La Costituzione è sempre giovane. Il presidente Grasso: “chiamati a firmare un rinnovato patto per la Costituzione e la democrazia, a difesa dei diritti fondamentali della persona, dell’autonomia del Parlamento, del rispetto della sovranità popolare”

La Costituzione è sempre giovane. Il presidente Grasso: “chiamati a firmare un rinnovato patto per la Costituzione e la democrazia, a difesa dei diritti fondamentali della persona, dell’autonomia del Parlamento, del rispetto della sovranità popolare”

In attesa delle decisioni che il Capo dello Stato assumerà tra domani e dopodomani sul destino della XVII legislatura, ovvero se la chiuderà (molto probabile) o se la protrarrà per dar modo al Senato di votare la legge sullo ius culturae (molto meno probabile, viste le posizioni ormai consolidate della maggioranza nella maggioranza e di alcune opposizioni, da Forza Italia alla Lega a Fratelli d’Italia), in occasione del settantesimo anniversario della promulgazione della Costituzione, il presidente Grasso ha aperto le porte del Senato ad una celebrazione non solo istituzionale, ma politicamente intensa, e con un messaggio chiaro. E a differenza di quanto scrivono alcuni editorialisti mercoledì, su tutti il condirettore dei Repubblica Tommaso Cerno, lo stesso presidente Grasso ha convocato i senatori, come legittimo e dovuto atto parlamentare, per il prossimo 9 gennaio, per le comunicazioni di merito, qualunque sia la decisione del Presidente Mattarella. Il presidente Grasso ha partecipato al convegno al Senato organizzato dal Coordinamento per la democrazia costituzionale, dal titolo “La Costituzione della Repubblica è sempre giovane”, e poi ha voluto partecipare alla speciale celebrazione con il testo originale, per un giorno visibile a Palazzo Giustiniani, prestato dal Quirinale. Oggi per la prima volta il testo originale della Carta madre della Repubblica torna appunto nella Sala di Palazzo Giustiniani dove – il 27 dicembre 1947 – fu promulgata dal Capo dello Stato Provvisorio Enrico De Nicola e controfirmata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi, dal Guardasigilli Giovanni Grassi e dal Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini.

“La Costituzione fu la felice unione d’intenti delle madri e dei padri costituenti. Pur venendo da tradizioni culturali diverse e sostenendo idee politiche molto spesso antitetiche, essi riuscirono nel difficilissimo compito di scrivere le regole fondamentali della neonata Repubblica. Erano avversari ma seppero unirsi nel comune obiettivo di definire ‘una formula di convivenza’ in grado di dar vita a quel processo in continuo svolgimento che è proprio l’esercizio della democrazia”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso intervenendo al convegno ‘La Costituzione della Repubblica è sempre giovane’ presso la sala degli Atti parlamentari del Senato, alla Minerva. “I costituenti – ha ricordato – furono capaci di vincere quella sfida, proprio a partire dal comune denominatore di quello ‘scatto di orgoglio’ che aveva accomunato le varie anime della Resistenza: diedero vita ad un sistema di principi, di idee, di comportamenti, in grado di tendere alla realizzazione della persona, della dignità dell’uomo, dei diritti umani. Fu grazie a loro che iniziammo un percorso del quale dobbiamo essere orgogliosi”. “Di fronte ad un documento di settanta anni fa – ha affermato – è certamente lecito interrogarsi sulla sua attualità” e “mi limito soltanto ad osservare come, in un periodo segnato purtroppo da un diffuso astensionismo, l’elevata affluenza al referendum costituzionale del dicembre 2016 abbia dimostrato l’importanza che i cittadini ancora riconoscono alla Costituzione”.

“A riprova della straordinaria attualità e vitalità di quel documento, che fu firmato esattamente settanta anni fa – ha proseguito Grasso – i cittadini oggi sono chiamati a firmare un rinnovato patto per la Costituzione e la democrazia, a difesa dei diritti fondamentali della persona, della centralità e dell’autonomia del Parlamento, del rispetto della sovranità popolare”. “D’altro canto – ha sottolineato – la democrazia, che così faticosamente conquistammo alla fine della seconda guerra mondiale e della dittatura fascista, non è un qualcosa che, una volta raggiunta, si può considerare come definitiva. La nostra Costituzione è ancora un programma aperto, un ideale, una speranza, un lavoro da compiere”. “Una Costituzione – ha concluso – che apre le vie verso l’avvenire, che mira alla trasformazione di questa società, in cui le libertà giuridiche e politiche possono essere indebolite dalle disuguaglianze economiche e sociali. Pertanto, tutti noi, cittadini, formazioni sociali e istituzioni, impegniamoci, ciascuno secondo le proprie responsabilità e competenze, per realizzarla compiutamente, per difenderla e farla crescere”.

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