Aumentano i casi di Chikungunya, ora sono 64. A Roma è scontro sulle mancate disinfestazioni e su quelle ‘biologiche’

Aumentano i casi di Chikungunya, ora sono 64. A Roma è scontro sulle mancate disinfestazioni e su quelle ‘biologiche’
“Sono 64 i casi accertati dal Seresmi (Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive) di Chikungunya. Di questi 54 sono i casi che hanno residenza ad Anzio o che hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti ad Anzio, 7 casi sono a Roma e 3 casi sono a Latina”. Numeri a parte, nella mattinata di lunedì si è svolto nella sede della Regione Lazio un vertice operativo per fare il punto sull’emergenza che ha portato all’adozione, nei prossimi giorni, di nuove misure più stringenti e radicali. In buona sostanza le disinfestazioni ‘biologiche’ adottate in alcune aree di Roma, dovrebbero finire immediatamente in pensione. Ecco la nota ufficiale diffusa dal Palazzo del Governatore del Lazio.
 
Vertice in Regione e poi la decisione di estendere le misure di disinfestazione
 
“La Regione Lazio ha incontrato separatamente i rappresentanti degli Uffici competenti dei Comuni di Latina e Anzio e di Roma Capitale. Nel corso di ogni incontro la Regione Lazio ha richiesto il supporto tecnico dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha designato quattro esperti già messi in contatto con la Regione e ha verificato lo stato delle disinfestazioni e l’efficacia dell’azione di contrasto messa in atto finora. La Regione Lazio ha chiesto di estendere le operazioni ad aree interessate come previsto dal Piano Nazionale di sorveglianza 2017. Per quanto riguarda il Comune di Latina la Regione Lazio ha verificato che gli interventi sono già stati effettuati lo scorso 16 settembre, immediatamente dopo la notifica da parte della Asl, gli interventi saranno ripetuti fino al 20 settembre”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio. “Si specifica infatti che, come prevede il Ministero della Salute, le operazioni di disinfestazione devono essere ripetute nel raggio di 200 metri rispetto alla strada o alla piazza indicate. Il Comune di Latina, di concerto con la Asl di Latina, ha deciso di estendere il raggio di azione dell’opera di disinfestazione fino a 500 metri. Per quanto riguarda il Comune di Roma, – prosegue la nota – lo stesso si è reso disponibile ad estendere la disinfestazione, partita dopo l’ordinanza del Sindaco, anche in aree sensibili e alla presenza di ristagno di acqua. I rappresentanti di Roma Capitale hanno dichiarato la disponibilità ad aumentare il numero delle squadre di Ama che stanno operando sul campo. La Regione Lazio è in attesa del quadro sinottico delle azioni di disinfestazione messe in campo dal Comune di Roma finora e di quelle in programmazione”. “Per quanto riguarda il Comune di Anzio, la disinfestazione è partita immediatamente dopo aver avuto indicazione da parte della Asl di riferimento ed è durata dal 12 al 18 di settembre su tutto il territorio comunale. La disinfestazione – conclude la Regione nella nota – sarà replicata in maniera massiva in tutte le aree del Comune dopo una verifica del monitoraggio predisposto in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico. In tal caso si ribadisce che è importante che tutti i proprietari di case per vacanze ad Anzio si mettano in contatto con gli Uffici Comunali al fine di permettere al Comune di Anzio di poter effettuare le disinfestazioni anche nei giardini e nelle aree private. Alla riunione di questa mattina era presente anche il sindaco di Anzio, Luciano Bruschini”.
 
L’assessore Montanari cerca di uscire dall’angolo: “basta polemiche, al centro la salute dei cittadini”
 
Cerca di uscire dall’angolo l’amministrazione di Roma Capitale e l’assessore alla sostenibilità ambientale Montanari getta acqua sul fuoco delle polemiche: “Vogliamo tranquillizzare romani e turisti su tutta la vicenda zanzara e Chikungunya, ripercorrendo tappa per tappa la cronologia degli eventi. Non vogliamo scaricare colpe su nessuno, né tantomeno assumerci responsabilità che non ci riguardano. Tutto quello che bisognava fare è stato fatto. Le prime segnalazioni di casi accertati sono stati comunicati sia al Dipartimento Tutela Ambientale che al Gabinetto del Sindaco venerdì 8 settembre e non giovedì 7 come riportato erroneamente da diversi organi di stampa – si legge nel comunicato – Nello stesso giorno veniva diramata l’allerta meteo da parte della Protezione civile; Terminata l’ondata di maltempo, che avrebbe reso inefficaci e inutili i trattamenti, nella mattina di lunedì 11 settembre sono stati effettuati sopralluoghi e primi interventi nelle aree urbane segnalate dalle autorità competenti. A seguito dell’abbassamento delle temperature si è verificato un aumento delle zanzare nei tombini dove sono stati appositamente irrorati larvicidi e posizionate trappole per gli esemplari adulti; Mentre proseguivano gli interventi sul campo, in base agli aggiornamenti di casi accertati o sospetti, mercoledì 13 la sindaca di Roma Virginia Raggi emetteva l’ordinanza per rafforzare le disinfestazioni straordinarie su suolo privato con spargimento di adulticida anche sulle aree verdi. Quindi, tra l’8 e il 13 settembre non ci sono assolutamente stati stop o ritardi, il programma di lotta alle zanzare non si è mai interrotto”. “Tutte le operazioni non solo hanno rispettato il protocollo previsto da Ministero della Salute – spiega la Montanari – ma sono andate oltre, con interventi più efficaci e meno tossici per adulti, bambini, anziani e persone affette da patologie allergiche o respiratorie. In questi giorni si è molto sottovalutato l’intervento preventivo effettuato sulle larve, che l’Amministrazione capitolina ha privilegiato sin da aprile con un’ordinanza innovativa che ha permesso di effettuare su tutto il territorio capitolino più di 1000 operazioni. La letteratura scientifica dimostra che la lotta adulticida colpisce solo il 10% delle popolazioni di zanzare sottoposte a trattamento, anche usando il prodotto più efficace esistente sul mercato. Quindi, nessun flop sull’azione di controllo, contrasto e prevenzione”. “I numeri parlano chiaro – conclude la nota – su 2,8 milioni di abitanti a Roma si sono verificati solo 7 casi di contagio sui complessivi 64 riscontrati nel Lazio. Inoltre, i primi 3 cittadini romani contagiati sono villeggianti di Anzio, il comune che ha registrato 54 dei 64 casi accertati”. “Non vogliamo accusare nessuno, né sentirci sotto accusa. Roma è la Capitale d’Italia e non del virus Chikungunya, basta con le polemiche politiche che alimentano inutili allarmismi. Ad ulteriore garanzia, le operazioni di disinfestazione proseguiranno, cosi come indicato nell’ordinanza, fino a comunicazione del termine dell’emergenza da parte delle Autorità Sanitarie preposte”, conclude l’assessore.
 
Le opposizioni non fanno marcia indietro e attaccano a testa bassa i presunti ritardi dell’Amministrazione Raggi
 
Ma le esternazioni dell’assessore non bastano a placare le opposizioni, che tornano a criticare aspramente l’Amministrazione pentastellata“Ancora oggi sul sito del Comune e su quello dei Municipi interessati non c’è alcuna notizia su come e quando verranno fatte le disinfestazioni, tanto che la Regione Lazio si è vista costretta a convocare oggi il Comune per conoscere cosa sia stato fatto finora. Il Consigliere M5S Pacetti accusa di allarmismo ingiustificato e giustifica il ritardo dell’ordinanza della Raggi per motivate situazione metereologiche. Pacetti ignora che l’allarme è stato dato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’ECDPC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ed è la prima volta che accade in una capitale europea”. Così in una nota la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo. “Ci corre l’obbligo, ancora una volta, di fare una piccola lezione di diritto amministrativo ai grillini – aggiunge – Caro Pacetti : le ordinanze sono atti d’imperio destinati alla cittadinanza, non a se stessi, un Sindaco per intervenire su un tema di propria competenza, come l’emergenza sanitaria, non ha bisogno di auto-ordinarsi nulla. L’allarme è stato emanato giovedì ed è piovuto domenica quindi se si fosse intervenuti nella notte dello stesso giorno o la mattina del venerdì, la pioggia di domenica non avrebbe reso inutile l’intervento. Il mutismo della Raggi e della Montanari sull’argomento la dice lunga, da loro arrivano i soliti i soliti scaricabarili ai quali siamo ormai abituati. Il rischio di epidemia per l’assessore Montanari deriva dai comuni della provincia. Mentre nel Comune di Anzio dal 9 settembre è partito un piano straordinario di disinfestazione larvicida e adulticida che conferma anche lo svolgimento della prevenzione pregressa a Roma si insiste con interventi solo per le larve e non per le zanzare. Gli insetti portatori del virus Chikungunya possono vivere, e quindi pungere, fino a 54 giorni. Mentre i soliti ‘grillini’ perdono tempo in sterili polemiche il contagio aumenta e il blocco delle donazioni sangue si fa sempre più allarmante. Al consigliere Pacetti rivelo un segreto, così si tranquillizza, noi non pungiamo ma le zanzare si”. Si difende e contrattacca l’assessore all’Ambiente Montanari: “Abbiamo lavorato molto bene e il risultato si è visto: il sindaco di Anzio dice ‘Roma faccia come noi’, ma i 7 casi a Roma rispetto agli altri 54 registrati nella Regione dimostrano che la nostra prevenzione ha funzionato, per questo non accettiamo lezioni e soprattutto riteniamo che gli interventi fatti siano stati molto corretti, anche per le competenze tecniche messe in campo”. Lo ha affermato l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Pinuccia Montanari, questa mattina a margine di una riunione della Commissione Lavori Pubblici. Quanto alle critiche all’ordinanza sulle disinfestazioni, l’assessore ha tagliato corto: “Scherziamo? L’ordinanza di aprile è stata eccezionale perché ci ha consentito di agire nei tombini con più di mille interventi larvicidi e ora proseguiamo con quelli puntuali adulticidi, segnalati dall’autorità, intervenendo sia su suolo pubblico che privato. Abbiamo investito molti fondi anche per derattizzazioni e disinfestazioni, con la nuova gara a doppio oggetto avremo 3 milioni l’anno per 8 anni”.
 
La Croce Rossa si disinteressa delle polemiche e invita i cittadini a donare sangue
 
Chi invece si disinteressa delle polemiche è la Croce Rossa Italiana, che invita a donare il sangue: “La Croce Rossa di Roma continua a sollecitare i cittadini romani che possono donare e che sono esclusi dalle zone interessate della ASLRM2 e di Anzio, a farlo in questi giorni”. Così in una nota la Croce Rossa di Roma. “E’ importante continuare a donare – dice la presidente Debora Diodati – sia da parte dei donatori abituali che di chi comprende la necessità di dare un aiuto in queste ore”. “Negli ultimi giorni la CRI romana ha raccolto circa 73 sacche di sangue intero e sono stati allertati tutti i Comitati CRI di Roma e provincia per organizzare raccolte straordinarie – conclude la nota – Le prossime in programma sono il 24 settembre a Fonte Nuova e il 30 settembre a Formello. Intanto continua ad essere attivo il numero della Sala Operativa CRI allo 06.5510 per chiunque voglia informazioni sulla donazione del sangue e raccolte sono organizzate anche presso la Sala Donazione Sangue di Via B. Ramazzini 15”.
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