Stadio dell’As Roma al giro di boa. Critiche di Fassina (Liberi e Uguali): “Immorale dare un centinaio di milioni di euro a Pallotta e Parnasi in una città allo stremo”

Stadio dell’As Roma al giro di boa. Critiche di Fassina (Liberi e Uguali): “Immorale dare un centinaio di milioni di euro a Pallotta e Parnasi in una città allo stremo”
Sembrerebbe ormai al giro di boa l’iter burocratico ed amministrativo che porterà alla prima pietra dello Stadio dell’As Roma. Tutti concordi, società sportiva, Comune di Roma, Regione Lazio e tutti gli attori che si sono seduti al tavolo della Conferenza dei Servizi, che ha strappato il primo biglietto utile destinato all’apertura dei cantieri. Dopo 24 ore di riflessione dovuta, nella giornata di mercoledì i primi commenti e primo tra i primi, quello della sindaca di Roma Raggi, che nella serata di martedì, cosa rara per lei che è decisamente ‘digiuna’ di partecipazioni sportive, si è fatta immortalare vicina al Dg della società giallorossa Baldissoni, nella tribuna autorità dello Stadio Olimpico. Raggi, che con il M5S ha demolito il vecchio progetto, ha lasciato sul campo uno dei migliori urbanisti del nostro Paese, Paolo Berdini, costretto a rimettere il mandato proprio per la sua ostilità all’impianto, finalmente di fronte al tappeto verde che ha consacrato l’accesso agli ottavi di Champions della squadra della sua città, incassa timidi ed infreddoliti applausi dai supporter giallorossi.
 
La sindaca Raggi: “Al lavoro per riuscire a concludere in tempi brevissimi”
 
Il giorno dopo, a margine di un evento di Federlazio al Tempio di Adriano di Roma, si lascia andare sui tempi per la posa della prima pietra a Tor di Valle: “Siamo al lavoro per riuscire a concludere in tempi brevissimi tutti gli step successivi e per poter iniziare a lavorare sul progetto. Faremo di tutto per accelerare i processi al massimo” per l’avvio dei cantieri. “Un bellissimo risultato – ha aggiunto -. Lo avevamo annunciato il 24 febbraio che avremmo lavorato alacremente per portare a casa questo progetto. È un progetto sostenibile che riqualifica una parte della città e che porterà nuovi posti di lavoro. Insomma noi ci siamo”.
 
Baldissoni (Dg As Roma): “Obiettivo è aprire i cantieri nella prossima primavera”
 
In piena sintonia con la sindaca anche il Dg della Roma, Baldissoni: “Una volta avuta l’approvazione tecnica del progetto, seguiranno dei passaggi amministrativi legati alla votazione della variante urbanistica, poi un nuovo passaggio in giunta regionale per la ratifica del progetto finale. Questo fornirà la certificazione definitiva per la costruzione. Tutto ciò avverrà nelle prossime settimane. Nel frattempo, potranno cominciare dei lavori di pulizia del sito. In questo stesso periodo ci sarà la chiusura dei finanziamenti: come sapete, questa opera verrà realizzata in project financing, con una grande struttura finanziaria sopra. L’obiettivo è avviare i cantieri nella prossima primavera, fine aprile o inizio maggio. I tempi di costruzione variano dai 26 ai 28 mesi, quelli previsti: l’obiettivo raggiungibile è la stagione 2020/2021. Non abbiamo tempo di occuparci di commenti estemporanei ed estranei al progetto: solo chi se ne occupa per lavoro sa bene nel dettaglio quali sono le caratteristiche del progetto e solo un limitato gruppo di persone può parlare a ragion veduta dello Stadio della Roma. Questo perché parliamo di migliaia di pagine e alcuni commenti sono stati presi per quello che valevano, cioè zero. Il progetto è estremamente serio, abbiamo agito in maniera trasparente fin dall’identificazione dell’area dove far sorgere l’impianto. Dopo la selezione dell’area, verificata con due amministrazioni capitoline diverse, di diverso colore, siamo arrivati a una prima stesura e a una prima conferenza dei servizi sotto l’amministrazione del sindaco Ignazio Marino. Poi è cambiata l’amministrazione, con una conseguente revisione del progetto a causa di una legittima diversità di vedute rispetto alla giunta precedente. Poi c’è stata una successiva fase della conferenza dei servizi. Sono stati passati e superati diversi esami e diverse verifiche dal progetto Stadio della Roma, questo dà un’idea della bontà e dell’ambizione del progetto. Un progetto complesso e rilevante.
 
L’obiettivo è far diventare l’area il centro d’intrattenimento più utilizzato del sud Europa
 
Lo stadio rappresenterà un elemento positivo per la Roma e soprattutto per Roma. L’area diventerà un nuovo centro di interesse economico/sportivo e di intrattenimento, con l’ambizione di farne il centro d’intrattenimento più utilizzato nel Sud Europa. Si potrà competere con città come Londra o Copenaghen. Roma è tagliata fuori, come anche il resto d’Italia, da un circuito di intrattenimento che riguarda i migliori artisti e le migliori opere. Abbiamo un progetto che è stato approvato e consentirà alla città di Roma di inserirsi in questo circuito. Si tratta di un’opera di sistema, nata grazie all’impegno di tanti. Tra i tanti dobbiamo includere tutte le istituzioni, compresa l’amministrazione cittadina: ha voluto modificare il progetto secondo una visione diversa rispetto al progetto originario, da lì in poi ha dimostrato coerenza e determinazione nel portare a compimento il percorso, senza soste né esitazioni. Il progetto era già in conferenza dei servizi, il lavoro svolto dalla Regione è stato complicatissimo ma svolto con enorme professionalità fino al termine dell’iter. Si tratta del primo impianto nato sotto l’egida della Legge Delrio, la legge sugli stadi introdotta dal Governo per permettere al calcio di dotarsi di infrastrutture, importantissime quando si vuole crescere. Le nuove infrastrutture porteranno grandi benefici al calcio italiano. Il ministro dello Sport Lotti ha dimostrato che la figura di un ministro serviva in ambito sportivo: con il suo lavoro incessante ha ulteriormente introdotto nuove norme per la facilitazione della realizzazione delle infrastrutture, comprendendo fino alla fine quanto tutto ciò fosse importante per il calcio italiano e per l’immagine dello sport italiano. Come dicevo, un successo che va attribuito a un gruppo di persone”.
 
Duro Stefano Fassina (Liberi e Uguali): “Immorale dare un centinaio di milioni di euro a Pallotta e Parnasi in una città allo stremo”
 
Poi le reazioni politiche, tra queste quella durissima di Stefano Fassina (Liberi e uguali): “Su stadio per la Roma a Tor di Valle, è immorale dare un centinaio di milioni di euro a Pallotta e Parnasi in una città allo stremo per la povertà dilagante, per i senza casa, per periferie abbandonate da decenni, per trasporti allo spasimo, per un ciclo dei rifiuti insostenibile. È triste constatare che, a Roma, ancora una volta gli interessi più forti prevalgono sul bene comune di tutti i cittadini romani. È irritante vedere, ancora una volta, i massimi rappresentanti di governo nazionale, Regione Lazio e Campidoglio fare da cheerleaders a finanzieri e immobiliaristi che strumentalizzano la passione di tanti e tante per il calcio. È particolarmente insopportabile l’ipocrisia del M5S che, dall’opposizione in Parlamento, promette la rivoluzione in nome dei cittadini e contro i partiti e, in pochi mesi, diventa come quelli di prima”.
 
Pelonzi (Pd): “La vicenda stadio si concretizza grazie alla delibera Caudo del 2015, ma decisamente migliore di quella dell’attuale amministrazione”
 
Non usa le stesse parole Antongiulio Pelonzi del Pd: “Il parere positivo pervenuto dalla conferenza dei servizi è importante per poter dotare Roma di un impianto utile all’associazione sportiva Roma ed alla città in termini di prestigio internazionale di riqualificazione urbana e di ricaduta in termini occupazionali. Grazie a questo parere oggi si può entrare nel vivo: le prescrizioni e le osservazioni che accompagnano il parere rappresentano il punto centrale per capire se effettivamente lo stadio si farà. Il ponte, il miglioramento infrastrutturale della Roma lido primi tra tutti. Questi nodi saranno sciolti in sede di variante urbanistica che le commissioni consiliari e l’Assemblea Capitolina dovranno varare. È noto a tutti che la vicenda stadio si concretizza grazie alla delibera Caudo nel 2015, delibera di dichiarazione di pubblico interesse a nostro giudizio migliore di quella votata dall’ attuale amministrazione. Migliore innanzitutto per la quantità di opere pubbliche a carico del proponente grazie alle quali senza spesa pubblica si sarebbero realizzate opere quali il ponte di Traiano e l’ ammodernamento della Roma lido, opere che avrebbero garantito un miglioramento della vita quotidiana per tutti i cittadini dei quadranti interessati esattamente come prevede lo spirito della legge nazionale, in più la qualità architettonica delle cubature commerciali che nella versione Caudo avrebbe consentito un migliore sviluppo commerciale ed una maggiore ricaduta occupazionale. Avendo tagliato le cubature commerciali private di circa il 30% la delibera Raggi consente all’ impresa di non dover pagare importanti opere pubbliche senza le quali il progetto stadio non avrebbe senso, ricordo che le opere pubbliche che il proponente non ha più a suo carico sono un costo certo, le cubature commerciali sono un rischio di impresa! È per queste ragioni che lo stadio si farà solo se i soldi per le opere pubbliche li metterà lo stato(ricordo che senza queste opere non si potrebbe applicare la legge stadi!). È per questa ragione che il PD ha votato contro la delibera Raggi, producendo un ordine del giorno che conteneva già le prescrizioni puntualmente emerse in conferenza di servizi regionale. Crediamo che il percorso che porterà alla variante urbanistica debba essere a forte evidenza pubblica e debba chiarire questi dubbi fondamentali. Quello sarà il momento in cui alla città ed ai tifosi sarà chiaro se si sta facendo un progetto serio per la città o campagna elettorale verso i tifosi”.
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