“Burattino di Salvini e Di Maio”, la frase contro Conte a Strasburgo infiamma la polemica. Al Senato, Gasparri salva il ministro dell’Interno dal processo per “sequestro di persona aggravato” dei migranti sulla Diciotti

“Burattino di Salvini e Di Maio”, la frase contro Conte a Strasburgo infiamma la polemica. Al Senato, Gasparri salva il ministro dell’Interno dal processo per “sequestro di persona aggravato” dei migranti sulla Diciotti

La ‘prima’ di Giuseppe Conte sul palco della plenaria di Strasburgo è stata occasione di un concitato ‘j’accuse’ mosso dalle tradizionali forze politiche europee, Popolari, Socialisti, Alde e Verdi. Il più duro, il capo delegazione dell’Alde Guy Verhofstadt che, in un intervento tutto in italiano, ha accusato il presidente del Consiglio di essere il “burattino di Matteo Salvini e Luigi Di Maio”. Brutta giornata per l’Italia: l’aula vuota, il presidente del consiglio sbeffeggiato, il dramma dell’isolamento del paese. Verhofstadt ha chiesto a Conte: “Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini?”. L’Italia, ha proseguito il capo dei liberaldemocratici europei, “è diventata il fanalino di coda dell’Europa. Un governo odioso verso gli altri stati membri, con Di Maio e Salvini veri capi di questo governo” che ha “impedito la unanimità su Venezuela sotto pressione di Putin”. “Salvini si è specializzato nel bloccare porti ai migranti ma blocca anche una riforma europea di Dublino e di una politica dei confini europea – ha rincarato la dose -. Il vostro governo non ha una strategia per la crescita ma solo una tattica per farvi rieleggere con regali e debiti. Di Maio sta abusando del suo ufficio incontrando un movimento sì popolare ma oggi dominato da un gruppo di demolitori che distruggono tutto, guidato da Chalencon, che ha chiesto un colpo di stato militare contro il presidente dell Repubblica. Per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini?”. L’interrogativo di Verhofstadt è naturalmente rimbalzato del dibattito politico italiano suscitando reazioni diverse, e contrastanti.

Le voci critiche: Forenza, Lista Tsipras: “il peggior discorso mai ascoltato a Strasburgo”; Sassoli, Pd: “governo isolato”, Enrico Rossi. Le voci a difesa di Conte: Carlo Calenda, il 5Stelle Corrao, e Salvini 

“Uno degli interventi peggiori mai ascoltati al Parlamento europeo”. L’eurodeputata della Lista Tsipras Eleonora Forenza boccia il discorso del presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte al Parlamento europeo. Un discorso “pessimo su immigrazione e ruolo delle Ong”, secondo Forenza, che accusa il governo italiano di “essere debole nella critica al neoliberalismo e aggregante della destra reazionaria del continente”. Per David Sassoli, presidente del gruppo Pd all’Europarlamento, “quello che ha rappresentato Conte è un governo isolato, criticato aspramente dai maggiori gruppi parlamentari, dai Socialisti ai Conservatori, dai Popolari ai Liberali, Verdi e Sinistra europea. Non si era mai visto nell’aula di Strasburgo tanta compattezza e responsabilità europeista. E’ il momento che l’Italia rialzi la testa”. La questione del ‘burattino’ “mi era sfuggita”, ha confessato Enrico Rossi, Mdp, presidente della Toscana, ma “se noi in Europa ci scagliamo complessivamente come governo contro gli organismi europei, se ci scagliamo contro i Paesi che in Europa sicuramente come noi contano, come noi dovremmo contare, poi insomma si viene ripagati con la stessa moneta”. Per il presidente della Regione “questo non significa non discutere con l’Europa, questo non significa anche non litigare con l’Europa ma ‘est modus in rebus’. Se si indica l’Europa come responsabile di tutti i guai del popolo italiano, poi individuiamo la Francia come l’antico nemico, poi si viene ripagati con gli stessi interessi”. Fuori dal coro delle critiche a Conte la posizione di Carlo Calenda, che così ha voluto distinguersi: “A me che qualcuno dia del burattino in una sede istituzionale internazionale al Presidente del Consiglio del mio paese mi fa notevolmente incazzare. Comunque la si pensi”. Calenda ha ribattuto così, via twitter, alla deputata dem Alessia Morani che aveva scritto: “L’autorevolezza di Conte racchiusa in una parola: burattino #cheumiliazione”. Il tweet di Calenda ha provocato diversi interventi tra cui quello critico di Sandro Gozi: “Su questo non sono d’accordo. Il Parlamento europeo non è una sede ‘internazionale’: è ‘europea’, quindi è politica interna Carlo”. Interviene anche l’eurodeputato M5S, Ignazio Corrao: “C’erano i tuoi colleghi del Pd che mentre si offendeva l’Italia si spellavano le mani di applausi. Oltre ad un susseguirsi di urla e insulti verso chi rappresenta il popolo italiano. Uno spettacolo veramente triste, indecente, indecoroso”. E sulla stessa linea dei 5Stelle, naturalmente anche Salvini: “Conte ha tutta la mia solidarietà” ha detto il vicepremier lasciando l’Aula di Montecitorio, commentando le critiche rivolte ieri al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da alcuni europarlamentari. “Sono dei bifolchi e dei buzzurri che hanno attaccato un popolo. Fortunatamente dal 27 maggio andranno a lavorare, se ne sono capaci”, ha concluso.

Intanto, nella Giunta per le immunità del Senato, Gasparri salva Salvini. Polemiche

Il ministro Matteo Salvini ha agito “per preminenti interessi pubblici” e per questo la Giunta per le immunità del Senato deve respingere la richiesta di autorizzazione a procedere presentata dal Tribunale dei ministri di Catania. E’ la proposta formulata da Maurizio Gasparri ai componenti dell’organismo di Palazzo Madama sul caso della nave Diciotti. La tesi – contenuta in una relazione di quindici pagine – sarà discussa oggi e domani, il voto arriverà la prossima settimana, entro il termine del 22 febbraio. Poi la parola passerà all’Aula che dovrà pronunciarsi entro il 25 marzo. A parere del relatore e presidente della Giunta, Salvini (accusato dai magistrati siciliani di sequestro di persona aggravato) “ha agito per tutelare preminenti interessi di natura pubblica nel quadro di una azione di politiche di governo sul contrasto dell’immigrazione e di tutela della sicurezza nazionale che più volte il governo ha espresso nelle sedi parlamentari”. Gasparri ha anche annunciato la decisione di chiedere al presidente del Senato di trasmettere alla Procura di Catania i documenti firmati dal premier Conte e dai ministri Luigi Di Maio e Danilo Toninelli che Salvini ha allegato alla memoria depositata in Giunta. In quelle carte il premier, il leader del Movimento e il titolare delle Infrastrutture confermano la collegialità delle decisioni prese nei giorni del caso Diciotti. La richiesta di inviare i documenti a Catania era stata avanzata anche da Pietro Grasso e – ha assicurato Gasparri – non comporterà alcuno slittamento dei lavori della Giunta. Intanto, se Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno già da tempo annunciato l’intenzione di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere, il Movimento 5 stelle non ha ancora sciolto la riserva. Un no sembra ormai certo, ma non è ancora stato pronunciato ufficialmente. Mario Giarrusso ha invitato alla pazienza: “La decisione è stata presa? Sicuramente. Aspettate e vedrete”, ha detto ai cronisti. Francesco Urraro, altro componente pentastellato della Giunta, ha escluso che un eventuale ‘no’ equivarrebbe a un tradimento degli ideali del Movimento. Nella decisione finale, ha spiegato, “si farà riferimento alla linea governativa, al contratto di governo” e alle dichiarazioni rese in Aula a metà settembre proprio dal presidente Conte.

Criticano la relazione di Gasparri l’ex presidente del Senato Pietro Grasso e l’ex M5S Gregorio De Falco

“La libertà personale è un diritto inviolabile che non può essere compresso per fini politici”, ha commentato l’ex magistrato paventando il rischio di una “deriva pericolosa”. Per De Falco, infine, “non si può far coincidere il governo con lo Stato”. La relazione del presidente della Giunta per le immunità del Senato sul caso Salvini “lascia perplessi” perché nell’affermare un preminente interesse dello Stato nella condotta del titolare del Viminale, “non prevede nessuna valutazione sui mezzi” messi in atto “per raggiungere il fine” di arginare l’immigrazione clandestina. Una circostanza che per l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, può costituire, appunto, “una deriva pericolosa”. “Poniamo il caso che una scuola o uno stadio vengano chiusi con le persone dentro per raggiungere una finalità politica”, insiste il senatore di Liberi e uguali. Una circostanza simile, sottolinea, “può costituire un precedente pericoloso”. Grasso commenta poi con favore la decisione di Maurizio Gasparri di chiedere al presidente del Senato di inviare alla Procura di Catania i documenti del presidente Conte e dei ministri Di Maio e Toninelli che Salvini ha allegato alla sua memoria. “Lo avevo chiesto io – ricorda – La procura di Catania non ha poteri di indagine ma ha l’obbligo di trasmetterli al Tribunale dei ministri che farà le sue valutazioni. Non prevedo un allungamento dei tempi della nostra discussione”.

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