Il Napoli fa la settima e prende il volo, Juve solo pari, raggiunta dall’Inter. Volano le romane. Milan altro stop

Il Napoli fa la settima e prende il volo, Juve solo pari, raggiunta dall’Inter. Volano le romane. Milan altro stop

La settima giornata ha lasciato il segno in classifica perché delle due fuggiasche ne    è rimasta una soltanto, il Napoli ancora vittorioso, mentre la Juve viene stoppata   sul pari e, altra novità, viene raggiunta dalla solita Inter, brutta ma vincente;    intanto irrompono fragorosamente la Lazio e, soprattutto, la Roma che sbanca         S. Siro mettendo in crisi il Milan. Questo è il quintetto di quelle che, per ora, si staccano dalle altre.

Il Napoli, favorito dal calendario, ospitava il Cagliari e ancora una volta ha stravinto applicando la regola del 3, confermandosi, se non ancora la squadra più forte, sicuramente quella più in forma. Intanto, ha generato un record nazionale perché finora nessuna squadra aveva vinto le prime sette partite segnando 25 gol, superato a livello europeo solo dal PSG con 27 reti.  Capolista solitaria con merito.

Juventus double face a Bergamo: vola nel primo tempo con un doppio vantaggio in tre minuti, dando l’impressione di avere in pugno la partita ma poi, forse per eccesso di presunzione, si affloscia consentendo ad una splendida Atalanta di rinvenire prima per un errore di Buffon battuto proprio da quel Caldara, uno juventino in prestito, e poi grazie ad uno stratosferico colpo di testa di Cristante, lanciato da Allegri in serie A quando era al Milan. A questo punto entra in gioco la Var: Mandzukic segna ma il marchingegno segnala una fallaccio di Lichtsteiner pochi secondi prima e la rete viene annullata; poco dopo, confermato dalla Var, ecco un rigore che potrebbe ripristinare il vantaggio ma Dybala con un tiro insignificante se lo fa parare. 2-2 finale con recriminazioni di Allegri sull’uso indiscriminato della Var ma, forse, più che per giustificare lo stop, per evitare di formulare qualche critica ai suoi che, nella circostanza, al di là dell’ottima Atalanta, comunque se la sarebbero meritata.

Per l’Inter, anche a Benevento, solito ritornello: gioca male, non convince, però finisce col vincere ancora una volta grazie ad una decisiva doppietta di Brozovic. Il pareggio, premiando i giusti meriti della squadra di casa, sarebbe stato il risultato più equo ma i locali, dopo aver accorciato le distanze e colpito pure due pali, non sono riusciti a completare l’opera, rimanendo ancora appiedati a zero punti. Gli uomini di Spalletti non entusiasmano, però, portano a casa tre punti anche dalla prima, storica, calata nel Sannio e, in ogni caso c’è di che essere soddisfatti, il bel gioco verrà. Almeno si spera.

La Lazio, invece, è uno spettacolo: 6-1 ad un malcapitato Sassuolo che era pure andato in vantaggio ma nella ripresa veniva sepolto da un tiro a segno di gol che conferma l’ottimo stato di forma dei laziali che ormai hanno dimenticato la disfatta col Napoli, che cercano di imitare in fatto di gol (9 nelle ultime due turni) ma anche nella spettacolarità.

La Roma c’è, il Milan è ancora alla ricerca di se stesso: questo il verdetto scaturito dalla vittoria giallorossa a S. Siro, una vittoria, la quinta di seguito, di autorità e di forza che consolida non solo la posizione fra le big della classifica ma lascia ben sperare per il seguito. Il Milan, invece, a sentire Montella è sulla strada giusta per i miglioramenti rilevati rispetto alla precedente sconfitta con la Sampdoria; ma la tifoseria non è per nulla soddisfatta se il primo tiro nella porta avversaria c’è stato solo al 17’ della ripresa e  se, dopo il gol spettacolare di Dzeko, non ha fatto seguito alcuna reazione positiva. Il prossimo derby deciderà il destino dell’allenatore campano che pare, ormai, divertirsi a mescolare gli uomini e la formazione, creando solo scompiglio nello spogliatoio senza, però, che a questo ci siano risultanze positive in campo, sia nel gioco che nei risultati.

La Sampdoria dopo la squillante vittoria sul Milan di una settimana fa, crolla imprevedibilmente e sonoramente (4-0) in casa dell’Udinese, salvando la panchina di Delneri e accantonando, almeno per ora, ambizioni di avvicinamento alle alte sfere.

Una Fiorentina molto distratta, seppure in vantaggio, si fa rimontare dal Chievo, concedendogli la prima vittoria al Bentegodi e rimanendo ancora a secco con un solo punto nelle ultime tre gare.

È un pari che sta bene ad entrambe l’1-1 fra Spal e Crotone, due squadre che aspirano solo a tenersi fuori dalla zona calda e giocano al primo non prenderle.

Rocambolesco finale fra Torino e Verona con la squadra di casa in vantaggio di due reti fino all’89’ e raggiunta in un minuto proprio allo scadere. Mihajlovic, alla fine era furibondo perché era ormai convinto con questa vittoria di entrare in zona Coppe e invece deve solo prendersela con i suoi.

Secondo successo consecutivo esterno del Bologna di Donadoni che batte un Genoa  contestatissimo dalla sua tifoseria di Marassi, e prosegue la risalita verso zone più confacenti al proprio organico.

Prossimo turno.  Dopo la sosta per gli impegni europei della Nazionale, ci sarà una giornata cruciale in vetta con scontri incrociati fra le prime sei della classifica: Roma-Napoli, Juventus-Lazio e Inter-Milan. Si attende un ulteriore scossone in alto loco.

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