Amazon. Lo sciopero di 24 ore dei rider contro condizioni di lavoro impossibili. Landini: l’azienda “non si fa carico di questi lavoratori”

Amazon. Lo sciopero di 24 ore dei rider contro condizioni di lavoro impossibili. Landini: l’azienda “non si fa carico di questi lavoratori”

Non soldi ma una presa di responsabilità che riguardi tutta la filiera. E’ questo che i driver, con il loro sciopero di 48 ore, chiedono ad Amazon ed è questo che i rappresentanti sindacali hanno chiesto oggi a Milano in piazza XXV Aprile, vicino alla sede dell’azienda. “Siamo venuti per dir loro, sotto casa, quello che pensiamo di un carico di lavoro troppo alto, di quanto siamo stanchi di pagare multe e di pagare per lavorare, o di non aver mai visto una busta paga regolare”, hanno scandito dal microfono i rappresentanti dei lavoratori, spalleggiati dal segretario della Cgil, Maurizio Landini.

Le voci dei lavoratori Amazon

La manifestazione, organizzata da Cgil, Cisl e Uil, ha visto partecipare circa duecento persone. “Non abbiamo chiesto a nessuno di non usare Amazon: noi siamo contenti del lavoro, ma vogliamo che tutto sia regolare. Su questo la multinazionale non ci ha mai risposto: aspettiamo da mesi le regolarizzazioni di alcune posizioni e che venga regolarizzata la filiera”, spiegano i sindacati, secondo cui è assurdo che “Amazon impoverisca così la filiera”. “Un’azienda di questo calibro, con un fatturato che sembra il prodotto interno lordo di certi stati, non può fare dell’Europa e dell’Italia una colonia. Noi non vogliamo che arrivino i dirigenti con una valigetta di soldi, chiediamo soltanto che il contratto e gli accordi che sono stati presi vengano rispettati fino all’ultima riga e Amazon su questo ha una responsabilità importante”, è stato spiegato in piazza. Nel mirino dei sindacati il numero di pacchi da consegnare in una giornata, soprattutto dopo che “a seguito del picco di Natale centinaia di persone sono state lasciate a casa, senza lavoro, mentre chi è rimasto si è trovato il doppio delle consegne”, con un tempo che è calcolato in tre minuti a recapito.

Landini, segretario generale Cgil: “Amazon non può apparire come innovazione se dietro c’è quello che vediamo”

Quando fanno acquisti su Amazon, gli italiani dovrebbero chiedersi anche che filiera ci sia nella consegna dei pacchi. “Molto spesso i cittadini non ragionano su come dietro ai pacchi che acquistano ci siano delle persone e non si pongono il tema di come vivano queste persone. Anche i cittadini devono porsi il problema di ragionare sulla qualità del lavoro”, ha detto Landini, venuto a sottolineare l’importanza della vertenza. Lo stesso tipo di ragionamento, ha aggiunto, lo devono fare la stessa Amazon e chi progetta le tecnologie, “perché in base a come funzionano ci sono persone ed esigenze”. “La nostra controparte non sono i precari sotto ricatto ma Amazon, che determina questo e non si fa carico di questi lavoratori, e chi pensa di sfruttare questa situazione”, ha continuato Landini, secondo cui l’azienda americana “non può apparire come innovazione se poi dietro c’è quello che vediamo, con le condizioni di lavoro che vengono decise da un algoritmo”.

Landini: “Le aziende devono aprire una trattativa per applicare gli accordi”

“La vostra lotta è molto importante, in queste settimane si sta aprendo un fatto nuovo: dopo la manifestazione del 9 febbraio, unitariamente dobbiamo far parlare questo paese delle condizioni delle persone che hanno bisogno di lavorare”, prosegue il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, partecipando al presidio unitario dei rider di Amazon a Milano. “Quando si lavora e si è poveri o si è sfruttati con il rischio di essere messi in competizione vuol dire che c’è qualcosa che non funziona e questo non è un problema solo del sindacato dei lavoratori ma è un problema di questo paese. Le aziende devono aprire una trattativa per applicare gli accordi e per affrontare i problemi che voi avete posto”. Per Landini anche nella veste di “cittadini consumatori dobbiamo porci il problema che quando ordiniamo qualcosa dobbiamo ragionare sulla qualità del lavoro che c’è dietro a quell’ordine”. Secondo il leader sindacale “il governo dovrebbe mettere mano al codice degli appalti ma non per renderli più facili, ma per fare in modo che la responsabilità delle condizioni di lavoro sia dell’azienda committente: non ci può essere lo scarico per cui non ci si interessa in che condizioni si svolge il lavoro”.

Landini: “decisiva l’unità dei lavoratori”. E sull’incontro col governo sulla riforma delle pensioni: “non è finita qui”

Landini osserva poi che “l’unità dei lavoratori è l’elemento che permette di affrontare le situazioni più difficili. C’è sempre una regola: quando inizia una battaglia devi stare unito e devi durare un minuto in più della controparte, fino a che non hai ottenuto quello che potevi ottenere. Poi ci sono sempre da fare delle mediazioni ma oggi rischiamo di discutere solo di un po’ di soldi che sono importanti, ma la battaglia che state facendo è anche per dignità e sicurezza del lavoro”. Infine un commento all’incontro di ieri con il ministero del Lavoro sulla previdenza: “Si sono presi qualche impegno ma non è iniziata una trattativa vera: una delle cose che stiamo chiedendo è una riforma fiscale degna di questo nome, perché – conclude – bisogna aumentare le tasse a chi più possiede per poter fare gli investimenti e rilanciare questo paese. Questa battaglia, le pensioni, la qualità del lavoro sono elementi di una battaglia generale e nei prossimi giorni discuteremo di come andare avanti perché per noi non è finita qui”.

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