Rai. Sciopero dei giornalisti sportivi, che chiedono maggiori investimenti in eventi sportivi. Replica l’azienda: “difendete solo le vostre rendite di posizione”

Rai. Sciopero dei giornalisti sportivi, che chiedono maggiori investimenti in eventi sportivi. Replica l’azienda: “difendete solo le vostre rendite di posizione”

Sciopero dei giornalisti sportivi Rai questo primo mercoledì del 2018. Era stato annunciato alcune settimane fa, e dalla direzione generale del servizio pubblico non è però giunto alcun segnale di distensione, dopo le accuse mosse dai giornalisti sulla riduzione degli investimenti e sulla conseguente perdita di diritti sportivi e di spettatori. Sul sito internet di Raisport si legge il seguente comunicato: “Oggi le giornaliste e i giornalisti di Rai Sport sono in sciopero. Ci scusiamo per il disagio. Ma è una protesta necessaria, per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate il canone a poter assistere gratuitamente ai piu importanti eventi sportivi. Che, infatti, registrano sempre straordinari risultati di ascolto. La Rai invece non trasmetterà in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata. L’azienda e il direttore di Rai Sport dunque fanno scelte di segno contrario, per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne. Noi vogliamo una Rai Servizio Pubblico che trasmetta più sport, con sempre maggiore qualità. Riteniamo inaccettabile che ormai lo sport sia un privilegio dei pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv. Vogliamo che – grazie alla Rai – lo sport sia di tutti e per tutti”.

A questo comunicato che cerca di spiegare le motivazioni dello sciopero, replica l’azienda: “E’ vero, lo Sport è di tutti, ma sconcertante è proprio l’atteggiamento dei giornalisti di Rai Sport a difesa delle proprie rendite di posizione ignorando che  la Rai investe sul prodotto Sport oltre 200 milioni di Euro l’anno. Con l’eliminazione dell’Italia la Rai non poteva sostenere ulteriori e ingenti investimenti dettati da sole ragioni commerciali; non è un caso che altri servizi pubblici di importanti paesi europei, pur con le loro nazionali qualificate alla fase finale, non trasmetteranno le partite dei Mondiali di Russia. Sorprende infine che, invece di valorizzare gli eventi di cui Rai detiene i diritti come la Coppa Italia, i giornalisti di Rai Sport abbiano deciso di privare i telespettatori del loro autorevole commento”.

Come si vede, è in corso una guerra vera e propria tra i giornalisti sportivi e la dirigenza della Rai, che addirittura imputa loro il mancato commento del quarto di finale di Coppa Italia di calcio Juventus-Torino in programma su RaiUno, contravvenendo alle regole del diritto di sciopero, costituzionalmente tutelato. Ora, a che serve uno sciopero dei giornalisti se non ad astenersi dal loro lavoro proprio in occasione di eventi di rilievo? Lo sciopero e le sue ragioni non si possono nascondere al grande pubblico, come invece pretenderebbe la dirigenza Rai. Consiglio: il prossimo sciopero dei giornalisti Rai converrebbe farlo tra le 2 e le 6 del mattino, “a difesa delle proprie rendite di posizione”, frase che davvero offende e ferisce i lavoratori, a prescindere.

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