Champions League. Italiane a secco: un travolgente Messi abbatte la Juve, la Roma a fatica pareggia con l’Atletico. Campionato. Guidano in tre (Juve, Napoli e Inter, ) Roma fermata dalla pioggia, Milan travolto dalla Lazio

Champions League. Italiane a secco: un travolgente Messi abbatte la Juve, la Roma a fatica pareggia con l’Atletico. Campionato. Guidano in tre (Juve, Napoli e Inter, ) Roma fermata dalla pioggia, Milan travolto dalla Lazio

La sfida di andata Spagna Italia si è conclusa amaramente per le italiane perché mentre  la Juve è stata nettamente surclassata dal Barcellona (3-0) la Roma  è riescita a conquistare uno stiracchiato ma prezioso 0-0 con l’Atletico.

La Juventus. A Cardiff  nell’ultima finale Champions si erano infranti i sogni della Juve col Real,  a Barcellona,  si riparte verso l’Europa e ancora una volta una squadra spagnola costringe i bianconeri ad  una pesante battuta d’arresto mettendola subito di fronte ad una realtà europea ben differente da quella del campionato dove  finora si era vinto a mani basse con avversarie di ben altra levatura.

Rimaneggiata tra infortuni (Chiellini, Khedira, Mandzukic, soprattutto più Marchisio e Pjaca)  e squalifiche (Cuadrado), Allegri  era stato costretto a mettere in campo diverse seconde linee, compreso qualche giovane  esordiente  (Betancur) e, poi, a utilizzare, alla fine dei primi 45’,  la prima sostituzione forzata per infortunio (De Sciglio).     Nonostante queste vicissitudini, si era visto un buon primo tempo con la Juve che aveva saputo tener testa ad un avversario apparso contratto, con un costante possesso di palla e diverse puntate offensive con qualcuna anche pericolosa,   per essere, poi, punita, una manciata di secondi prima dell’intervallo, da una giocata di Messi, dopo uno spettacolare scambio volante con Suarez. Al rientro in campo i catalani, prima colpiscono un palo con Messi e, poi, raddoppiano con Rakitic che concretizza  in rete un altro pallone della Pulce; la Juve appare frastornata e di lì a poco incassa il 3-0 sempre ad opera di Messi che spiazza l’intera difesa con un tiro dei suoi sul quale Buffon non ci sarebbe mai potuto arrivare. Solo la  provvidenziale segnalazione di fuorigioco evita all’undici di Allegri l’umiliazione della quarta rete maturata per un’errata uscita di Buffon. La serataccia della Juve viene confermata a 3’ dal termine quando un irriconoscibile Higuain viene sostituito dall’imberbe Caligara che fa in tempo solo a rimediare un giallo. Le cause di questa disfatta vanno ricercate, oltre che nelle diverse assenze di uomini cardine, male ovviate da sostituti apparsi non all’altezza,  anche da un generale, ingiustificato, crollo nella ripresa che ha consentito a Messi di scompaginare l’intero modulo avversario nel quale appare difficile trovare qualche sufficienza. Il Barcellona, alla fine ha vinto, dimostrando di essere superiore alla Juve e ora bisognerà verificare fino a che punto questo roboante tonfo lascerà il segno non tanto in campionato quanto nel prosieguo della Champions.

La Roma.    Più che Roma-Atletico, quest’incontro lo si potrebbe intitolare Alisson-Atletico perché la bella compagine spagnola ha trovato nel portiere giallorosso il vero e unico avversario che, con le sue prodezze, ha salvato, con ben 10 parate super, il risultato,  consentendo a Di Francesco di esordire in Europa sulla panchina romanista con un punto d’oro.  L’Atletico è stato, per almeno 70’ nettamente superiore anche se  la prima parte della gara era risultata equilibrata con la Roma  forse anche prevalente nel possesso palla ma senza arrivare mai vicino al gol, al contrario dell’Atletico che aveva sciupato due favorevoli occasioni per passare in vantaggio. Nella ripresa l’Atletico ha giocato al tiro a bersaglio contro Alisonn, autentico salvatore della patria; la Roma, inoltre,   ha avuto un attacco inesistente o quasi con le punte Dzeko e Defrel, quest’ultimo deludente al massimo, forse perché troppo inesperto per palcoscenici di questi livelli: molto significativa la sostituzione del francese con Fazio, un difensore, con l’evidente scopo da parte di Di Francesco di coprirsi il più possibile per non rimetterci l’intera posta.  Rilevato che, oltre alle paratone di Alisson, la Roma è stata salvata da un palo di Saul in pieno recupero e che l’Atletico ha dimostrato di essere più squadra. Sulle sponde del Tevere si attende che i giallorossi riescano ad assimilare al più presto il nuovo modulo di Di Francesco di differente impostazione rispetto a quello di Spalletti.

IL CAMPIONATO                                                                                                           Guidano in tre (Juve, Napoli e Inter, ) Roma fermata dalla pioggia, Milan travolto dalla Lazio.

Alla vigilia dell’inizio dei tornei europei, in particolare la Champions, la terza giornata di campionato ha fatto registrare alcune conferme, qualche delusione ed anche qualche sorpresa, oltre alla previsioni metereologiche che hanno imposto il rinvio di Sampdoria-Roma.

Le conferme hanno riguardato la Juve che col Chievo  ha svolto un salutare allenamento (3-0) in una partita senza storia per la differenza dei valori in campo,  prima di partire alla volta di Barcellona. Il Napoli, secondo un’acclarata legge del 3 ha rifilato il terzo 3-0 in casa del Bologna al termine di una partita non eccelsa nella quale il migliore è stato Reina che da solo e per un tempo ha bloccato uno sfortunato Bologna. Nella ripresa agli uomini di Sarri è bastata una ventina di minuti per andare a segno tre volte e presentarsi bene per il Shaktar in Champions.  La terza conferma è venuta dall’Inter che non avuto problemi a regolare una Spal  (2-0) tutto cuore ma non in grado di fronteggiare l’ondata interista che prosegue in testa, nel risvegliato entusiasmo dei propri tifosi.   In Lazio-Milan  (4-1) si sono rilevate, per la prima una  piacevole sorpresa, per la seconda una cocente delusione: Lazio, indubbiamente fortissima nel gioco e nel risultato, Milan senza neppure una sufficienza a cominciare dallo stesso Montella, colpevole principale d’aver inviato in campo una formazione incomprensibile, inconcludente, senza né capo e né coda, dopo aver lasciato inspiegabilmente in panchina almeno quattro titolari. Al primo vero impegno contro un avversario forte e in forma, il Milan o meglio Montella è crollato miseramente con scelte inaccettabili.  Lazio, bravissimo Inzaghi per aver azzeccato tutto.

Degli altri risultati, di rilievo la vittoria di misura del Torino a Benevento, primi tre punti dell’Atalanta sul Sassuolo, del Cagliari sul Crotone e soprattutto della Fiorentina che ha fatto una cinquina a Verona scacciando le nubi dopo due battute d’arresto iniziali.

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