Beppe Grillo chiude la kermesse dei 5Stelle a Roma attaccando Mattarella, Macron, le donne. Le sue frasi sono inquietanti e pericolose

Beppe Grillo chiude la kermesse dei 5Stelle a Roma attaccando Mattarella, Macron, le donne. Le sue frasi sono inquietanti e pericolose

Diciamo la verità, ce lo aspettavamo. Dopo una sonnacchiosa due giorni del Movimento 5 Stelle a Roma, al Circo Massimo, dove la grisaglia burocratica del governante ha ceduto in parte il posto e il ruolo del “vaffanculo” adolescenziale dei primi tempi, che faceva notizia, soprattutto se sparato dinanzi a decine di migliaia di persone osannanti, qualcosa al termine della kermesse doveva accadere. Per forza di cose. La scena era stata presa dal dissidio con l’Europa sulla manovra di bilancio, dal giudizio dell’agenzia di rating Moody’s, che ci declassa inflessibilmente sulla soglia dei titoli di stato spazzatura, dal condono per gli evasori, e dagli altri pasticciacci brutti del governo pentaleghista (dalle gaffe di Toninelli sul tunnel del Brennero alle decisioni gaglioffe sul ponte Morandi a Genova, fino alla chiusura dello Sprar di Riace, per citarne alcuni). E poi, a Firenze, Matteo Renzi chiudeva la Leopolda 9, con qualche novità politica di rilievo, e una sfida sui conti pubblici. E magari, perfino il derby Inter-Milan avrebbe potuto oscurare mediaticamente l’evento grillino. Qualcosa occorreva fare per recuperare la scena. Ed ecco pronto il piatto da varietà televisiva preparato dal fondatore del Movimento, Beppe Grillo: provocazioni a go go, offese e dileggi, contro chiunque non sia del M5S. O non ha ancora chiaro cosa voglia dire guidare un paese come l’Italia, oppure, appunto, si è lasciato vincere dalla logica dell’audience. Voleva la scena e se l’è presa. Noi vorremmo non prestarci a raccontare tutte le divagazioni del comico-fondatore dei 5stelle. Per dovere di cronaca abbiamo deciso di riportare alcune delle affermazioni che forniscono una chiave di lettura per giudicare la performance di Grillo. Decida poi il nostro lettore, nella sua autonomia se quelle parole pronunciate da Grillo non entrano in quello che Gramsci sosteneva essere “il sovversivismo dall’alto delle classi dirigenti”, un vero e proprio pericolo per la democrazia e la Costituzione.

Beppe Grillo: l’attacco al Capo dello Stato e l’insulto a Macron 

Ecco uno dei passaggi più clamorosi, e riguarda ruolo e funzione del Capo dello Stato e in particolare di Sergio Mattarella: “Mi hanno accusato di vilipendio per una battutina su Napolitano. Poi c’è stata la storia dell’impeachment. Noi dobbiamo riformare il ruolo del presidente della Repubblica: nomina 5 senatori a vita, è capo delle Forze armate e del Csm. Bisogna togliere questi poteri”. E a Macron non ha risparmiato un insulto da bettola di infimo livello: “Siamo pieni di psicopatici, di bambini violentati da anziani, come Macron…”. E una battuta – sempre di infimo livello – l’ha riservata perfino a Salvini. “Siamo al governo con Salvini, non c’è nulla di strano. L’ho conosciuto una volta Salvini, quando non era quello che è diventato”, racconta il garante del M5S. “Io sono l’Elevato e Salvini sentiva la mia superiorità – ironizza -, così mi si è avvicinato in aeroporto, timido, e mi ha chiesto se poteva passarmi al telefono sua mamma per salutarla. Così le ho detto ‘Signora, ma non poteva prendere la pillola quella sera?…’. Salvini però dice una cosa e la mantiene, è un miracolo in politica”, sottolinea. Fin qui la scarna cronaca dell’intervento di Beppe Grillo in chiusura della manifestazione dei 5Stelle.

Il paradosso. Il M5S prende le distanze dal garante e fondatore, Beppe Grillo. Questo sì che fa venire voglia di ridere

In merito alle parole di Beppe Grillo sul Capo dello Stato, dal M5S precisano “che né le forze di maggioranza né il governo intendono riformare i poteri del Presidente della Repubblica. Tale proposito non è infatti presente nel contratto di governo”. Si fa inoltre notare che “Grillo non riveste ruoli istituzionali. Dal Movimento ribadiscono piena fiducia nel ruolo di Garante della Costituzione del Presidente Sergio Mattarella”. Insomma, come si dice in questi casi, la “toppa è peggio del buco”. Ma i 5stelle sono stati costretti a questo comunicato perché si è scatenata la bufera sulle provocazioni di Grillo a proposito dei poteri del presidente della Repubblica, e su quel passaggio relativo alla richiesta di impeachment che i M5S avrebbero fatto qualora Mattarella non avesse accettato Paolo Savona nel governo. Ed è il segno di una difficoltà politica notevole.

De Petris, Leu: “l’attacco di Grillo inquietante e pericoloso”. Pietro Grasso: “difenderemo sempre la Costituzione e Mattarella”. Boldrini: “non concepiscono altri poteri all’infuori di Casaleggio

Una bufera di dichiarazioni contro Grillo e grillini, si diceva. Ecco alcuni commenti. “L’attacco di Grillo alla presidenza della Repubblica è estremamente inquietante e pericoloso. Il fondatore dell’M5S indica chiaramente, rivolto al suo popolo in occasione particolarmente rilevante, l’arrembaggio a uno dei cardini della Costituzione come obiettivo”, afferma la senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto. “Il ruolo della presidenza della Repubblica – prosegue la senatrice di LeU- è essenziale nell’equilibrio della nostra architettura costituzionale e va rigorosamente salvaguardato. Ed è particolarmente irresponsabile metterlo in discussione in un momento difficile e pieno di rischi come questo”. Pietro Grasso scrive su twitter: “Grillo era un contestatore: ora è al governo, è il potere. Capisco che sia in difficoltà a difendere condoni fiscali e edilizi, che voglia spostare l’attenzione. Ma è pericoloso farlo attaccando il Presidente della Repubblica e la Costituzione, che noi difenderemo come sempre!”. E Laura Boldrini rincara: “attaccano il Capo dello Stato perché non rispettano la Costituzione e non concepiscono altri poteri all’infuori della Casaleggio Associati. #IoStoConMattarella #Grillo”.

Il sindaco di Palermo, Orlando: “Grillo si ispira a Hitler e Mussolini”

“Grillo considera i propri nemici degli psicopatici e ritiene che il Presidente della Repubblica abbia troppi poteri? Se c’erano dubbi, è ormai chiaro quale sia il modello culturale e storico cui il Governo prefascista gialloverde si ispira: proprio quello del nazismo e del fascismo di Hitler e Mussolini”, dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “Da un lato – aggiunge – l’attacco quotidiano, non più solo verbale ma ora anche squadrista e materiale ai ‘diversi’, migranti e Rom, dall’altro l’identificazione di chi dissente con gli psicopatici. A quando gli attacchi ai portatori di handicap? A quando la proposta di arresto dei ‘mangiatori inutili’? Tutto questo, accompagnato agli attacchi contro le figure di garanzia costituzionale, ha un solo nome: ‘fascismo’”.  E infine, il segretario del Pd, Martina: “Il comico miliardario prenda in giro chi vuole, non c’è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca caro Grillo”.

Share