Manovra. Al Senato pioggia di bocciature. Fracassi, vicesegretaria generale Cgil: “risorse insufficienti” su cuneo fiscale e contratti pubblici. Si mobilita anche la scuola

Manovra. Al Senato pioggia di bocciature. Fracassi, vicesegretaria generale Cgil: “risorse insufficienti” su cuneo fiscale e contratti pubblici. Si mobilita anche la scuola

Una pioggia di bocciature si abbatte sulla manovra. In una giornata densa di audizioni al Senato, arrivano critiche da quasi tutte le associazioni e le categorie. Da Confindustria che se la prende con la plastic tax, all’Abi che lamenta nuovi sacrifici per gli istituti di credito. Anche Alleanza Cooperative critica le nuove imposizioni, mentre i sindacati parlano di misure deludenti per i dipendenti pubblici. La Corte dei conti rileva la mancanza di un “quadro organico” ed esorta il governo a procedere a un “severo” contenimento della spesa. A difendere la legge di Bilancio ci ha pensato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che a Palazzo Madama sarà ascoltato domani. “Per superare lo scoglio della manovra occorre affrontare quel 5% di misure che vanno migliorate, anche agli occhi del proponente e ora le risolveremo. Non serve guardare indietro ma avanti”, ha detto intervenendo a un convegno alla Fondazione Feltrinelli a Milano. “Sono fiducioso che la manovra sarà approvata senza snaturare l’impianto e superando le criticità. Sarà un risultato straordinario, all’esterno sarà percepito come miracoloso”, ha aggiunto.

I sindacati puntano il dito contro le le risorse “insufficienti” stanziate in manovra per il taglio del cuneo fiscale e per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Lo hanno affermato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil in occasione di un’audizione sulla legge di bilancio nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Nel disegno di legge di Bilancio sono contenute misure che indicano una giusta direzione, ma allo stesso tempo la limitatezza delle risorse ne depotenzia l’efficacia” si legge nella premessa del documento illustrato quest’oggi dalla vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi, in audizione presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato. “Il nostro – ha dichiarato Fracassi – è un Paese fermo, con disuguaglianze sempre più profonde, una grave crisi industriale, e un tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, molto alto rispetto alla media europea, dilaga il lavoro povero e impoverito. Un quadro aggravato dalle passate politiche italiane ed europee, e di cui scontiamo e sconteremo le conseguenze. Tra queste la necessità – da noi condivisa – di neutralizzare le clausole di salvaguardia, pena l’aumento dell’Iva con effetti regressivi su consumi e, quindi, condizioni dei cittadini. Un provvedimento che però lascia ben poche risorse per altre misure”.

Nell’analisi dell’articolato della legge di Bilancio, ci si sofferma su quanto contenuto in materia fiscale. La Confederazione rileva “segnali di cambiamento condivisibili. Primo significativo passo- si legge nel documento- l’intervento sull’imposizione tributaria sui lavoratori, che pero’ dovra’ essere raddoppiato nel 2021, e dovra’ inserirsi in una complessiva riforma, per garantire maggiore equita’ fiscale e progressivita’ sia sui lavoratori che sui pensionati”. La vicesegretaria generale della Cgil ha sottolineato anche come la richiesta del sindacato di detassare gli aumenti contrattuali non sia presente in legge di Bilancio. La Cgil giudica “importanti” le misure sul contrasto all’evasione (tracciabilità, incrocio banche date, soglia del contante), “dopo una lunga stagione in cui condoni o assimilabili hanno consentito una zavorra di evasione pari a 109 miliardi annui, tutte risorse indispensabili per gli investimenti così da invertire il trend. Inoltre – prosegue il documento – consideriamo rilevanti i provvedimenti che dal punto di vista fiscale mirano a colpire le cooperative spurie e lo sfruttamento nelle catene degli appalti”.

Per quanto riguarda le politiche di investimento “le risorse previste sono ancora insufficienti, e per la stragrande maggioranza sono collocate nei prossimi anni. Siamo quindi – denuncia la Cgil – ancora lontani dall’imprimere una svolta su questo versante, nonostante apprezziamo sia le priorità indicate (‘piano verde’, green bond, sud, rifinanziamento di alcune misure come credito di imposta e digitalizzazione) che l’aver evitato l’ennesimo taglio al welfare”. “Per la realizzazione degli investimenti e per dar vita ad una politica industriale, oggi assente nel nostro Paese, è indispensabile – prosegue – una nuova governance pubblica a partire dall’istituzione di un’Agenzia per lo Sviluppo Industriale”.

Sulle politiche industriali, secondo Fracassi “occorre aprire una seria riflessione sul loro aumento, necessità resa evidente dalle 158 vertenze aperte al Mise, punta dell’iceberg di una crisi industriale più ampia”. Sui nodi del pubblico impiego e le pensioni, sono “ancora insufficienti le risorse per i contratti pubblici, che sebbene incrementate non consentono di dare attuazione a tutti gli istituti contrattuali”; e “per i pensionati, pur avendo riaperto la possibilità della rivalutazione bloccata nella precedente legge di Bilancio, non ci sono misure significative che guardino alla loro condizione, a partire da una legge quadro sulla non autosufficienza che chiediamo venga inserita come collegato al presente disegno di legge”. In conclusione, la Cgil chiede che “alcuni temi contenuti nella legge di Bilancio devono essere inquadrati all’interno di un programma pluriennale di misure che dovranno trovare nel prossimo documento di economia e finanza adeguata definizione. A tal fine chiediamo che il confronto con il Governo prosegua attraverso i tavoli su fisco, Pa, previdenza e investimenti”.

La mobilitazione dei sindacati dell’istruzione e della Ricerca

La pioggia battente non ha fermato le cinque principali sigle sindacali (Cisl, Cgil, Uil, Gilda e Snals) del comparto scolastico, che questo pomeriggio si sono date appuntamento di fronte a Montecitorio per protestare contro la non completa attuazione del decreto precari e per salvaguardare la continuità di servizio dei diplomati magistrali. Un segnale che hanno voluto dare oggi alla vigilia delle audizioni in commissioni Cultura riunite sul reclutamento scolastico. “Vogliamo manifestare al governo il nostro disappunto perché non sono state ancora avviate le trattative finalizzate alla definizione del nuovo sistema di reclutamento, soprattutto delle abilitazioni che sono un punto importante dell’accordo che abbiamo siglato con il ministro Fioramonti. Crediamo che da parte del governo ci debba essere una risposta. Noi oggi manifestiamo davanti al Parlamento perché da domani iniziano le audizioni. Però questi sono punti già condivisi” ha dichiarato Francesco Sinopoli, segretario nazionale Flc Cgil, durante il sit-in in piazza Montecitorio a Roma. “C’è poi – ha aggiunto – la questione specifica dei facenti funzione. E’ stato stralciato l’accordo in una parte importante, si tratta di persone che ricoprono da anni questi ruoli. Riteniamo che le obiezioni mosse non sono giuridicamente fondate – ha concluso Sinopoli – non lo sono sicuramente dal punto di vista politico. E’ quindi necessario che nella conversione il percorso per i facenti funzione sia ripristinato”.

 

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