Periferie romane, l’Amministrazione Raggi cerca di rimetterle al centro dei pensieri

Periferie romane, l’Amministrazione Raggi cerca di rimetterle al centro dei pensieri
Dopo un lungo silenzio ed una colpevole disattenzione, l’amministrazione di Roma Capitale, che pure aveva ottenuto il successo elettorale proprio dalle periferie, cerca di cambiare rotta e, con la sindaca, si getta, o meglio, prova a farlo, nell’azione di risanamento e rilancio di porzioni enormi del territorio cittadino, in scacco al crimine organizzato e non, oltre che all’incuria ed al degrado. L’occasione è stata la conferenza su ‘Periferie bene comune’ che ha permesso alcune riflessioni e molte proposte. Ma vediamo nel dettaglio quanto proposto dall’amministrazione capitolina e dalla sua sindaca Raggi, che proprio dalle periferie cerca di ripartire, per risalire la china, dopo la mezza sconfitta, in termini di consenso elettorale, oltre che di partecipazione al voto di Ostia.
 
“Garantire ai cittadini il diritto alla sicurezza e una qualità di vita uniforme in tutti i quartieri”
 
“Garantire ai cittadini il diritto alla sicurezza e una qualità della vita che sia uniforme in tutti i quartieri rappresenta una priorità ineludibile per Roma Capitale. A fronte delle numerose criticità, in particolare di tipo sociale e ambientale, emerse negli ultimi anni, occorre un ampio piano operativo che poggi su uno sforzo congiunto di tutti i soggetti istituzionali. Le varie forme di degrado e violenza colpiscono soprattutto le fasce più deboli della popolazione, contribuendo a incrementare il divario tra i diversi quartieri della città. Per questo non è più rinviabile una solida e articolata pianificazione che sia assicurata tramite l’apporto di tutti i livelli di Governo”. Queste le conclusioni a cui si è giunti nel corso della conferenza  Periferie bene comune. Un patto per rilanciarle/rigenerarle’, cui ha partecipato la sindaca Virginia Raggi, che è stata l’occasione per l’amministrazione per fare il punto sulle prime azioni messe in campo per le periferie.
 
Risorse umane ed economiche insufficienti per contrastare degrado ed insicurezza
 
“La problematica della sicurezza e del degrado delle periferie romane, per la sua complessità e vastità, non può essere compiutamente ed efficacemente contrastata con le sole risorse umane, finanziarie e tecnologiche fino ad ora messe a disposizione, con notevole dispendio di energie, da Roma Capitale. L’Amministrazione – ha chiarito la sindaca – ha già messo in campo una serie di importanti interventi. Penso al primo censimento di chi vive nei villaggi attrezzati o al progetto Scuole Aperte contro la dispersione scolastica. Abbiamo stanziato 500mila euro per l’installazione di nuove telecamere ed aumentato i controlli nei campi nomadi. Servono però azioni congiunte e mirate a più livelli istituzionali. Dobbiamo costruire insieme un nuovo patto per la sicurezza di Roma che si sviluppi su quattro assi: sociale, ambiente, urbanistica e soprattutto presidio del territorio”.
 
L’amministrazione Raggi e gli interventi sul campo
 
“L’Amministrazione capitolina – spiega il Campidoglio – ha già messo in campo un ampio ventaglio di interventi. Grazie al lavoro svolto dalla Polizia Locale di Roma Capitale, è stato prodotto il primo censimento dettagliato e puntuale delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti presenti nei Villaggi attrezzati (4.503 persone) e la mappatura dei circa 330 insediamenti abusivi sparsi sul territorio capitolino. È stato istituito un Ufficio di scopo che sta lavorando per il superamento dei campi con l’utilizzo di fondi europei e in forte raccordo con le istituzioni comunitarie.
 
Il monitoraggio dei campi rom, l’ambiente e la dispersione scolastica
 
Nel biennio 2016-17 e fino al luglio scorso sono stati effettuati, presso i campi nomadi di Roma Capitale, 3.865 controlli sugli automezzi, rilevate 254 infrazioni al Codice della Strada, ritirate 6 patenti, sequestrati 16 veicoli, realizzati 7 sequestri di polizia ambientale, requisite 6 tonnellate di rifiuti, tra cui 2 tonnellate di piombo, definiti 20 accertamenti di reati ambientali connessi all’accensione di roghi. E’ stata stanziata una prima tranche da 500mila euro per l’installazione delle telecamere, un quindicina per ogni Municipio, nei luoghi sensibili, per esempio intorno alle aree più critiche dei campi rom”. È stato, inoltre, avviato “un forte intervento contro la dispersione scolastica, con un’attenzione particolare dedicata alle aree periferiche. Con il progetto ‘Estate 2017: Scuole aperte’, 49 istituti comprensivi hanno erogato offerta formativa anche durante l’estate, puntando su un vasto coinvolgimento delle associazioni e di tutte le realtà radicate sui territori con l’obiettivo di iniziare a rilanciare la coesione e l’amalgama sociale”.
 
Il Campidoglio è riuscito ad usufruire di 18 milioni di euro per un programma di azioni di ricucitura del tessuto urbano
Il Campidoglio è riuscito a usufruire di 18 milioni di euro per attuare il progetto denominato “De.Si.Re. – Decoro, Sicurezza, Resilienza nella periferia romana”: un programma di azioni che puntano a ricucire il tessuto urbano della capitale, recuperare spazi pubblici di quartiere, restituire alla città luoghi abbandonati e realizzare servizi di mobilità sostenibile. Tra i progetti finanziati dal ‘Bando Periferie’, spiega il Campidoglio, “la riqualificazione dell’ex Gil di Ostia, la riqualificazione a Corviale (il completamento della scuola di via Marino Mazzacurati; nuovo arredo urbano di viale Ventimiglia; la riqualificazione del parco in via dei Sampieri) e San Basilio (riqualificazione degli spazi di viabilità, parcheggio e verde pubblico in piazza San Cleto e via Nicola Maria Nicolai; la realizzazione di un parcheggio pubblico a raso di mq 2.322 di superficie su via Nicolai) e infine un progetto di promozione della mobilità dolce in 15 scuole della Capitale che avrà come obiettivo: la messa in sicurezza degli accessi alle scuole e delle fermate del trasporto pubblico; la promozione delle modalità Pedibus e Bike to school per incrementare forme di mobilità attiva e dolce, quali pedonalità e bicicletta, per raggiungere le scuole primarie; l’organizzazione di iniziative di formazione degli alunni all’interno delle scuole sui temi della sicurezza stradale, e sui benefici dell’uso della bici e della mobilità pedonale come mezzi per spostarsi in città” .
 
Imprescindibile, per il Campidoglio, uno sforzo congiunto di tutti i livelli istituzionali
 
“Nel complesso – evidenzia Roma Capitale – è imprescindibile uno sforzo congiunto di tutti i livelli istituzionali, nell’ottica di una cooperazione tra gli interventi nazionali e locali che possano abbinare misure di carattere straordinario e una programmazione a medio-lungo termine. Una questione che richiede, in particolar modo, una profonda unità di azioni e intenti è quella legata agli incendi dolosi e ai roghi tossici. Sono necessari appositi presidi, composti da unità della Guardia di Finanza, da unità del Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri e da unità dell’Esercito – alle quali dovranno essere attribuite le funzioni di agente di Pubblica Sicurezza nonché di Polizia Giudiziaria – che verifichino che nei Villaggi e nei Campi Rom non vengano illegalmente introdotti rifiuti e materiali di vario genere potenzialmente incendiabili”.
 
Il Campidoglio poi denuncia lo stato di sotto organico della Polizia Municipale
 
Altro dato sottolineato dal Campidoglio riguarda “il corpo della Polizia Locale di Roma Capitale che è fortemente sotto organico. È quindi fondamentale concedere all’Amministrazione capitolina la possibilità di reclutare nuovi agenti di Polizia Locale, senza intaccare gli eventuali limiti assunzionali e rivedere i vincoli finanziari alla facoltà di assunzione di personale e alla spesa per la formazione di Roma Capitale. Sotto il profilo giuridico, servono specifiche modifiche legislative che consentano di contrastare con più efficacia lo smaltimento illecito dei rifiuti, fenomeno alla base dei roghi tossici. Sarebbe, per esempio, fondamentale prevedere anche per la realtà di Roma l’arresto in flagranza per alcune tipologie di abbandono di rifiuti e applicare la normativa sulla Terra dei fuochi”. “Altro nodo ineludibile risiede nell’implementazione de sistemi di videosorveglianza attualmente presenti sul territorio anche attraverso la costituzione di una centrale operativa unica integrata di Roma Capitale che dovrà essere organizzata in modo da avere sempre una rappresentanza delle realtà che contribuiscono alla normale attività cittadina oltre che a quelle che agiscono in fase di emergenza. Una valutazione di massima dei costi di realizzazione è già stata effettuata ed ammonta ad almeno 12 milioni di euro ai quali andranno aggiunti quelli per la manutenzione.
 
Roghi tossici, necessari nuovi fondi per l’attivazione di sistemi di videosorveglianza
 
Per contrastare il fenomeno dei roghi tossici è, infatti, necessaria l’attivazione di sistemi di videosorveglianza presso i campi Rom e presso le aree utilizzate come discariche abusive. Nel complesso è evidente come il tema delle periferie di Roma non si risolva unicamente con interventi emergenziali. È imprescindibile un piano che preveda una “rinascita” e una riqualificazione della città a partire dalle sue periferie e un coinvolgimento del territorio a livello urbanistico a partire da un piano di investimenti che punti al completamento delle opere di infrastrutturazione primaria e secondaria dei piani di zona. Un piano straordinario che non può raccogliere il solo coinvolgimento di Roma Capitale ma che deve prevedere uno sforzo anche a livello governativo che permetta l’istituzionalizzazione di un fondo rotativo a durata quinquennale per terminare le opere di urbanizzazione. Questa la soluzione principale che il Governo dovrebbe mettere in campo a sostegno della città e della sua periferia rispetto al completamento, in particolare, dei Piani di zona. Attraverso l’istituzione di un fondo di investimento pubblico, fondo rotativo, si può procedere alla complessiva realizzazione delle opere di infrastrutturazione viaria, impiantistica e fognaria e dei servizi pubblici essenziali per un reale miglioramento della qualità della vita degli abitanti. Un fondo che verrebbe ristorato progressivamente attraverso la corresponsione degli oneri derivati dai diritti edificatori acquisiti via via che vengono attivati dai soggetti assegnatari i comparti residenziali e non residenziali. Un’iniziativa fondamentale sia per fornire davvero una risposta ai bisogni dei cittadini rispetto alle porzioni di territorio con carente rete infrastrutturale sia per imprimere una nuova vitalità al tessuto imprenditoriale. Non è quindi più rinviabile un coordinamento tra gli apparati dello Stato e quelli di Roma Capitale in modo da assicurare un intervento socio-sanitario oculato e tempestivo, ma anche un risanamento ambientale ed urbanistico dei quartieri più in sofferenza ed esposti al disagio”. 
 
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