Assemblea nazionale dei comitati territoriali di LeU, dalla cui frammentazione nasce “Unpartitodisinistra”. Scontro tra Pietro Grasso e Roberto Speranza

Assemblea nazionale dei comitati territoriali di LeU, dalla cui frammentazione nasce “Unpartitodisinistra”. Scontro tra Pietro Grasso e Roberto Speranza

Assemblea dei comitati territoriali di Liberi e Uguali questo sabato a Roma. Si attedevano novità, politiche e organizzative, sulla decisione di dar vita ad un nuovo “Partito di sinistra”, e così è stato. Infatti, i comitati, e con loro Pietro Grasso, hanno lanciato proprio “Un partito di sinistra”, il soggetto politico che con questo nome dovrebbe dar vita ad un partito nato dalle fratture di Liberi e Uguali. Le conclusioni di Pietro Grasso all’assemblea dei comitati non lascerebbero spazi a dubbi. “Andare avanti, non per costruire un quarto, quinto o sesto partitino di sinistra. Al contrario. Vogliamo andare avanti, con lo spirito con cui ci ritrovammo insieme il 3 dicembre dell’anno scorso, e realizzare quello che non siamo riusciti a fare fino ad oggi: mettere insieme sensibilità diverse, purché condividano l’idea di un Paese diverso da quello che stiamo vivendo. Siamo nati per unire, e questo resta il mio principale obiettivo”. Pietro Grasso lancia così il nome e il cognome della nuova formazione politica nta con l’ambizione di unire: “E’ online da ora una piattaforma per aderire. Si chiama unpartitodisinistra.it. Impegniamoci a far aderire tutti coloro che si sono riconosciuti in Leu e coloro che ancora sono smarriti, alla ricerca di rappresentanza. Iniziamo con le adesioni e con la nascita di un organo provvisorio fondativo che coinvolga la nostra base, a partire dai comitati territoriali che già esistono e che nasceranno, dai parlamentari e dai componenti del Comitato Promotore Nazionale che vorranno proseguire. Vorrei che l’obiettivo fosse: gennaio per l’insediamento dell’assemblea e Congresso prima delle elezioni europee. L’assemblea fondativa dovrà finalmente proporci statuto, regolamenti, tempistica e gestire la fase transitoria”.

Dopo aver dettato l’agenda del nuovo partito, Grasso ha poi voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa. “L’altra barzelletta che già circola e che circolerà nelle prossime settimane è quella del ‘Partito di Grasso’. Chi la diffonde offende soprattutto la sua intelligenza, prima che la mia. L’ho detto molte volte quando sono venuto da voi alle assemblee territoriali ma lo ripeto in modo che sia chiaro a tutti. Soprattutto a chi oggi non c’è. Non c’è, non ci sarà, alcun ‘partito di Grasso’. Non è nato il 26 maggio, non nascerà oggi, né mai: questo egocentrismo non fa per me, alla mia età sarebbe non solo ridicolo, ma addirittura patetico. Non mi ha mai sfiorato questa idea, ogni forzatura fatta in questi mesi ha avuto il solo scopo di non disperdere questa comunità e di difenderla”. “Ho la speranza – ha concluso Grasso- che a farlo non sia il più giovane di una vecchia generazione ma il primo di una nuova classe dirigente – o la prima, o perché no un ticket uomo/donna. Una dirigenza, per questioni anagrafiche, più giovane di me. Per questioni politiche, meno compromessa col passato di altri, perché in questo momento le biografie contano, anche oltre i meriti e le responsabilità”.

Il dibattito e le reazioni, a cominciare dal coordinatore di Mdp, Roberto Speranza, che taglia ogni rapporto col Pd e invita Grasso ad aprirsi a una fase costituente per un partito della sinistra e del lavoro

”C’è bisogno di una sinistra vera forte ambiziosa popolare plurale. Una grande forza autonoma della sinistra e del lavoro. Questa forza non può essere il Pd, figlio di un tempo che non c’è più”, ha detto Roberto Speranza all’assemblea. “Con la stessa chiarezza – ha aggiunto – dico che è sbagliato costruire un ennesimo cartello di forze antagoniste che non ci porta a raggiungere l’obiettivo”. Inoltre, “le differenze – ha proseguito Speranza parlando alle forze politiche che un anno fa diedero vita a Leu – tra noi ci sono. Io ho chiesto un congresso una testa un voto per salvare Leu. Spero di ascoltare parole nuove ma alla mia richiesta non è arrivato un sì. Però quella è l’unica strada, se no le differenze non sono risolvibili”. Quanto alla questione del simbolo, per Speranza non può essere utilizzato solo da una parte dei fondatori di Leu: “Per me il simbolo Leu è a disposizione di un percorso democratico. Ma non può diventare il giocattolino di qualcuno che si alza e dice io sono Leu. Per me non si torna alle vecchie case, voglio costruire il nuovo partito della sinistra e del lavoro”.

Palazzotto, Sinistra Italiana: “prima di un partito ci serve un pensiero, un’idea”

“Ho come l’impressione che la sinistra di questo Paese viva dentro una sfera separata dalla realtà: la sua base militante come la classe dirigente è alla continua ricerca di una soluzione organizzativa che risponda ad un problema che invece è di natura politica. Non c’è nessuno che abbia il coraggio o la capacità di prospettare un modello di società alternativo a quello esistente. Al massimo si propone qualche piccolo aggiustamento”, ha affermato Erasmo Palazzo della segreteria nazionale di Sinistra Italiana, intervenendo ai lavori dell’assemblea dei comitati locali di Liberi e Uguali con Pietro Grasso, al Teatro Ghione di Roma. “Prima che un partito direi quindi che ci serve – prosegue – un pensiero, un’idea attorno a cui chiamare tutte le esperienze più significative della sinistra sociale e politica ad un processo di confluenza a partire dalle prossime elezioni Europee”. “E dico questo anche perché – ha concluso Palazzotto – siamo convinti che non esista alcun partito o formazione politica oggi che abbia al proprio interno le risorse sufficienti per dare vita ad una esperienza di questo tipo da solo”.

Fratoianni disponibile a interloquire con Grasso

“Oggi il presidente Grasso ha detto parole chiare e condivisibili, con cui sono molto interessato a interloquire”, ha affermato dal canto suo il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “L’esigenza di una sinistra unita, plurale e alternativa – prosegue il leader di SI – non è cosa di ieri, così come la necessità di costruire una cultura politica all’altezza delle sfide del presente e del futuro”. “L’Italia merita un vero cambiamento, che superi l’eredità avvelenata di 20 anni di neoliberismo e insieme le politiche criminali della destra nazionalista. Sono sicuro – conclude Fratoianni – che sapremo costruirlo insieme”.

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