Governo. Fallisce anche il secondo tentativo della Casellati. Salvini spera, ma Di Maio chiude a Berlusconi. Scenari futuri insondabili. Il Pd? Attende sornione di rientrare nel gioco tattico

Governo. Fallisce anche il secondo tentativo della Casellati. Salvini spera, ma Di Maio chiude a Berlusconi. Scenari futuri insondabili. Il Pd? Attende sornione di rientrare nel gioco tattico

Fallisce anche il secondo round del tentativo di mettere insieme centrodestra e M5S per la nomina del presidente del consiglio e per dar vita al nuovo governo affidato dal  Presidente della Repubblica. La presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, alla quale Mattarella aveva affidato l’esplorazione ci ha provato. Niente da fare. Dagli incontri avuti anche nel pomeriggio di giovedì con la  Casellati, se possibile, le distanze fra le due formazioni si sono allargate. E nonostante il fallimento del tentativo lo si supponesse fin da ieri, è nato, nel corso del pomeriggio, perfino un equivoco increscioso, ma messo in circolo ad arte, a proposito di indiscrezioni che parlavano di spiragli di accordo tra centrodestra e M5S, veti e controveti ormai tramontati. Nulla di tutto ciò è poi accaduto nella realtà, come ampiamente dimostrano le parole “recitate” dai due leader Salvini e Di Maio dinanzi ai giornalisti al termine dei rispettivi incontri con la presidente Casellati. In sostanza, Salvini ha ribadito l’invito a Di Maio a superare “veti e controveti”, confidando che i pentastellati fin dall’incontro con la presidente Casellati ne avrebbero confermato il superamento. Ma così non è stato, e Di Maio, invece, ha puntualmente “recitato” il copione che conosciamo da settimane: contratto sì, ma solo con Salvini, nessun accordo col centrodestra come coalizione. E dunque venerdì toccherà a Mattarella giudicare questa fase di stallo e proporre alternative, se ve ne sono. Potrebbe affidare una nuova esplorazione al presidente della Camera, Fico. Si aprirebbe un secondo “forno”, con i pentastellati e il Pd che uscirebbe dallo stato di “congelamento”. Lo stesso Fico potrebbe essere il candidato premier. Altra ipotesi che circola  nelle “stanze del potere”: presidente un candidato “terzo”. Circolano i nomi di Flick e Cassese. Ma questa è un’altra storia.

Salvini: “confidiamo che i 5stelle accettino di sedersi al tavolo, non per i posti ma per discutere di programmi”. Fiducia poi disattesa da Di Maio

Il segretario della Lega Matteo Salvini, al termine dell’incontro con la presidente del Senato Alberti Casellati a palazzo Giustiniani, si mostra fiducioso in un accordo tra il centrodestra il Movimento cinque stelle: “Visto che viviamo nell’Italia reale che sta perdendo la pazienza per consultazioni e controconsultazioni, veti e controveti – afferma il leader leghista – nutriamo la fondata speranza che si riesca finalmente a superare la politica del no che in molti hanno portato avanti fino ad oggi”. Il candidato premier del centrodestra poi rivela: “Abbiamo riportato al presidente Casellati la nostra fiducia nel fatto che quello di cui sempre abbiamo parlato, cioè un governo che rispetti il voto degli italiani, finalmente, dopo tanti governi non rappresentativi. E un accordo tra i primi e i secondi, tra il centrodestra e il secondo partito, superi i veti. Noi confidiamo che chi verrà dopo di noi a queste consultazioni accetti finalmente di sedersi ad un tavolo, parlando di programmi e non di posti, confrontando la fattibilità della riforma delle pensioni, della riforma del lavoro, della riforma fiscale, della riforma della scuola, della riforma della giustizia, con chi è stato premiato dagli italiani che è rappresentato qua nella sua interezza”. Il riferimento è appunto al leader del M5s Di Maio, che era atteso a palazzo Giustiniani poche ore dopo. Salvini afferma anche, con qualche precipitazione: “A dispetto di quello che c’è scritto su tutti i giornali confidiamo che per reciproca buona volontà nei prossimi giorni si parli di cose da fare e di tutto quello che sta a cuore a noi e ai Cinque stelle. Riteniamo improponibile un governo con chi ha perso”, aggiunge Salvini, riferendosi ad un eventuale accordo M5s-Partito democratico.

La replica di Di Maio è un “no grazie”, detto io le regole: contratto a due con Salvini. La gaffe, studiata, sulla presidente del Senato

L’intervento di Luigi Di Maio si comprende attraverso il suo saluto di commiato alla presidente Casellati, con una gaffe finta, in realtà studiatissima, da navigato esperto di retorica politica. La stoccata finale di Di Maio a Salvini e a Forza Italia è la seguente: “Ringrazio la presidente Casellati, che rappresenta la terza carica dello Stato ma anche una forza politica, per il prezioso confronto sugli scenari probabili e su quelli meno probabili”. Il riferimento esplicito alla seconda, non la terza (che è Fico, presidente della Camera), carica dello stato come espressione di una forza politica è davvero un’abile provocazione, che la dice lunga sullo stato reale dei rapporti politici tra 5stelle e centrodestra. La posizione dei pentastellati è così sintetizzata da Di Maio: “E’ chiaro che c’è una disponibilità a discutere di programmi con Matteo Salvini. Ci siamo sentiti stamattina e ci siamo detti che siamo disponibili a parlare di programmi e di questioni che riguardano l’Italia. Ma è anche vero che noi oltre delimitate barricate, oltre delimitati limiti non possiamo andare”. E conclude: “io ho detto chiaramente che c’era una disponibilità a un programma di governo con Matteo Salvini e che quel governo formato con lui fosse anche sostenuto da Forza Italia e da Fratelli D’Italia. Ma era chiaro ed evidente che l’interlocuzione doveva avvenire tra noi due. Ma se mi si chiede di sedermi a un tavolo con Berlusconi e Meloni, per concordare un programma di governo, è molto complicato per noi digerire questo scenario”, aggiunge.

Il Pd, sornione, brinda al fallimento, nella speranza di poter rientrare nel gioco tattico con qualche carta da giocare 

“Stiamo assistendo a un balletto tutto tattico sulla pelle degli italiani. Di Maio ha sdoganato Forza Italia con una scelta che è quella di aprire una trattativa indiretta attraverso l’intermediazione di Salvini”, ha detto Ettore Rosato del Pd ai cronisti. “Noi restiamo in attesa di sapere le conclusioni della presidente Casellati sulle consultazioni fatte”. Gli fa eco il capogruppo alla Camera del Pd, Graziano Delrio: “Noi crediamo che le ricette di Matteo Salvini siano sbagliate per un paese moderno. Faremo un’opposizione durissima alle riforme del M5s”, dice a Cartabianca su Raitre. “Noi siamo sempre stati disponibili a parlare e dialogare con chi riceverà l’incarico formale. In questo primo giro – ha ricordato l’esponente dem – non siamo stati invitati, perché l’obiettivo è un altro. Ne prendiamo atto volentieri, ma non è un problema perché le incompatibilità fra noi e il centrodestra sono totali. Tra l’altro non riesco a capire come Berlusconi possa subire una umiliazione di questo tipo, dopo tutto quello che ha detto e fatto, ma questi sono problemi loro”. E se si dovesse andare verso un governo istituzionale? Delrio replica: “io sono disposto a sottoporre questa ipotesi al vaglio degli iscritti. In caso di un governo M5S? Anche. So di avere un’idea diversa da Orfini, se poi sono minoranza sto zitto”.

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