Il capo della Procura di Torino detta ineccepibili linee guida in materia di accoglienza e di lotta al razzismo. Salvini lo insulta. La vicepresidente del Senato lo difende

Il capo della Procura di Torino detta ineccepibili linee guida in materia di accoglienza e di lotta al razzismo. Salvini lo insulta. La vicepresidente del Senato lo difende

Direttive per rendere più efficace il contrasto dei reati motivati dall’odio razziale e dalla discriminazione etnico-religiosa sono state diramate a Torino dal procuratore capo Armando Spataro. Il magistrato ha diffuso anche disposizioni per sveltire i cosiddetti ‘affari dell’immigrazione’, fra cui le procedure per il riconoscimento o meno della protezione internazionale e di altre forme di protezione umanitaria. Chiarissima la posizione del procuratore capo Spataro, che ha illustrato le linee guida. Chiarissime per tutti, ma non certo per il ministro Salvini, che non esita a insultare chiunque, perfino in punta di diritto, osa contraddirlo. Di fatto, la replica di Salvini suona appunto come un insulto.

Il procuratore capo Spataro: “clima politico non propenso all’accoglienza”

Secondo il procuratore ArmandoSpataro, dunque, “non esiste il respingimento in mare o la possibilità di non vagliare la richiesta di chi arriva sul nostro territorio chiedendo lo status di rifugiato. Se per assurdo domani arrivasse a Torino ai Murazzi (sul Po, ndr) un barcone di migranti nessuno può impedirgli di sbarcare e alle persone di scendere”. Spataro lo afferma al Palagiustizia di Torino presentando le linee guida per i reati commessi per finalità di discriminazione, di odio etnico, nazionale, razziale o religioso. “La convenzione di Ginevra non prevede i respingimenti”, ha messo in chiaro Spataro. “Abbiamo inserito queste tipologie di reati in quelli da trattare prioritariamente, anche al di là dei numeri convenuti”, ha annunciato Spataro, parlando di una escalation a Torino di aggressioni e minacce razziste. “Le ragioni di questa odiosa tendenza possono individuarsi in un clima socio-politico nazionale e internazionale non sempre propenso a valorizzare i diritti e i doveri connessi al principio dell’accoglienza”, ha sottolineando Spataro, pur precisando che non compete ai magistrati fare un’analisi socio economica o intervenire in settori di competenza di altre istituzioni. Inoltre, salvo i casi ritenuti meritevoli di positiva valutazione, “i miei colleghi dovranno evitare di richiedere l’archiviazione per particolare tenuità del fatto”, ha aggiunto Spataro, elencando le linee guida. Spataro ha definito “inaccettabili, ignobili e volgari” i manifesti apparsi a Torino, in cui si invitano gli stranieri a lasciare il territorio nazionale.

Gli insulti di Salvini contro Spataro: “bloccare i porti è un dovere. Spataro si candidi alle elezioni”

“Sono sorpreso dalle parole del procuratore di Torino. Bloccare i porti non è un diritto ma un dovere. Se qualcuno la pensa diversamente può candidarsi alle prossime elezioni”, dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini, rispondendo alle domande dei cronisti a margine di una conferenza su un protocollo di prevenzione degli incendi in estate. “Forse il procuratore capo di Torino pensa che l’intera Africa possa essere ospitata in Italia? Idea bizzarra”, scrive infine su facebook Matteo Salvini.

Anna Rossomando, vicepresidente del Senato: “Spataro ha ragione. C’è un’escalation razzista e xenofoba che va fermata”

“La legalità sia uno scudo contro l’odio e le discriminazioni razziali. Per questo le direttive diramate oggi dal Procuratore di Torino Armando Spataro per rendere più efficace il contrasto dei reati motivati dall’odio razziale e dalla discriminazione etnico-religiosa sono sicuramente uno strumento utile”, afferma Anna Rossomando (Pd), vicepresidente del Senato. “Sono passate poche settimane dal discorso della Senatrice Segre, in occasione del voto di fiducia al governo – prosegue – che ha scatenato i leoni da tastiera, che su Facebook e Twitter si sono lasciati andare a insulti, minacce e improperi nei confronti della senatrice. Spesso anche singoli e lievi episodi di intolleranza, di incitamento all’odio possono svilupparsi, far crescere il germe nella società e infettare la convivenza civile, sfociando in vere e proprie aggressioni e violenze. Per questo motivo è importante tenere la guardia alta, vigilare, sviluppare strumenti sanzionatori e coscienza civile di pari passo”, conclude la vicepresidente del Senato Rossomando.

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