Signor ministro dell’Interno: cosa si aspetta ad esprimere solidarietà al professor Burioni?

Signor ministro dell’Interno: cosa si aspetta ad esprimere solidarietà al professor Burioni?

Una fake news? No, non è una fake news, del tipo, per intenderci, di quella secondo la quale dei richiedenti asilo ospitati in abitazioni di privati pretenderebbero la connessione wi-fi. La notizia, purtroppo vera, è che in queste settimane il professor Roberto Burioni, direttore della Scuola di specializzazione all’università San Raffaele di Milano, per il suo impegno a favore dei vaccini e contro la campagna antiscientifica in corso alimentata da irresponsabili incompetenti, sapienti solo della loro ignoranza, è vittima di continue minacce, aggressioni verbali, intimidazioni.

Il loquace signor ministro dell’Interno, impegnatissimo a impartire disposizioni su qualsivoglia cosa (per esempio ha diagnosticato l’inutilità di ben dieci vaccini; piacerebbe conoscere su quale base scientifica e competenza acquisita), non ritiene di dover almeno dedicare uno dei suoi innumerevoli tweet o selfie per esprimere solidarietà al professor Burioni, vittima di una odiosa e inquietante campagna di linciaggio mediatico? Il signor ministro sostiene che “…i nostri ragazzi e le nostre ragazze devono imparare un po’ di educazione che mamma e papà non sono in grado di insegnare”, e per questo annuncia (ennesima invasione di un “campo” che non gli appartiene), che “stiamo studiando la reintroduzione del servizio militare per alcuni mesi” (ipotesi opportunamente stoppata dal ministro della Difesa Trenta).

Al signor ministro si vorrebbe ricordare che la migliore educazione è costituita dall’esempio: eviti, dunque, di esprimere solidarietà a un capo-treno che si abbandona a espressioni volgari a microfono aperto (la stessa capotreno ha ammesso l’errore e chiesto scusa); sia pure con grande ritardo esprima solidarietà al signor Mamadou Niang, cameriere senegalese di un locale di Cala Gonone, e al suo proprietario Dionigio Mereu Fronteddu: quando quattro cretini hanno detto che non intendevano essere serviti da Niang, perché nero di pelle, il signor Fronteddu non ci ha pensato due volte a cacciare gli avventori dal suo locale. Il signor ministro bene avrebbe fatto ad andare a bere una birra nel locale del signor Fronteddu, assieme al signor Niang. Il signor ministro bene farebbe a stringere la mano al professor Burioni e esprimergli solidarietà; fosse troppo impegnato per farlo di persona, basterebbe anche “solo” una telefonata: un elementare gesto di civiltà e di “educazione”.

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