Corsera e Repubblica: Elezioni? Sì ma con un solo candidato, così vince di sicuro. Indovinate chi deve essere? Gli scriba ignorano la parola pluralismo,garanzia di democrazia. Sotto tiro Articolo 1-Mdp

Corsera e Repubblica: Elezioni? Sì ma con un solo candidato, così vince di sicuro. Indovinate chi deve essere?  Gli scriba ignorano la parola pluralismo,garanzia di democrazia. Sotto tiro Articolo 1-Mdp

Si prova un senso di disgusto, ma anche preoccupazione a leggere interviste o articoli, editoriali, che nascono non per informare il lettore, certo dicendo anche la tua, con il solo scopo di colpire l’intervistato con domande che dovrebbero essere insidiose, come si usa nel campo del buon giornalismo, invece sono attacchi sconsiderati, ingiuriosi nei confronti di chi non non la pensa come te. Disgusto insieme a vergogna di far parte di una categoria che pare incapace di rispondere al diritto del giornalista ad informare e del cittadino ad essere informato. Preoccupazione perché quando l’informazione non informa fa propaganda, peggio che le notizie false, ne soffre la democrazia. Noi siamo ad un punto in cui si rischia il non ritorno. Quando certi giornali e certi scriba si trasformano in sapienti medici, specialisti in epidemiologia, scienziati e sfruttano la morte di una bambina colpita da malaria per esternare il loro razzismo, l’odio per il diverso. Più raffinata, ma non meno pericolosa, la campagna che da qualche mese porta avanti La Repubblica, a sostegno di Giuliano Pisapia, facendolo assurgere a leader di una possibile nuova sinistra che dovrebbe nascere dall’accordo fra il suo Campo progressista e Articolo1-Democrati e progressisti, coloro che hanno abbandonato il Pd non condividendone le politiche portate avanti dal governo Renzi e molto critici su quelle  del presidente Gentiloni colui che era stato inviato a Palazzo Chigi per tenere caldo il posto al segretario del Pd. Non ci interessa in questo momento raccontare la  storia di un matrimonio che se s’ha da fare certo è molto difficile.

Quanto avvenuto in Sicilia non è “una anomalia” come dice Pisapia

Solo un riferimento: quando Pisapia afferma che quanto avvenuto in Sicilia, l’accordo fra Pd e Alfano, il riflesso nazionale è una “anomalia” che non si ripeterà non la dice tutta. Non è possibile che ignori l’operato dei suoi sostenitori in Sicilia, non è possibile che non sia mai venuto a conoscenza del fatto che in Sicilia un tal Guerini, autorevole dirigente del Pd, abbia trascorso quasi due mesi a fare riunioni, incontri con i “locali” per mettere insieme una lista con Alfano. Lo ha detto lui stesso che dall’Isola tornava a Roma per trasferire il patto siciliano a livello nazionale. Sono questi fatti che non possono essere smentiti, fanno parte delle cronache di questi mesi. Forse ad ignorarli, o fanno finta, sono due “penne” del giornalismo dei grandi quotidiani, Carmelo Lopapa, che intervista Roberto Speranza, coordinatore di Mdp, altra intervista a Tabacci, definito  “l’ambasciatore dell’ex sindaco”. Non dice niente salvo che “Giuliano paziente non all’infinito”. No comment. Solo che se c’è qualcuno che è paziente questi sono quelli di Articolo1 che hanno concesso la guida della manifestazione a Piazza Santi Apostoli, nascita del progetto “Insieme”, con Bersani e Pisapia sul palco, a Gad Lerner che era ancora iscritto al Pd.

Gli articoli “gemelli” di  Carmelo Lopapa e PaoloMieli

Altro che pazienza. Il Lopapa mira al sodo. L’ordine di scuderia è addossare la responsabilità di una sconfitta di Renzi, prima in Sicilia poi nazionalmente, agli “scissionisti”. Sconfitta che potrebbe significare la vittoria delle destre sia nell’Isola che alle politiche o dei grillini. È la tesi che da Repubblica passa al Corriere della Sera con l’articolo in prima pagina firmato da un giornalista come Paolo Mieli, si dice anche un raffinato storico. Articoli gemelli.

Il Lopapa espone questa tesi  in una domanda: “Avete candidato Fava. Non è una scelta minoritaria finalizzata solo a far perdere il centrosinistra di Renzi?”. Forse non si rende conto di quanto afferma preso dalla smania di dimostrare quanto sono cattivi quelli che se ne sono andati dal Pd. Speriamo che nella redazione di Repubblica ci sia qualcuno che gli spieghi che è un diritto garantito dalla Costituzione quello di candidarsi. Siccome siamo un paese dove ancora esiste la parola pluralismo, chi ha qualcosa da dire, da proporre agli elettori ha il diritto, il dovere, diciamo, di presentarsi alle elezioni. Sarà il popolo a decidere e non il Lopapa.  Più raffinato PaoloMieli, non a caso al giornalismo ha aggiunto la storia. Il titolo è tutto un programma: “In politica contano le intenzioni, quello che puoi fare non è ininfluente”. Tradotto: le intenzioni di Articolo1  possono anche essere buone. Ma i risultati sono quelli che contano.

Chiamato in causa  Sanders, sinistra dei Dem Usa responsabile della sconfitta

E qui scatta il Mieli pensiero, visibile già nel sommario. Titoletto: “Dialogo, L’opzione che fa capo a Pisapia vuole costruire un raggruppamento molto diverso dal Pd”. Altro titoletto: “Scontro: la linea che fa riferimento a D’Alema e Bersani mira a recar danno al partito di Renzi”. Siccome è uno storico richiama la sconfitta dei Democratici Usa. Sapete a chi dà la colpa? Facile la risposta. Il reo è Bernie Sanders,  che sarebbe responsabile della defezione dal voto della sinistra dei Democratici Usa. A Mieli e a Lopapa non viene neppure a mente che se il Pd verrà sconfitto in Sicilia e poi alle politiche la colpa è in primo luogo di Renzi Matteo, del fallimento dei suoi mille giorni, del tentativo fallito, bocciato dal popolo, di modificare la Costituzione, di mandarla in soffitta. Mieli fa finta di niente, lanciando in conclusione del suo articolo frasi ingiuriose nei confronti di chi ha lasciato il Pd. Sapevano, dice, che Renzi non li avrebbe ripresentati e si vogliono fare un loro partitino. Anche per uno “storico” ci pare un po’ troppo.

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