Rogo mortale nella tendopoli della vergogna a Gioia Tauro. Una vittima carbonizzata, due feriti gravi. L’incendio da un falò acceso per riscaldarsi. Nell’accampamento presenti oltre 1000 migranti. La Cgil: “ridare dignità al lavoro agricolo”

Rogo mortale nella tendopoli della vergogna a Gioia Tauro. Una vittima carbonizzata, due feriti gravi. L’incendio da un falò acceso per riscaldarsi. Nell’accampamento presenti oltre 1000 migranti. La Cgil: “ridare dignità al lavoro agricolo”

Una persona è morta e altre due sono rimaste feriti nell’incendio divampato nella tendopoli della vergogna di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. Impossibile stabilire se la vittima sia un uomo o una donna viste le condizioni del corpo, completamente carbonizzato. Nell’accampamento sarebbero presenti non meno di 1000 migranti. Una struttura fatiscente che dopo il rogo, non potrà più essere ospitata come riparo dal freddo, visto che oltre 200 tra tende e baracche sono andate completamente distrutte. Come detto non si tratterebbe di un incendio doloso, ma del tutto casuale.

Al centro dell’immenso accampamento le fiamme appiccate dai migranti per riscaldarsi, si sono propagate velocemente alle strutture fatiscente usate come riparo. La tendopoli già da tempo doveva essere sgomberata, visto che a poca distanza era stata realizzata una struttura più dignitosa. Probabilmente la gran parte degli immigrati ha preferito sfuggire ai controlli per evitare, per i non aventi diritto, il rimpatrio. Le oltre 1000 persone che erano alloggiate nell’accampamento illegale, vivevano in condizioni di precarietà estrema.

Nella gran parte dei casi si tratta di uomini e donne che vivono ai margini e che svolgono lavori illegali in agricoltura o alimentano con lo spaccio gli appetiti della criminalità organizzata dell’area. Quanto accaduto ha innescato una vera e propria bomba sociale, visto che gli oltre mille migranti e clandestini, non potranno essere ospitati per intero nella nuova struttura che ha un numero limitato di posti. In queste ore a Reggio Calabria dopo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata d’urgenza dal prefetto, Michele Di Bari, si susseguono altri vertici per disinnescare le conseguenza di quanto accaduto e predisporre la misure necessarie per il superamento dell’emergenza che si è determinata.

“Nel giorno in cui il mondo intero ricorda l’orrore della Shoah ancora morti innocenti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Ivana Galli, segretaria generale Flai Cgil e Celeste Logiacco, segretaria Cgil Gioia Tauro, commentando l’incendio alla Tendopoli-baraccopoli San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. “Quanto non avremmo mai voluto succedesse purtroppo è accaduto – hanno spiegato – Questa notte l’ennesimo incendio di grandi dimensioni alla vecchia tendopoli/baraccopoli di San Ferdinando ha avuto un tragico esito: un morto e due feriti. Quello che è accaduto oltre a dimostrare drammaticamente che quanto fatto fin ora dallo Stato, se pur un primo passo, non è stato sufficiente, impone un intervento immediato e non rinviabile per il superamento definitivo dell’ormai nota situazione alloggiativa in cui sopravvivono da troppo tempo uomini, donne e bambini”. “Come più volte ribadito definitivamente vanno messe in atto tutte le azioni necessarie per favorire la fuoriuscita dall’ancora attuale condizione di degrado e precarietà che caratterizza l’intero territorio della Piana di Gioia Tauro e ridare dignità al lavoro agricolo”, hanno concluso.

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