Filctem Cgil, venerdì 5 ottobre sciopero lavoratori Sogesid

Filctem Cgil, venerdì 5 ottobre sciopero lavoratori Sogesid

“Venerdi 5 ottobre i lavoratori della Sogesid, società del Mef controllata dal ministero dell’Ambiente, sciopereranno e manifesteranno, davanti al ministero dell’Ambiente, contro la decisione del ministro Costa di interrompere le attività di assistenza tecnica fornite dalla stessa al ministero, riducendone di fatto il campo di intervento al solo settore delle bonifiche e (forse) del dissesto idrogeologico”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola e il segretario generale della Filctem Cgil di Roma e del Lazio Ilvo Sorrentino. “Dalla sua istituzione – continuano – la Sogesid supporta l’implementazione delle politiche ambientali in tutti i settori (rifiuti, acque, aree protette, bonifiche, energia e cambiamenti climatici, valutazioni ambientali e così via) rappresentando il ministero anche in ambito internazionale. Circa 350 lavoratori della Sogesid, come osservato anche dalla Corte dei Conti, svolgono le funzioni istituzionali del ministero in alcuni casi anche da più di 10-15 anni. Ora il ministero intende bandire un concorso pubblico per sopperire alle storiche carenze di organico senza preoccuparsi delle ricadute in termini occupazionali e dello spreco potenziale di esperienze e competenze acquisite nel corso degli anni dai lavoratori della sua società in house. Mentre si fanno annunci sul concorso e proclami per rasserenare i lavoratori, le commesse scadono e il rischio che la società chiuda in negativo il bilancio anche nel 2018 appare molto concreto. Inutile sottolineare che eventuali esuberi rappresenterebbero un doppio danno per le casse dello Stato che dopo aver investito per selezionare, formare e assumere lavoratori e professionisti dovrebbe ora garantire loro gli ammortizzatori sociali. Tutto questo accade mentre le emergenze ambientali e i ritardi del sistema istituzionale e amministrativo sono all’ordine del giorno, come dimostrano le numerose procedure di infrazione aperte dalla Commissione Europea sulla conservazione della natura, sulla depurazione delle acque reflue, sulla qualità dell’aria, sulla gestione dei rifiuti”.

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