Carcere-Giustizia. Anche quest’anno il Partito Radicale trascorre il Ferragosto in cella

Carcere-Giustizia. Anche quest’anno il Partito Radicale trascorre il Ferragosto in cella

Piace segnalarla, l’iniziativa ferragostana promossa, ancora una volta, dal Partito Radicale (quello vero, guidato dal segretario Maurizio Turco e dalla tesoriera Irene Testa, non quell’ibrido chiamato “Più Europa” capitanato da Emma Bonino e Benedetto Della Vedova): dal 15 al 18 agosto prossimi, Turco, Testa, e gli altri esponenti del Partito, da Rita Bernardini a Maria Antonietta Farina Coscioni, da Sergio D’Elia a Elisabetta Zamparutti, saranno impegnati in un tour di ricognizione e verifica delle condizioni di vita nelle carceri; il senso dell’iniziativa è in un comunicato reso noto giorni fa (e regolarmente ignorato): “Nel giorno in cui tutti gli italiani sono al mare con amici e familiari noi saremo al ‘fresco’ nelle celle”, spiega Turco. “Un’occasione per monitorare le condizioni di vita in penitenziari spesso sovraffollati e invivibili ma anche per dare conforto a persone che stanno scontando la propria pena”.

Non c’è Ferragosto o altra festa comandata che i radicali non bussino alle porte delle carceri. Una “tradizione” avviata fin dagli anni Ottanta da Marco Pannella. Il leader storico dei radicali, scomparso tre anni fa, più di ogni politico italiano ha avuto a cuore il tema-carceri. “Al momento siamo in grado di assicurare una visita in quasi tutti gli istituti sparsi nel Paese”, dice Testa. “Siamo ancora al lavoro, e contiamo di riuscire a coprire tutti gli istituti di pena, grazie alla partecipazione di parlamentari, europarlamentari, avvocati e garanti dei detenuti; soprattutto possiamo contare sulla disponibilità dell’Osservatorio carceri dell’Unione Camere Penali, che si è attivato in questo senso”.

Perché questa iniziativa? “Nel 2009 e nel 2010”, risponde Bernardini, “il Partito Radicale aveva già organizzato un ferragosto in carcere, una delle più grandi ispezioni di massa nelle carceri italiane mai viste prima di allora; riteniamo che oggi, dopo tanti anni, sia il caso di organizzarla nuovamente”.

Scopo, obiettivo di questa iniziativa è incardinare nell’agenda politica la questione Giustizia e il suo epifenomeno carceri. Il “Rapporto” che emergerà da queste “visite” e dai colloqui con detenuti, agenti di custodia, direttori di carcere e la più generale comunità penitenziaria costituirà una preziosa documentazione di conoscenza e materia di riflessione. Anche se i vari attori che si agitano sulla scena politica in questi giorni a ben altro si motrano interessati.

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