Voleva sterminare l’intera famiglia. Risolto il giallo del tallio, arrestato il nipote delle vittime

Voleva sterminare l’intera famiglia. Risolto il giallo del tallio, arrestato il nipote delle vittime
Nella tarda serata di mercoledì, i carabinieri della Compagnia di Desio hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare, nei confronti di Mattia Del Zotto, ritenuto responsabile del triplice omicidio dei nonni e di una zia paterni, deceduti il 2 e il 13 ottobre scorsi all’ospedale di Desio, per avvelenamento dovuto all’ingestione di solfato di tallio. Al giovane è stato contestato anche il tentato omicidio di ulteriori 5 persone (nonni materni, marito della zia deceduta, altra zia e badante dei nonni paterni).
 
La confessione ai carabinieri: “L’ho fatto per punire soggetti impuri. Non voglio collaborare”
 
Al momento dell’arresto l’indagato ha detto ai carabinieri “l’ho fatto per punire soggetti impuri e non voglio collaborare”. Il giovane ha anche indicato ai carabinieri il luogo in cui aveva nascosto le boccette di veleno inutilizzate: 5 confezioni ancora intonse sono state trovate nella cantina della sua casa di via Fiume, a Nova Milanese. Da due anni il giovane si era chiuso in se stesso, come hanno riferito ai carabinieri i genitori, che ieri sera erano in casa al momento dell’arresto.
 
Da giugno scorso il 27enne aveva pianificato lo sterminio della sua famiglia
 
Mattia Del Zotto pianificava di avvelenare la sua famiglia fin da giugno: analizzando il suo computer i carabinieri hanno trovato i primi contatti con la ditta fornitrice in una mail risalente al 22 giugno. Inizialmente aveva contattato diverse ditte per comprare arsenico, ma poi ha rinunciato all’acquisto perché in un caso ha ricevuto la richiesta di tracciabilità della transazione e in un altro una dichiarazione di utilizzo. Ha così scelto una ditta di Padova e ha acquistato il solfato di tallio. Le email scambiate con la ditta che vendeva la sostanza chimica sono state trovate nelle bozze della casella di posta elettronica. Le celle che hanno agganciato il cellulare del 27enne hanno permesso di documentare il suo viaggio a Padova, il 15 settembre, per acquistare il veleno, pagato 248 euro in contanti. Ai conoscenti e parenti aveva motivato il viaggio con un colloquio di lavoro.
 
Un errore gravissimo lo ha inchiodato: non aver cancellato la mail che sollecitava una ditta padovana a fornirgli il ‘metallo pesante’
 
Ma il ragazzo ha comunque commesso un gravissimo errore, che lo ha poi portato all’arresto. Il 27enne ha cancellato ogni traccia che avrebbe potuto portare gli inquirenti sulle sue tracce, ma nel suo computer ha dimenticato però di cancellare la bozza di una mail in cui sollecitava la ditta padovana a fargli arrivare il metallo pesante, preoccupandosi che non gli venisse addebitata due volte l’Iva. Trecento euro circa il valore delle  boccette: sei per la precisione, ma solo con una è riuscito ad uccidere tre persone e farne ricoverare altre 3. 
 
E’ stato lo stesso 27enne a portare i carabinieri nella cantina di via Fiume dove custodiva e nascondeva il veleno. Ai carabinieri ha ammesso di aver agito in diversi momenti, continuando ad avvelenare gli elementi della famiglia per una questione di “opportunità”. L’ipotesi è che avesse intenzione di colpire anche i genitori.
 
Un nipote introverso e solitario che ha fatto alzare gli scudi agli inquirenti
 
Gli inquirenti sono arrivati a Mattia Del Zotto grazie a un account di posta elettronica che il giovane aveva aperto con il falso nome di Davide Galimberti e grazie ai tabulati telefonici del cellulare. Gli investigatori non si sono fermati all’ipotesi della coincidenza, che all’inizio era più forte, ma hanno approfondito soprattutto dopo il secondo avvelenamento, quello dei nonni materni. I militari di Desio e la procura di Monza hanno intuito che l’anello di congiunzione tra i due episodi fosse un familiare. E’ stato a quel punto che i sospetti si sono concentrati su quel nipote introverso e solitario. Ex magazziniere, il 27enne viveva nella sua gabbia dorata, ma nessun familiare aveva sospettato che potesse essere lui l’autore dell’omicidio plurimo. “Il ragazzo non aveva dato segni particolari di squilibrio – ha spiegato Mansueto Cosentino, comandante dei carabinieri di Cesano Maderno che ha coordinato le indagini -, la sua famiglia lo ha descritto come introverso”.
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