Campionati europei di Berlino e Glasgow: tante luci e qualche ombra nella spedizione azzurra

Campionati europei di Berlino e Glasgow: tante luci e qualche ombra nella spedizione azzurra

 Un’Italia-spettacolo e una domenica da incorniciare, iniziata sotto i migliori auspici con il bronzo di Yassine Rachik, terzo nella maratona europea e con l’Italia che si aggiudica l’oro a squadre. Dalla terra all’acqua lo spartito azzurro non cambia di una virgola e così subito dopo l’ora di pranzo arriva la doppietta tuffi-fondo che qualcuno sognava ma nessuno certamente ipotizzava. Elena Bertocchi e Chiara Pellacani (una ragazzina di 15 anni e 11 mesi) riescono nell’impresa di non far rimpiangere i tempi d’oro del duo Cagnotto-Dallape, mettendo tutti in fila nel trampolino sincro da tre metri, ormai diventata la ‘specialità della casa’. Ma non basta, perché, tempo mezz’ora, ecco che il palmares domenicale azzurro luccica ancora di più grazie alla fantastica doppietta di medaglie nella 25 km di fondo. Una gara avvolta dal grigiore meteo e caratterizzata da freddo e pioggia ma che per l’Italia diventa improvvisamente luminosissima grazie ad Arianna Bridi che conquista l’oro d’un soffio sulla fuoriclasse orange Sharon van Rouwendaal, vincitrice nella 5 e 10 km, nonché campionessa olimpica. E gli uomini? Ci ha pensato Matteo Furlan a regalare altri sorrisi prendendosi un meritatissimo bronzo. Dalle acque scozzesi di Lock Lomond a quelle danesi di Aarhus arriva il guizzo di Ruggiero Tita e Caterina Banti, nuovi campioni mondiali nella classe Nacra 17 (che, con i suoi ‘catamarani volanti’, fara’ parte del programma olimpico di Tokyo 2020).

Ciclismo. Trentin vince in volata l’oro su strada, ultima medaglia di un carniere molto ricco

Con la volata vincente di Matteo Trentin al termine di una magistrale prova di squadra nei 230 km del percorso della prova professionisti in linea, con Cimolai protagonista nella fuga decisiva e in volata, l’Italia del ciclismo chiude la sua partecipazione ai Campionati Europei multisportivi con un bilancio fatto di 8 medaglie, di cui 4 d’oro, oltre che regalare il primo titolo a Davide Cassani come commissario tecnico dei professionisti. “Italia fantastica! – commenta proprio Cassani – Un’emozione indescrivibile e’ una bellissima vittoria in una corsa che si e’ rivelata ancora piu’ dura del previsto” E Trentin dice “E’ incredibile. Abbiamo voluto correre sempre nelle posizioni di testa perche’ non volevamo rischiare. Cosi’ e’ stato, un grande lavoro da parte di tutta la squadra. La corsa e’ stata resa ancor piu’ dura dal meteo ma noi siamo riusciti ad interpretarla al meglio”. I complimenti alla Nazionale di Cassani anche da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport. Ricco il medagliere azzurro. In pista medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre uomini con Liam Bertazzo, Francesco Lamon, Filippo Ganna, Elia Viviani, Michele Scartezzini; oro nella corsa a punti donne con Maria Giulia Confalonieri; argento nell’inseguimento a squadre donne con Marta Cavalli, Letizia Paternoster, Elisa Balsamo, Silvia Valsecchi; argento nell’Omnium uomini con Elia Viviani; bronzo nell’Omnium donne con Letizia Paternoster. E ancora: argento nel Fuoristrada XCO uomini con Luca Braidot; l’oro di Marta Bastianelli nella prova in linea su strada e, appunto, l’oro di oggi di Trentin nella prova maschile su strada.

Il nuoto azzurro stravince, con Quadarella sugli scudi e ben tre ori

Altre soddisfazioni dal nuoto erano giunte nelle giornate precedenti. Prima di questa domenica, sei ori, cinque argenti e undici bronzi totali fanno dell’Italia la terza potenza continentale in vasca dopo la Russia e la Gran Bretagna. Una spedizione memorabile, grazie ai successi di Piero Codia nei 100 farfalla e Margherita Panziera nei 200 dorso e addirittura storico quando Simona Quadarella ha centrato il tris nei 400 sl dopo aver già conquistato il titolo negli 800 e 1500 sl. Ciliegina sulla torta, l’argento conquistato da Giulia Gabrielleschi nella 10 km di fondo. Nell’avvicendarsi delle finali, gioia e stupore hanno accompagnato le prove della rappresentativa azzurra. Tra i più increduli il triestino Piero Codia, che ha sorpreso tutti imponendosi con il record italiano (e dei campionati) di 50”64 nella doppia vasca a farfalla. Un’altra pagina del nuoto azzurro l’ha scritta Margherita Panziera, che ha dominato i 200 dorso diventando la prima donna italiana a scendere sotto i 2’07, che è anche record dei campionati. Neanche il tempo di smettere di esultare e in vasca è scesa Simona Quadarella, la regina di questo europeo e la nuova numero uno dell’Italnuoto. Forte del doppio titolo sui 1.500 e gli 800, la 19enne romana non ha fatto calcoli per una gara dove non era tra le favorite, andando semplicemente a cogliere l’oro con una progressione tanto determinata quanto inesorabile per le avversarie.

Atletica. Deludente la spedizione azzurra in fatto di medaglie, ma ottime prove in prospettiva. Daisy Osakue bravissima quinta nel disco 

Finale amaro per la spedizione azzurra agli Europei di atletica. La staffetta 4X100, che sperava di trovare posto sul podio si qualifica per la finale piazzandosi terza in semifinale ma viene poi squalificata per un cambio irregolare tra Desalu e Manenti. Disputa invece la finale il quartetto femminile con Herrera, Hooper, Siragusa e Alloh, che si piazza al settimo posto. Vince la Gran Bretagna, trascinata nell’ultima frazione da Dina Asher-Smith (già oro nei 200), davanti all’Olanda. E’ una gara straordinaria quella del salto con l’asta, in cui l’azzurro Claudio Stecchi è undicesimo. A renderla memorabile è il non ancora diciannovenne svedese Armand Duplantis, erede annunciato del grande Sergej Bubka. Vince con 6.05, nuovo primato del mondo per atleti sotto i 23 anni. L’argento è del 21enne russo Timur Morgunov, che vola fino a 6.00 prima di fallire i tentativi a 6.05. Bronzo per il francese Renaud Lavillenie, primatista del mondo. In chiave italiana c’è anche il 15/o posto di Isabel Mattiuzzi nei 3000 siepi vinti dalla beniamina di casa, la tedesca Gesa-Felicitas Krause. Ne approfitta il presidente della Fidal Alfio Giomi per fare un bilancio del campionato continentale in chiave azzurra. “Questa mattina, con la maratona, ho avuto la conferma che l’azzurro è stato protagonista a questi Europei – dice Giomi -. Non faccio il conto delle medaglie (1 oro, 1 argento e 4 bronzi mettendo nel conto anche i risultati a squadre della maratona n.d.r.), ma la sensazione è che tanti ragazzi abbiano fatto vedere che ci sono”. Ma il presidente tiene a sottolineare che a Berlino non ci sono state solo luci. “Alcune cose non sono andate – ammette – e a settembre analizzeremo tutto e prenderemo le decisioni per il futuro. Quello che è certo, è che l’atletica italiana si è finalmente svegliata. Ha continuato a farlo anche qui a Berlino, pur mostrando dei limiti. La strada è quella giusta, ma siamo ancora a metà. Ci rammarichiamo dei quarti posti, ma il conto dei piazzamenti non è negativo”. E’ il caso di essere ottimisti perché “tanti giovani hanno dimostrato di poter essere competivi a livello assoluto. Penso a Crippa, a Chiappinelli, alla Osakue, a Stano, a Rachik e Faniel, a Desalu che fa 20.13 e arriva sesto. E’ il segno del lavoro che sta dando i suoi frutti”. Menzione speciale per Daisy Osakue, l’atleta di Moncalieri, vittima di un oltraggioso lancio razzista di un uovo che rischiava di costarle un occhio. Ebbene, Daisy era a Berlino a lanciare il suo disco, contro i farmaci devastanti e il trauma psicologico. Ed è arrivata quinta, a 23 anni. Siamo certi che Daisy sarà una delle stelle future della nostra atletica.

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