Spagna. In Andalusia si prefigura un governo Psoe, PP, Ciudadanos. Il Psoe sconfitto pensa ad elezioni anticipate. Chi è il leader di estrema destra che ha vinto con “la Spagna agli spagnoli”

Spagna. In Andalusia si prefigura un governo Psoe, PP, Ciudadanos. Il Psoe sconfitto pensa ad elezioni anticipate. Chi è il leader di estrema destra che ha vinto con “la Spagna agli spagnoli”

Con il voto in Andalusia un partito di estrema destra ha ottenuto dei seggi in un parlamento regionale spagnolo per la prima volta dalla morte del dittatore Francisco Franco nel 1975. Con il 99% delle schede scrutinate il piccolo partito Vox ha ottenuto 12 seggi, consegnando alla destra nel suo complesso la maggioranza del parlamentino della regione meridionale, governata dai socialisti da oltre trent’anni. I risultati dimostrano che Vox, contrario all’immigrazione illegale e all’indipendenza catalana, ha superato anche i sondaggi più ottimistici, che davano al partito cinque seggi. “Gli andalusi hanno fatto la storia… e si sono liberati di 36 anni di governo socialista” ha detto il leader di Vox Santiago Abascal. Il partito socialista (PSOE) del premier Pedro Sanchez ha registrato il peggior risultato della sua storia con 33 seggi. Il suo potenziale alleato a sinistra Adelante Andalusia ha raccolto solo 17 seggi, mentre il partito popolare conservatore ha ottenuto 26 seggi e i liberali di Ciudadanos 21. La leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen ha inviato via Twitter “calorose congratulazioni” agli “amici di Vox”.

Il voto andaluso è il primo test elettorale per Sanchez, al governo da giugno dopo aver spodestato con un voto di sfiducia l’esecutivo del popolare Mariano Rajoy, azzoppato da una serie di scandali di corruzione. Il voto tuttavia non è che un antipasto del prossimo super anno elettorale: nel 2019 gli spagnoli voteranno per le amministrative, le regionali e le europee, e forse anche per un voto politico anticipato da far coincidere con quello europeo a fine maggio. Tutti gli occhi sono su Vox, che potrà usare l’Andalusia come trampolino per gli appuntamenti elettorali del prossimo anno. Se otterrà dei seggi al Congresso di Madrid, sarebbe la prima volta dal 1982 che un partito di estrema destra siede nel parlamento nazionale. La leader andalusa del PSOE Susana Diaz, che lo scorso anno aveva sfidato senza successo Sanchez per la leadership del partito, voleva conservare la presidenza regionale e dare una spinta al partito nazionale. Ma Vox ha mandato all’aria i suoi piano unendosi al coro delle forze conservatrici tradizionali, PP e Ciudadanos. “Questo voto è il primo passo per rimuovere Pedro Sanchez” ha detto il leader del PP Pablo Casado.

Il quotidiano EL Mundo spiega che la candidata del Psoe, il presidente uscente Susana Diaz, ha subito un durissimo colpo, con la perdita di quasi mezzo milione di voti che, di fatto, la privano della possibilità di tornare a guidare la giunta. La Diaz, però, non è la sola ad uscire sconfitta dal voto, lo è anche, e soprattutto, Sanchez che con lei ha chiuso la campagna elettorale a Siviglia promettendo una piaggia di fondi per sostenere la debole economia del Campo di Gibilterra, ovvero l’area intorno all’enclave britannica. I risultati delle elezioni dimostrano che il governo non convince neanche in un territorio storicamente di sinistra. L’elettore tradizionale del Psoe ha così punito entrambi i leader, mettendo fine al progetto del Psoe che sperava di rafforzare il proprio bacino elettorale in vista delle prossime elezioni generali. “Stiamo per cacciare il Psoe dalla giunta andalusa”, ha dichiarato leader di Ciudadanos (Cs), Albert Rivera, dopo essere stato informato dei risultati. “Presenteremo la nostra candidatura”, ha poi annunciato, aggiungendo che “vi è alcun motivo per cui Cs non governi”. Parlando dalla direzione del partito in un albergo di Siviglia, accanto al suo candidato Juan Marin, Rivera ha poi fatto sapere che chiederà al Pp e al Psoe il voto per formare un governo, evitando di citare l’estrema destra di Vox. “Il cambiamento è arrivato in Andalusia, abbiamo abbastanza voti per portarlo avanti”, gli ha fatto eco Marin.

Antiglobalista, antifemminista, autoritario, confessionale, euroscettico e xenofobo. Così El Pais descrive Santiago Abscal, il 46enne leader del partito populista di estrema destra Vox. Ammiratore di Marine Le Pen, della quale ha ascoltato i comizi in Francia, Abscal è nato a Bilbao in una famiglia di tradizione politica di destra. Suo nonno è stato sindaco franchista nel paesino di Amurrio, suo padre leader del partito Alianza popular nei paesi baschi. Lo stesso Santiago diventò a 23 anni consigliere comunale per quello che ormai era diventato il Partito Popolare nella cittadina basca di LLodio. Minacciato e aggredito, in quegli anni di terrorismo basco girava armato di una Smith e Wesson e veniva protetto da una scorta. Divorziato da una prima moglie da cui ha avuto due figli, ora convive con la blogger e influencer Lidia Bedman, madre di altri due suoi figli. Abscal predica la Spagna agli spagnoli ed è espressione di un patriottismo nazional-cattolico e monarchico. In Andalusia ha riscosso il suo primo successo elettorale con un programma in cento punti che riguarda tutta la Spagna, senza particolare attenzione a questa regione, se non l’enfasi contro gli immigrati, che in gran parte sbarcano su queste coste. La Spagna che sogna Abscal è un paese centralista, dove viene cancellata l’autonomia catalana e vengono ridotte al minimo le prerogative delle amministrazioni locali. Vox parla di lotta alla corruzione, taglio delle tasse, abolizione della legge contro la violenza di genere, sostegno alla famiglia tradizionale, chiusura delle moschee estremiste e “controllo dell’immigrazione in funzione delle necessità dell’economia nazionale e della capacità dei migranti di integrarsi e accettare i nostri valori”. E non manca, ad imitazione di Donald Trump, la proposta di un “muro invalicabile” a Ceuta e Melilla per fermare l’arrivo dei migranti.

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