Germania. L’Spd elegge presidente col 66% Andrea Nahles, prima donna in 155 anni di storia

Germania. L’Spd elegge presidente col 66% Andrea Nahles, prima donna in 155 anni di storia

Come da copione, Andrea Nahles è stata eletta presidente dell’Spd, prima donna a capo del Partito socialdemocratico nei suoi 155 anni di storia. Per la Nahles ha votato il 66,35% dei circa 660 delegati riuniti a Wiesbaden per il Congresso straordinario dell’Spd, convocato dopo le dimissioni di Martin Schulz a febbraio. Martin Schulz, che aveva lasciato la guida del partito per l’opportunità, poi sfumata, di diventare ministro degli esteri, l’aveva sostenuta. Schulz era stato eletto con il 100% dei consensi, nel pieno dell’ondata di entusiasmo per l’ingresso nella scena politica tedesca. Un esito elettorale evidentemente non ripetibile.

Nahles ha ottenuto 414 voti dei 624 validi, mentre la sua avversaria, Simone Lange, ne ha conquistati 172. Le astensioni sono state 38. Il risultato della neopresidente, fra i peggiori mai registrati in termini percentuali, dimostra che un terzo del partito non è con lei e questo significa che la nuova leader dovrà lavorare sodo per ricompattare i socialdemocratici tedeschi, logorati nei mesi scorsi da un dibattito sull’ingresso nel nuovo governo Merkel, di cui oggi fanno parte alla luce del risultato positivo del referendum sottoposto alla base del partito.

Emersa sulla scena politica nazionale 15 anni fa, quando dalla sinistra del Partito socialdemocratico contestava le riforme sociali a suo dire troppo dure del governo rosso-verde guidato da Gerhard Schroeder, Nahles avrà il compito di rilanciare l’Spd travolto dalla sconfitta del settembre scorso, quando ottenne appena il 20,5% dei voti, e lacerato dalle divisioni sull’ingresso nell’esecutivo di grande coalizione con Angela Merkel. Entrata nel Partito socialdemocratico quando aveva 18 anni, già capo dell’ala giovanile dell’Spd (Jusos), separata, madre di una ragazza, al giornale della scuola disse che il suo obiettivo nella vita era di fare “la casalinga o la cancelliera”. Ministro del Lavoro nel precedente governo di grande coalizione con la Cdu/Csu, dopo il voto del settembre scorso era stata nominata capogruppo al Bundestag, in un primo tentativo di serrare le fila del partito dopo la sconfitta.

“Sono entrata nell’Spd 30 anni fa – ha detto la Nahles, presentandosi ai delegati nel suo primo discorso da leader del partito – Sono stata la prima della mia famiglia, cattolica, figlia di lavoratori, di provincia. Molte donne – ha continuato poi, in un riferimento alle difficoltà di accedere ai posti di potere – conoscono questo soffitto di cristallo con il quale si scontrano. Oggi, a questo Congresso, si infrange il tetto di cristallo nell’Spd e resterà aperto”. Infine, l’ex ministro del Lavoro del precedente esecutivo di Grande coalizione ha assicurato che “si può rinnovare un partito anche dal governo e lo dimostrerò a partire da domani”.

Nel suo discorso al Congresso straordinario dell’Spd, Andrea Nahles ha poi affermato che “la solidarietà è quello che più manca in questa società neoliberale globalizzata, e siamo onesti: questo vale anche per l’Spd”. Tuttavia, ha aggiunto, “la solidarietà è un principio irrinunciabile per la socialdemocrazia”, dopo un’analisi rigorosa delle ragioni del crollo dell’Spd alle elezioni di settembre, quando il partito ha preso il 20,5% dei voti. Infine, i populisti di destra in Germania e in Europa rappresentano un “grande pericolo” per la società democratica, ha detto Nahles, “non sono forze del popolo, sono un attacco al popolo. State con noi”, ha concluso, “contro il populismo di destra, contro lo sciovinismo, contro il nazionalismo. Questo deve essere il messaggio del nostro congresso di oggi”.

 

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