Renzi non ne azzecca una: Bankitalia, Gentiloni conferma Visco. Senato, il presidente Grasso lascia il Pd. Bce: Draghi riduce gli acquisti di titoli, un colpo per l’Italia. Lui fa un comizio in chiesa. Il parroco non sapeva. Auguri Matteo, cento di questi giorni

Renzi non ne azzecca una: Bankitalia, Gentiloni conferma Visco. Senato, il presidente Grasso lascia il Pd. Bce: Draghi riduce gli acquisti di titoli, un colpo per l’Italia. Lui fa un  comizio in chiesa. Il parroco non sapeva. Auguri Matteo, cento di  questi giorni

In meno di venti minuti il Consiglio dei ministri ha approvato la delibera per la riconferma del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dopo l’Ok arrivato dal Consiglio Superire dell’Istituto, così come prevede la procedura. Passa ora alla firma del presidente della Repubblica il decreto di nomina. Fonti di governo fanno presente che la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, non ha partecipato alla riunione del Consiglio dei Ministri, assenza che sarebbe dovuta a motivi di salute. Assenti  per “impegni di lavoro” il ministro dell’Agricoltura  e vicesegretario Pd Maurizio Martina e il titolare dello Sport, Luca Lotti, renziani doc. Assenti anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e quello per le Infrastrutture Graziano Delrio, come la Boschi per motivi di salute.

Notizia scaccia notizia. Non sono passate neppure due ore da quando “fonti” di Palazzo Chigi fanno sapere che Paolo Gentiloni ha dato avvio alla “procedura” di nomina del governatore di Banca d’Italia inviando una lettera al Consiglio direttivo  di via Nazionale nella quale viene indicata la conferma di Ignazio Visco, un duro colpo per Renzi Matteo che ha fatto della campagna contro il governatore un punto chiave della sua campagna elettorale. “Noi siamo con i risparmiatori – aveva detto – non con i banchieri”. L’avvio della procedura, la decisione di Gentiloni di confermare l’attuale governatore non deve essere stata gradita. Ma poche ore dopo arriva l’altra notizia. Una vera e propria bomba praticamente a conclusione della seduta del Senato dove si è compiuto uno sfregio al Parlamento con le cinque votazioni sulla fiducia che hanno portato alla approvazione di una legge elettorale orribile. Il senatore  Grasso che ha avuto il difficile compito di gestire dallo scranno della Presidenza due giornate di fuoco non se l’è sentita di continuare a militare nel Pd e si è dimesso annunciando di aver aderito al Gruppo Misto. Aveva tentato fino all’ultimo di evitare i cinque voti di fiducia, ma con il Pd non c’è stato niente da fare. A Zanda, il capogruppo del Pd ha fatto sapere che, se non fosse stato il Presidente, avrebbe votato no alla fiducia e alla legge elettorale. Le dimissioni dal partito sono un duro colpo per Renzi Matteo. Ne parliamo in altra parte del giornale.

Bce dal prossimo gennaio passa da 60 a 30 miliardi di investimenti in titoli

C’è anche una terza notizia. Suscita meno clamore da parte dei media, ma è di fondamentale importanza per l’economia europea, in particolare per il nostro paese. La Bce, come annuncia Mario Draghi, manterrà invariati gli acquisti di titoli che hanno consentito di tenere fermo il costo del denaro, ma solo per qualche mese ancora. Il “quantitive easing” ha avuto un ruolo determinante nella “ripresina” italiana ma a partire dal nuovo anno gli acquisti di titoli passeranno da 60 a 30 miliardi. Un bel problema  anche alla luce della manovra di Bilancio in discussione in questi giorni con il quale se la devono vedere in particolare Gentiloni e Padoan. Da tener di conto che Mario Draghi gioca un  ruolo molto importante, pur senza apparire mai in prima persona, nella nomina del governatore di Bankitalia, di fatto ormai una “sezione” della Bce. Non è un caso che Draghi abbia sentito il bisogno di partecipare  alla assemblea della Banca di Via nazionale, cosa che in questi anni non era mai avvenuta intrattenendosi in un colloquio molto cordiale, come si è potuto vedere dalle immagini con Visco.

Chi e perché ha fatto circolare la notizia della lettera di conferma per Visco

Si torna così alla prima delle notizie, la lettera inviata da Gentiloni al Consiglio direttivo, di fatto la direzione, o meglio il direttorio che amministra la Banca con la quale si propone la conferma dell’attuale governatore. Ci poniamo un problema: è questa la notizia, visto che da diversi giorni, dopo l’attacco di Renzi, con la mozione presentata alla Camera e fatta approvare, contro la conferma dell’attuale presidente? Pensiamo che la notizia sarebbe stata la proposta di un altro nome. Era noto che Gentiloni e Mattarella avevano preso contatti e, dicevano voci dal “Quirinale”, che  la conferma di  IgnazioVisco era cosa fatta. La procedura prevede che sia il presidente della Repubblica a firmare l’atto di nomina dopo il via libera del Consiglio superiore della Banca e il sì del Consiglio dei ministri alla proposta avanzata dal presidente del Consiglio. Venerdì la procedura arriva a conclusione proprio mentre Renzi aveva rincarato la dose. Era passato dal dire che se Gentiloni nominava Visco non cambiavano i rapporti “ottimi” con il presidente Gentiloni  pur mantenendo le sue riserve, a un attacco, preceduto dal fido Orfini, contro la possibile nomina. Praticamente un veto. Allora forse la notizia è data da chi e perché ha anticipato la notizia, ci si scusi il bisticcio di parole. È stato scritto che arriva da Palazzo Chigi. Allora verrebbe da affermare “cercate la femmina”, senza alcuna allusione. È un modo di dire tradotto dal francese. La domanda arriva di conseguenza: a chi giova? Forse, sussurrano i soliti bene informati, la fuga di notizie può essere l’ultimo tentativo dei renziani di far saltare il banco proprio nel bel mezzo del Consiglio dei ministri. Non a caso c’è chi richiama la richiesta del deputato di Articolo 1-Mdp, Arturo Scotto,sulla opportunità che la Boschi, coinvolta per motivi di parentela nella vicenda di Banca Etruria, non partecipi al Consiglio dei ministri in qualità di sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. Insomma le tre notizie avranno un seguito. Non brillante per Renzi Matteo, in attesa delle elezioni in Sicilia.  Dimenticavamo una quarta notizia. Durante una sosta del treno, il Frecciabianca Renzi ha trovato il tempo di fare un comizietto. Si dirà, è naturale, è in campagna elettorale. Ma il comizio l’ha tenuto in una chiesa, quella di  Santa Annunziata stando fra il crocifisso e l’altare, a Paestum, presente il De Luca, presidente della Regione, con figli, lo stato maggiore del Pd della Campania. Il parroco non ne sapeva niente. Buon viaggio Matteo, cento di questi giorni.

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