Il Napoli batte la Juve a Torino. Campionato riaperto e appassionante, tutto da giocare, non solo per lo scudetto ma anche per coppe e retrocessioni

Il Napoli batte la Juve a Torino. Campionato riaperto e appassionante, tutto da giocare, non solo per lo scudetto ma anche per coppe e retrocessioni

Campionato riaperto: questa è l’importante sentenza emessa dai risultati della trentaquattresima giornata, grazie ad un sorprendente Napoli che batte una deludente Juve a casa sua, portandosi ad una sola lunghezza a quattro giornate dal termine. Lo scontro scudetto si è deciso solo al 90’ quando stava per iniziare il recupero, per merito di Koulibaly che saliva in cielo più di tutti per assestare un magistrale colpo di testa non solo battendo Buffon ma anche assestando, forse, e questo lo vedremo nelle prossime giornate, un colpo allo stesso campionato.

Juventus-Napoli era fin troppo lampante che sarebbe stata decisiva soprattutto per il Napoli che, per accorciare il distacco e continuare a sperare, avrebbe dovuto solo vincere; per la Juve, tutto sommato, anche un onorevole pareggio non sarebbe stato da disprezzare perché avrebbe consentito di mantenere inalterato il vantaggio di quattro punti che, pur non dando certezze,  poteva essere considerato rassicurante.

Al di là delle dichiarazioni accomodanti formulate nei giorni precedenti dai due maledetti toscani, Allegri  e Sarri, in campo è apparso subito chiaro che il primo, già dagli uomini schierati, non è che mirasse ad una tattica votata all’attacco, come, invece, il  secondo si è subito affrettato a fare. La Juve, praticamente, ha lasciato all’avversario la gestione del gioco, puntando o meglio cercando di puntare al contropiede. Pressing costante del Napoli che rendeva oltremodo faticosa l’uscita dal centrocampo in su da parte degli uomini di Allegri, spenti, amorfi, preda di errori. Superiorità nel gioco (60% di possesso palla) ma solo qualche vera occasione da gol da parte degli azzurri, confusione e nervosismo da parte dei bianconeri, peraltro anche sfortunati per la subitanea uscita dell’acciaccato Chiellini e per la giornata nera di Dybala che nella ripresa veniva sostituito da Cuadrado. La partita, proprio quando si avviava a lasciare tutto invariato nel risultato iniziale e soprattutto nella classifica, riconosceva i giusti meriti del Napoli e, con la capocciata vincente del migliore in campo, dava la scossa al campionato mandando in delirio la tifoseria napoletana e lasciando di stucco quella bianconera. Solo le prossime giornate certificheranno l’importanza di questo risultato perché la Juve è sempre capolista e le sarebbe sufficiente vincere sempre fino alla fine o, quanto meno,  arrivare a pari punti mantenendo l’attuale  differenza reti totale (oggi +58 contro +48) vista la parità di punti e gol negli scontri diretti, per appuntarsi il settimo scudetto. Purtroppo la Juve delle ultime settimane è apparsa stanca e, dopo questa botta, potrebbe essere anche sfiduciata: tocca ad Allegri risollevare l’ambiente che, sul fronte, opposto, è ovviamente alle stelle.

Per quanto riguarda il terzo e quarto posto che equivalgono alle qualificazioni Champions, le tre concorrenti, Roma, Lazio e Inter, hanno vinto tutte, le due romane con punteggi altisonanti, l’Inter di misura e con più fatica. La Roma, a Ferrara con la Spal, voleva prendere due piccioni con una fava: vincere per proteggere il terzo posto, pur lasciando a riposo mezza squadra titolare in vista della trasferta infrasettimanale a Liverpool. Missione pienamente compiuta per l’undici di Di Francesco che, favorito, prima, da un’autorete, ha, poi, finito coll’imporsi senza alcuna difficoltà contro un avversario apparso fragile e remissivo. La Lazio non si è fatta attendere nella risposta contro una Sampdoria ridimensionata con un 4-0 finale, peraltro già acquisito per metà nel primo tempo, poi, negli ultimi cinque minuti finali, Immobile si è accorto di non essere andato a segno e ha rimediato con una doppietta delle sue. Lazio in forma smagliante.

L’Inter a Verona con il Chievo ha alquanto sofferto nel primo tempo, uscendone indenne solo grazie a tre parate di Handanovic e sbloccando il punteggio solo nella ripresa con un uno-due di Icardi e Perisic. Con questo successo gli uomini di Spalletti, dopo un anno di purgatorio, tornano aritmeticamente in Europa, ora si tratterà di verificare  se in Champios o in Europa League.

La sorpresa più negativa viene dal Milan che, a conferma del momentaccio, si fa battere a S. Siro da un Benevento che nonostante questo clamoroso colpo, da  autentico canto del cigno,  viene comunque matematicamente retrocesso in serie B. La Strega sannita ha superato il Diavolo rossonero, facendolo scavalcare in sesta posizione dall’Atalanta, vittoriosa in casa col Torino e, per fortuna che, oltre alla Sampdoria, anche la Fiorentina è stata sconfitta dal Sassuolo, altrimenti gli uomini di Gattuso sarebbero precipitati ancora più in giù.

In zona retrocessione lo scontro diretto Udinese-Crotone ha visto riemergere l’undici calabrese con i friulani incappati nella undicesima sconfitta consecutiva che probabilmente segnerà l’esonero di Oddo. Il Verona battuto dal Genoa è rimasto al penultimo posto dietro alla Spal, quattro lunghezze più su ma due in meno dalla zona salvezza nella quale, almeno per ora sono appaiate Crotone e Chievo.

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