Manovra. La lettera Ue all’Italia: non rispetta riduzione del debito. Per Moscovici indica un certo numero di problemi e di segnali di allerta

Manovra. La lettera Ue all’Italia: non rispetta riduzione del debito. Per Moscovici indica un certo numero di problemi e di segnali di allerta

La Commissione europea ha inviato al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, una lettera in cui si chiedono chiarimenti sulla Manovra entro il 23 ottobre. Ma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando a margine dell’assemblea di Confesercenti, si è detto “non preoccupato”. “Forniremo tutti i chiarimenti a Bruxelles” ha assicurato “è una interlocuzione doverosa cui non ci sottrarremo”. I chiarimenti, precisa l’Ue, servono per capire se ci sia “un rischio di deviazione significativa dagli aggiustamenti di bilancio raccomandati nel 2020 e nel passaggio fra il 2019 e il 2020”. Ma il premier sulla Manovra continua a rassicurare e davanti alla platea ha chiarito: “Pur in presenza di un quadro particolarmente critico” sulla scena internazionale “dobbiamo constatare che il nostro Paese non viene più considerato fattore di rischio per l’economia mondiale”. In particolare, ha detto Conte, “lo spread si è ridotto in questa ultima parte del 2019 e ci permetterà di risparmiare fino a 18 miliardi di euro” nei prossimi tre anni, elemento che può portare “a una riduzione del rapporto debito/pil”. Dunque, ha assicurato Conte, “lavoreremo perché la riduzione dello spread sia ancora più significativa e i mercati possano credere ancora di più in noi”. Inoltre Conte ha detto che per “promuovere l’uso dei pagamenti elettronici” senza “penalizzare chi usa il contante” o i commercianti serve tempo per fare le cose per bene: per questo si è deciso di posticipare l’entrata in vigore del piano a luglio 2020. “Con questa operazione non intendiamo punire o criminalizzare alcuna categoria, né penalizzare chi usa contante. È passato un messaggio sbagliato: nessuna conseguenza negativa per chi usa il contante, ma vogliamo premiare chi usa il pagamento elettronico, e favorire l’adozione del Pos da parte dei commercianti con una riduzione delle commissioni”. Obiettivo, ha concluso il premier, “azzerare le commissioni per importi di ridotta entità”.

La lettera inviata dalla Commissione: “piano con conforme ai parametri di riferimento”

Per Bruxelles, “il piano dell’Italia non è conforme ai parametri di riferimento per la riduzione del debito nel 2020” e il Documento programmatico di Bilancio “prevede una modifica del saldo strutturale nel 2020 pari a un peggioramento dello 0,1% del Pil”, percentuale che “non è all’altezza dell’adeguamento strutturale raccomandato e pari allo 0,6% del Pil”. Questi elementi “non sembrano essere in linea con i requisiti della politica di bilancio stabiliti dalla Commissione”, osserva la lettera. Bruxelles chiede ulteriori informazioni sulla precisa composizione dei cambiamenti del bilancio strutturale ma anche sulle modalità di spesa previste nel Dpb. “Ci aiuterebbero a capire se c’è un rischio di deviazione significativa” dal percorso di aggiustamento di bilancio che l’Italia si è prefissata di seguire”, rileva Bruxelles. La Commissione Ue si riserva inoltre una “valutazione approfondita” sulla richiesta di flessibilità avanzata dall’Italia che terrà conto “dei criteri di ammissibilità” ma assicura allo stesso tempo che intende “proseguire un dialogo costruttivo con l’Italia per giungere ad una valutazione finale”.

Nessun braccio di ferro dunque, garantisce Moscovici

“Non c’è nessuna crisi sul bilancio con l’Italia”, osserva il commissario precisando che la lettera spedita al governo “è diversa da quella inviata al precedente governo”. “Se avessimo dovuto chiedere un cambiamento del bilancio, o un cambiamento delle cifre o un cambiamento della politica lo avremmo scritto. E’ quello che avevamo fatto un anno fa. Non è quello che abbiamo oggi”. Per l’Italia “c’è il rischio di una deviazione significativa. In termini di procedura, siamo obbligati a sottolinearlo. Ma non ne traiamo conseguenze procedurali come sottoporre un nuovo bilancio o altro”, spiega ancora Moscovici. Il commissario agli Affari economici invita comunque il governo italiano a “prendere sul serio” la lettera “perché indica un certo numero di problemi, un certo numero di segnali di allerta e perché consiglia una gestione seria” nell’esecuzione della legge di bilancio. Moscovici ricorda infine che sarà la Commissione Juncker a dare il suo giudizio sulla manovra, mentre toccherà a quella di Ursula von der Leyen verificare che il governo rispetti gli impegni. La Commissione ha inviato lettere simili a quella mandata all’Italia anche alla Finlandia (nei giorni scorsi) e, tra ieri e oggi, pure a Belgio, Spagna, Portogallo e Francia. Per l’Italia “c’è un rischio serio di deviazione significativa – continua Moscovici – che noi siamo obbligati a rilevare, nell’ambito della procedura”. “Ma – aggiunge il commissario – non tiriamo altre conseguenze procedurali, come chiedere un altro bilancio, ciò significa che questo aspetto verrà esaminato nella procedura ulteriore del semestre europeo”.

Share