Depositata in Cassazione la legge elettorale di iniziativa popolare a cura del Coordinamento democrazia costituzionale, che invita a non votare il 4 marzo chi ha voluto il Rosatellum

Depositata in Cassazione la legge elettorale di iniziativa popolare a cura del Coordinamento democrazia costituzionale, che invita a non votare il 4 marzo chi ha voluto il Rosatellum

Venerdì mattina una delegazione del Coordinamento per la democrazia costituzionale – CDC (ex Comitato per il No nel referendum del 4 dicembre 2016) – ha depositato in Cassazione a Roma il titolo della proposta di legge di iniziativa popolare per modificare l’attuale legge elettorale, quella con la quale gli italiani andranno a votare il prossimo 4 marzo. Tra gli altri erano presenti: Alfiero Grandi, Massimo Villone, Giovanni Russo Spena, Enzo Paolini, Mauro Beschi, Vincenzo Palumbo, Franco Argada, Cesare Antetomaso, Felice Besostri, Franco Russo, Paolo Palma, Antonio Caputo, Antonio Falomi.

“Questo è solo l’atto iniziale di una campagna di raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare che ha l’obiettivo di cambiare la legge elettorale attuale (Rosatellum) che è stata fatta passare con ben otto voti di fiducia impedendo ai parlamentari di esaminarla” ha dichiarato Alfiero Grandi vicepresidente del CDC, “e purtroppo la maggioranza dei parlamentari ha chinato la testa e l’ha votata. La vittoria del No nel referendum costituzionale evidentemente non è stata sufficiente per far capire il livello di sensibilità degli italiani su temi come Costituzione e democrazia”. Grandi ha sottolineato come l’approvazione di questa legge elettorale è una delle tante conferme della gravità di un Parlamento senza autonomia perchè sostanzialmente nominato dall’alto e non scelto dagli elettori.

E ha aggiunto “Una legge elettorale come questa, che per causa del voto congiunto non consente ai cittadini di scegliere i propri candidati, è uno dei fattori principali del tanto temuto astensionismo alle prossime elezioni, di cui solo ora i partiti e le istituzioni si preoccupano”. Ha concluso Grandi, “per questo oltre a cambiare la legge vogliamo influire anche nelle urne. Questa legge avrà effetti diversi da quelli immaginati dagli estensori che dovrebbero riflettere sui loro errori, comunque è grave che gli elettori ancora una volta non sceglieranno i loro parlamentari e si allargherà ancora di più il solco tra rappresentanti e i rappresentati, che è il pericolo principale per la nostra democrazia. Le elettrici e gli elettori debbono ricordarsi nell’urna di chi ha la responsabilità di avere voluto e votato questa legge elettorale e li inviteremo ad andare a votare, perchè astenersi sarebbe un errore, votando contro chi l’ha fatta approvare e chi l’ha votata perché la Costituzione potrebbe correre altri rischi in futuro”.

Era presente anche Felice Besostri, coordinatore degli Avvocati Antitalikum: “Questa iniziativa completa ed integra le iniziative davanti ai Tribunali promosse dagli avvocati Antitalikum e da altri soggetti in quanto le iniziative giudiziarie non sono mai alternative a quelle politiche. Scegliere la raccolta di firme su un disegno di legge popolare e credere nella Costituzione e nello Stato di diritto sono scelte politiche”. Ha aggiunto Besostri “I partiti politici e le liste loro espressione hanno in questa campagna elettorale la maggiore responsabilità per orientare il voto contro chi ha sostenuto e fatto approvare la terza legge elettorale incostituzionale la n.165/2017, dopo Porcellum e Italicum, quest’ultimo mai entrato in vigore grazie alle iniziative giudiziarie in 22 Tribunali che hanno portato alla sentenza 35/2017”.

Titolo della proposta di modifica della legge elettorale

“Modifiche alla legge elettorale (165/2017) per consentire agli elettori di scegliere direttamente i deputati e i senatori da eleggere in proporzione ai voti ottenuti; previsione del voto disgiunto e doppia preferenza donna e uomo ; garanzie di correttezza, trasparenza, democraticità nella selezione delle candidature in attuazione dell’art 49 della Costituzione”.

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