (Ungheria).  I sette atenei che collaborano al Master Erasmus Mundus in Studi di genere e delle donne si uniscono quindi in un grande evento europeo aperto a tutti per manifestare solidarietà a Patrick Zaky, chiedendo con forza che i suoi diritti vengano rispettati e che possa tornare al più presto a frequentare le aule universitarie. Gemma è un programma di eccellenza sostenuto dalla Commissione Europea, che lo ha selezionato come Master Erasmus Mundus quattro volte consecutive (nel 2006, 2011, 2017 e 2018) e si è distinto come “progetto e modello nel campo degli studi sulle donne e degli studi di genere in una prospettiva europea e globale”.

Per il rettore Ubertini, “C’è stata una grande risposta a questa manifestazione e mi fa davvero piacere. Questo è il nostro grande abbraccio per stringerci attorno a Patrick e per chiedere con forza di riaverlo al più presto a frequentare le nostre aule e la città di Bologna”, ha detto il rettore dell’Università di Bologna, Francesco Ubertini, che ha partecipato al corteo per la liberazione di Patrick Zaky. “Io penso che questa sia una bellissima risposta – prosegue –  e ringrazio i nostri studenti che hanno promosso quest’iniziativa, oggi, a cui abbiamo aderito con la determinazione di far sentire la nostra presenza al nostro studente e cittadino Zaky”. “Patrick siamo in tanti ad aspettarti e a dirti che non sei e non sarai mai solo. Ti aspettiamo al più presto per continuare a crescere e a coltivare insieme l’umano che è in noi”: questo il messaggio del rettore dell’università di Bologna, Francesco Ubertini, rivolto a Patrick Zaky, lo studente dell’Alma Mater arrestato in Egitto. Il rettore ha parlato dal palco allestito in piazza Maggiore di fronte all’ingresso del Comune, sotto lo striscione di Amnesty International che chiede “Verità per Giulio Regeni”, durante la manifestazione organizzata dal consiglio studentesco per esprimere solidarietà al ricercatore 28enne che frequenta il master Gemma dell’ateneo petroniano. “Patrick – ha scandito Ubertini – è un nostro allievo, un nostro studente e sopra ogni altra cosa un cittadino” della comunità universitaria “che non deve avere frontiere nazionali né temere che non vengano rispettati i diritti delle persone”. L’università di Bologna “ha bisogno delle tue domande in aula per tenere acceso il fuoco della conoscenza” ha concluso Ubertini riferendosi ancora al giovane ricercatore arrestato.

A sua volta, il sindaco di Bologna Virginio Merola ha detto dal palco: “E’ importante oggi essere qui a testimoniare che Bologna vuole la libertà di Zaky. Non staremo passivi rispetto a questa vicenda”. Inoltre, ha proseguito Merola, “il popolo egiziano è orgoglioso ma anche noi e devono capire che il sentimento popolare di questa città è per il rispetto dei diritti umani e la liberazione di Patrick”. Insomma, “farsi sentire è importante – prosegue il sindaco – perché la prima condizione della libertà è saper dire di no ai soprusi e all’oppressione”. “Stiamo facendo sentire la voce di Bologna, una città in cui l’Università è nata prima del Comune. Gli studenti, da sempre, sono cittadini non solo ospiti di Bologna, una città forte perché in relazione con il mondo” conclude Merola. “L’Italia si è mossa, si sta muovendo anche in Parlamento europeo: l’importante è fare pressione insieme, perché il nazionalismo è forte solo quando riesce a dividere e quindi è il momento, per l’Europa, di farsi sentire, come stanno facendo le università e faranno sempre di più le città” ha detto ancora il sindaco di Bologna Virginio Merola, che s’impegna a “dare la cittadinanza onoraria a Patrick. Ma sarebbe un di più, perché lui è già cittadino di Bologna. Gliela daremo quando torna, per festeggiare e per non dare pretesti a chi vuole fare il dittatore”. E infine, “non ci arrenderemo – avverte ancora il sindaco – aspetteremo l’udienza del 22 febbraio e continueremo anche dopo se necessario”. Merola si dice poi “orgoglioso di Bologna” per la grande partecipazione alla manifestazione, che ha visto scendere in strada oltre 5.000 persone. “Siamo qui forti del passato di questa città – dice il sindaco – per dire di non rinchiudersi nell’egoismo e nell’indifferenza”. Merola ricorda poi che “l’unica parola presente nello stemma di Bologna è libertà e la sappiamo interpretare. La statura di una città si vede quando è il momento di alzarsi in piedi, sono orgoglioso di Bologna”. Poi si rivolge al governo e al popolo egiziano. “Non si sconfigge il terrorismo negando la libertà d’espressione e i diritti umani – afferma il sindaco di Bologna – non vogliamo farvi la lezione, ma dirvi che si è più potenti se si ridà la libertà a uno studente di dire quello che pensa”.

 

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