Operai di Rfi sorpresi nel ‘punto zero’ del disastro di Pioltello. Fermati dalla Polfer. Rete Ferroviaria: “Non avevano la percezione dei confini dell’area sequestrata”

Operai di Rfi sorpresi nel ‘punto zero’ del disastro di Pioltello. Fermati dalla Polfer. Rete Ferroviaria: “Non avevano la percezione dei confini dell’area sequestrata”

Alcuni operai, che indossavano pettorine di Rete Ferroviaria Italiana, sono stati sorpresi dalla polizia ferroviaria a un centinaio di metri dal “punto zero” della linea Cremona-Milano, a poca distanza dalla stazione di Pioltello, dove giovedì scorso è deragliato il treno 10452, provocando la morte di tre donne ed il ferimento di almeno 50 persone, alcune delle quali in modo grave. Non è ancora accertato se i dipendenti, probabilmente di Rete Ferroviaria Italiana, fossero lì per l’ordinaria manutenzione del tratto ferroviario, fatto sta che comunque sono stati sorpresi dagli agenti all’interno dell’area posta sotto sequestro dalla magistratura. Ora per loro potrebbe anche scattare la denuncia per violazione di sigilli.

In tarda serata la nota di Rfi, che, sull’accaduto, cerca di dare la sua versione dei fatti “Gli operai, non avendo la percezione dei confini dell’area sequestrata, non visibilmente segnalati, li hanno superati inavvertitamente. In ogni caso, i tecnici non hanno mai invaso luoghi o aree recintate e non avevano alcuna volontà o intenzione di superare i limiti imposti dalla magistratura. I tecnici che sono stati fermati dalle Autorità – aggiunge Rfi – erano impegnati esclusivamente in controlli tecnici tra Pioltello e Treviglio in vista della riapertura degli altri due binari della linea, nelle zone non poste sotto sequestro dall’autorità giudiziaria.

In queste ore si sta cercando di far luce sulle cause strutturali che hanno provocato il disastro. Nell’ordine sono tre le ipotesi sul tavolo di inquirenti e magistratura: la prima che prende in considerazione il cedimento strutturale del binario ferroviario; la seconda del cedimento di uno dei carrelli delle carrozze (probabilmente la terza ndr); la terza motivazione, che è venuta alla luce solo in queste ultime ore descrive che al di sotto dei binari fossero state posizionate delle zeppe di legno, per mantenere stabile la linea al passaggio dei treni. Una soluzione temporanea, in attesa di rimuovere e sostituire quelle decine di metri di ferrata in cui si è innescato il disastro. Su questa ultima ipotesi c’è comunque da registrare la ferma presa di posizione del gestore delle infrastrutture: “L’utilizzo di spessori in legno non è previsto dalle normative tecniche e dai protocolli operativi di Rete Ferroviaria Italiana. Rfi ribadisce che “le cause dell’incidente di Pioltello sono attualmente oggetto delle indagini degli inquirenti, che determineranno la dinamica e le cause del deragliamento”.

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