Blitz in Puglia contro la spietata ‘Quarta Mafia’, trenta arresti

Blitz in Puglia contro la spietata ‘Quarta Mafia’, trenta arresti

L’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato, dopo una complessa indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, stanno effettuando, dalle prime ore della notte, un’imponente operazione antimafia nei riguardi di esponenti di rilievo della mafia foggiana, appartenenti alle batterie Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla. Lo riferisce una nota dell’ufficio stampa della Polizia.

Sono dispiegati sul terreno operativo circa duecento fra poliziotti e carabinieri, con elicotteri e reparti speciali. Si tratta della più vasta operazione antimafia degli ultimi anni nell’area del capoluogo dauno. Tra i trenta arrestati ci sono alcuni dei capi storici della mafia foggiana e in particolare dei due principali clan in lotta (Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi—Francavilla, sempre in lotta tra loro). Il blitz, tra i più importanti degli ultimi anni, è stato denominato “Decima Azione”. Tra le persone arrestate ci sono, infatti, Vito Bruno Lanza, 65 anni, Rocco Moretti, 68, Roberto Sinesi, 46. Tutte le 30 ordinanze sono di custodia cautelare in carcere. Devono rispondere di associazione di stampo mafioso (ex articolo 416 bis), tentato omicidio, estorsioni, detenzione di armi.

Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda di Bari, si è registrato anche il tentativo di condizionamento della società calcistica del Foggia, all’epoca militante nel campionato di Lega Pro. Infatti in alcune intercettazioni telefoniche è emerso che, i membri della società foggiana hanno imposto alla società sportiva Foggia Calcio la stipula di contratti di ingaggio nei confronti di soggetti vicini all’associazione mafiosa, pur non disponendo di qualità sportive significative.

L’attività estorsiva riguardava tutte le sale scommesse, anche quelle gestite da familiari e parenti («perché non ce ne frega niente il giro delle macchinette quelli noi li dividiamo ogni tre mesi») e i costruttori edili («devono pagare: ho detto se non stai vendendo, tu neanche costruisci. Comunque ho detto a noi non ce ne frega niente … ci devono pagare tutti quanti, tutti i costruttori». Relativamente alle estorsioni in danno delle agenzie funebri, l’inchiesta ha evidenziato come i membri della Società Foggiana hanno inquinato non solo i settori economico/produttivi della città di Foggia, ma anche quelli sociali ed amministrativi, potendo avere notizie riservate – evidentemente trasmesse da dipendenti comunali – relative al numero giornaliero dei morti.

«Negli ultimi anni la provincia di Foggia è stata vittima di un’impressionante serie di atti mafiosi, sia nella Daunia che nella Capitanata. Ora invertiamo la tendenza, colpendo alcuni dei sodalizi più strutturati. La mia più profonda gratitudine va alla magistratura, alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che hanno condotto l’operazione e che lavorano costantemente ogni giorno per la legalità e per la giustizia. Va anche espressa gratitudine a tutti i cittadini del territorio di Foggia che non abbassano la testa e contrastano una delle mafie più sanguinarie, per come gli ultimi report sul fenomeno mafioso asseriscono» ha dichiarato Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia.

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