Maurizio Landini intevistato a In mezzora su Rai3, la sua prima uscita da segretario generale della Cgil. Critica Salvini e il governo, ricorda la manifestazione del 9 febbraio, e invita tutti a iscriversi al sindacato

Maurizio Landini intevistato a In mezzora su Rai3, la sua prima uscita da segretario generale della Cgil. Critica Salvini e il governo, ricorda la manifestazione del 9 febbraio, e invita tutti a iscriversi al sindacato

Intervistato da Lucia Annunziata su Rai3, nel corso del programma In mezzora, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil da un paio di giorni, è riuscito a fare una panoramica complessiva della situazione italiana in questo frangente di secolo XXI, a partire dalle condizioni dei 47 migranti costretti a restare sulla nave ong Sea Watch a poca distanza dal porto di Siracusa. Situazioni come quella della SeaWatch sono “inaccettabili”, ha detto Landini, e di fronte a questa politica governativa serve “una reazione della società civile” contro la strumentalizzazione politica di un’invasione di migranti che non c’è. Il riferimento esplicito è a Matteo Salvini e alla sua strategia sull’immigrazione. “Dovrebbe smetterla di usare messaggi violenti e affrontare i temi” dice Landini, che allarga il ragionamento anche alle situazioni di caporalato a San Ferdinando, in Calabria. “Qualità del lavoro e diritti delle persone vengono prima della posizione politica” sottolinea.

E inoltre, i due provvedimenti simbolo dell’esecutivo gialloverde invece, reddito di cittadinanza e quota 100, sono provvedimenti fatti “a capocchia, fatti male”. Maurizio Landini affronta tutti i temi con la solita passione. Reddito di cittadinanza e quota 100 – afferma il leader sindacale – “stanno diventando due cose fatte perché si erano impegnati a farle, ma fatte a capocchia, fatte male, in base ad un contratto stipulato tra privati. Non si spacci quota 100 per un cambiamento della Fornero, così non si cambia nulla”. Il governo doveva puntare ad allargare il Rei e a riformare gli ammortizzatori sociali, perché il 2019 “si preannuncia come un anno con il rischio di ritorno e di nuovi licenziamenti e non ci sono gli ammortizzatori”. Il nuovo reddito invece “rischia di non rispondere all’obiettivo e di creare solo casino”. Infatti, prosegue Landini, “si chiamano governo del cambiamento ma non stanno cambiando quasi nulla e quando lo fanno è in peggio”. Tra Lega e M5S “formalmente c’è una differenza” sottolinea ancora Landini, ma “fanno un giochino, fanno finta che uno è governo e uno è opposizione”. Anche sul reddito di cittadinanza, il leader Cgil afferma che “non critichiamo la lotta contro la povertà, non diciamo che non si deve fare il provvedimento, ma critichiamo come lo si sta facendo”, perché “oggi si è poveri anche lavorando. Andava allargato lo strumento del passato governo, il Rei, ampiando risorse e strumenti”, e serve lavoro, per cui “bisogna far ripartire gli investimenti” pubblici e privati. Landini ricorda la mobilitazione indetta dai sindacati a Roma per il 9 febbraio: “sarà una grande manifestazione perché c’è una grande voglia di cambiamento” e sarà l’occasione per Cgil, Cisl e Uil per chiedere al governo “che si apra una vera trattativa con il sindacato. Per arrivare a un cambiamento vero”.

Su un altro capitolo chiave per M5S e Lega, quello della Tav, Landini chiarisce: “Io ho i dubbi e le perplessità che ho sempre avuto – ammette – ma va tenuto conto di cosa pensa la maggioranza della Cgil”. E la maggioranza della Cgil “non si è detta contraria alle grandi opere. Pur nell’articolazione delle posizioni all’interno del sindacato, c’è un elemento di maggioranza che dice che i cantieri bloccati vanno riaperti”. Tutti temi, comunque, che il governo colpevolmente non affronta con le parti sociali. “Questo governo non si confronta con il sindacato, non si confronta con nessuno – lamenta il nuovo leader Cgil – Anche il Parlamento è diventato un passacarte. Ma non si può tenere conto che abbiamo 12 milioni di iscritti, con noi ci si deve discutere. Si sono definiti il governo del cambiamento, ma un Paese così complesso non si cambia da soli, devi coinvolgere i soggetti che rappresentano le persone, deve esserci un confronto e una discussione. Abbiamo bisogno di unire, non di dividere e di esasperare i toni”. E, guardando ai governi passati che hanno minimizzato il ruolo del sindacato Landini non sa resistere: “tutti hanno preso batoste, tutti sono andati a sbattere, il sindacato invece c’è ancora”. E infine, l’appello a iscriversi al sindacato, a qualunque sigla.

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