Manovra delle beffe. A Bruxelles sentono puzza di bruciato. Salvini e DI Maio nascondono quota 100 e reddito di cittadinanza. A Conte il compito di trovare l’accordo con la Ue. Tria fa il palo. Goldman Sachs: “l’Italia non cresce”

Manovra delle beffe. A Bruxelles sentono puzza di bruciato. Salvini e DI Maio nascondono quota 100 e reddito di cittadinanza. A Conte il compito di trovare l’accordo  con la Ue. Tria fa il palo. Goldman Sachs: “l’Italia non cresce”

Perché improvvisamente, una domenica a tarda ora della sera, Salvini e Di Maio, i vicepremier, prendono carta e penna, si fa per dire, ed inneggiano al premier, ne fanno quasi un eroe nazionale? Non ci vuole molto a capire il perché di questa mossa a sorpresa. Non è un caso che l’ode a Conte arrivi dopo che in Commissione Bilancio della Camera Salvini e Di Maio hanno abbandonato al loro destino, provvisorio naturalmente, gli emendamenti sui quali con la Ue si gioca l’apertura o meno della procedura di infrazione per debito eccessivo: quota cento per le pensioni e il reddito di cittadinanza. Arriveranno al Senato dopo il voto della Camera. E qui si gioca la partita che tanto preme a Salvini e Di Maio e sulla  quale hanno giocato la campagna elettorale. Poi dovranno tornare alla Camera. Un percorso pieno di ostacoli. Come è noto in particolare nel Mezzogiorno c’è già chi si è presentato agli Uffici del lavoro per iscriversi al reddito di cittadinanza. Non solo. Di Maio ha annunciato, poi ha precisato, che sono in stampa le tessere elettroniche per riscuotere il “reddito”. Poi ha precisato di aver dato “ordini” ai “suoi uffici”, tutto in prima persona come fa il Salvini quando parla di iniziative del ministero, di avviare il programma per far stampare le tessere.

Questo l’antefatto. Vediamo il fatto. Mentre da Palazzo Chigi venivano smentiti “vertici” annunciati ieri, incontri fra premier e vicepremier, tutto veniva messo nelle mani del ministro Tria, quello cui spetterebbe di diritto occupando il dicastero del Tesoro, la conduzione della trattativa. Invece lo si manda a far da palo a Bruxelles a tenere la poltrona calda per Conte, a spianare il terreno. In sostanza ad evitare che la trattativa con la Ue si blocchi, guarda caso, proprio su come coprire “quota cento” e reddito di cittadinanza, i due tesorini di Salvini e DI Maio. Tria addirittura dall’Argentina è andato direttamente a Bruxelles, dove era in corso la riunione dell’Eurogruppo. Il mandato: trovare l’accordo sui numeri del deficit, senza mettere in campo le due questioni, gli emendamenti tenuti nascosti, che tanto stanno a cuore ai due vicepremier. E Tria, diligentemente, sta svolgendo il suo compito. Riferirà a Conte, o al Consiglio dei ministri che si dice sia stato convocato, ma non ci sono certezze.

Analisti Goldman: “Italia, una nube scura sullo scenario dei mercati europei”

Compito non facile per il nostro ministro del Tesoro anche perché mentre  incontrava Moscovici, il Commissario per gli Affari economici, e Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea, arrivava  un report dalla Banca di Affari Usa Goldman Sachs, in cui si afferma che l’Italia è fra i rischi che potrebbero complicare più del previsto lo scenario di mercato europeo nel 2019, con “la crisi di bilancio che rimane irrisolta e l’economia italiana che ci aspettiamo ‘flirterà’ con la recessione all’inizio del prossimo anno”. Viene confermata la stima di una crescita ferma allo 0,4%. Per quanto riguarda la trattativa con Bruxelles sulla legge di Bilancio Goldman Sachs afferma che “L’Italia getta una nube scura sullo scenario dei mercati in Europa. Le cose potrebbero dover peggiorare prima di vedere un miglioramento”. Gli analisti della Banca di affari si dicono “scettici” sulla capacità di Bruxelles o Roma di “cambiare rotta” nella trattativa sul bilancio. La spinta, dicono, arriverà direttamente dal mondo finanziario. Gli analisti “si aspettano che il più probabile catalizzatore per un ritorno alla disciplina di bilancio sia un’ulteriore pressione dei mercati” e “una volta che la nebbia si sarà diradata vediamo diverse ragioni per rimanere strategicamente costruttivi”. Parlano di “recessione” nel 2019 in agguato per il nostro paese.

Dombrovskis: dall’Italia aspettiamo fatti concreti. Avviato iter procedura di infrazione

Torniamo a Bruxelles. Grande cortesia nei confronti del ministro Tria con il quale sia Moscovici che Dombrovskis, insieme al presidente Juncker hanno già avuto modo di cenare e pranzare, presente anche Conte. Cortesia ma anche docce fredde. Dice Moscovici che partecipa all’Eurogruppo: “Continuiamo il dialogo per trovare una soluzione e continuiamo intanto a preparare la nostra decisione perché l’iter della procedura è stato avviato e gli Stati l’hanno appoggiato”. Sull’apertura del governo italiano a Bruxelles dice: “Ci sono nuove proposte e idee sul tavolo che vanno nella giusta direzione ma il gap con le regole del Patto di stabilità è ancora ampio e quindi ancora non ci siamo”. E ribadisce che l’iter della procedura è stato avviato, perché l’ospite italiano intenda. Dombrovskis ai giornalisti fa sapere: “Dall’Italia aspettiamo passi concreti”. “Se non ci sono modifiche siamo pronti a procedere”, aveva affermato, sottolineando che “il Governo italiano è pronto a discutere e impegnarsi a cambiare la sua traiettoria di bilancio ma non si tratta solo di cambiare il tono della discussione ma di avere una correzione consistente”.

Moscovici. Dialogo e procedura d’infrazione procedono insieme

Parole molto chiare. Sia Moscovici che  Dombrovskis  ci tengono a far sapere che “dialogo e procedura di infrazione procedono insieme”. Interviene anche il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno. La manovra italiana “richiamerà molta attenzione” all’Eurogruppo di oggi, “sappiamo che c’è un dialogo molto costruttivo in corso tra Commissione e Governo italiano, è importante portare tutti gli Stati a rispettare le regole del Patto ed è quello che chiederemo anche nelle conclusioni dell’Eurogruppo”.

Una giornata che di  nuovo ha detto ben poco. I vicepremier possono tacere

Da parte di Tria non ci sono dichiarazioni ufficiali. Come è noto trova qualche difficoltà a comunicare con gli organi di informazione. Arriva una nota dal ministero del Tesoro in cui si afferma che nel corso dei lavori dell’Eurogruppo Tria ha incontrato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. “Al centro dei colloqui”, si legge, “i negoziati in corso sulla legge di bilancio per il 2019. Tria e Dombrovskis hanno espresso la comune volontà di trovare al più presto una soluzione al contenzioso sulla manovra tra Roma e Bruxelles”. Conclusione di una giornata che di nuovo ha detto ben poco: visto che a Conte è stato affidato da Salvini e Di Maio il ruolo di “gestore unico” della manovra di Bilancio, che Tria opera a livello di Eurogruppo per tenere i rapporti, speriamo che i media non ci riempiano di dichiarazioni, interviste, comparsate televisive e radiofoniche ad ogni ora del giorno e della notte da parte dei due vicepremier. Aggiungiamo, nel caso, che dovrebbero ringraziare i giornalisti e i media, invece di minacciarli. Perché senza di loro non sarebbero nessuno. O quasi.

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