Francia. Legislative. A Macron 350 seggi, ai Repubblicani 137, ai socialisti 46, a Melenchon 27, a Le Pen 8. Astensione del 57,36%, record. Donne elette 223, altro record

Francia. Legislative. A Macron 350 seggi, ai Repubblicani 137, ai socialisti 46, a Melenchon 27, a Le Pen 8. Astensione del 57,36%, record. Donne elette 223, altro record

Questi i risultati definitivi del secondo turno delle elezioni legislative in Francia: La Republique en Marche/MoDem: 350 deputati (60,65% dei seggi). Les Republicains: 137 (22,53%). Partito socialista: 46 (7,97%). La France Insoumise: 17 (2,94%). Partito comunista: 10 (1,73%). Altri: 9 (1,73%). Front National: 8 (1,39%). Astensione: 57,36%.

Il nuovo presidente francese Emmanuel Macron ha ottenuto una maggioranza parlamentare schiacciante che gli consentirà di portare avanti la sua agenda di riforme, sconvolgendo il quadro politico tradizionale, con un voto, ieri, oscurato da un astensionismo senza precedenti, che la stampa transalpina ha interpretato come un rifiuto di dare carta bianca al nuovo capo dello Stato. Il partito centrista del presidente, République en Marche (REM), e l’alleato MoDem, secondo i dati del ministero degli Interni, hanno ottenuto rispettivamente 308 e 42 seggi, per un totale di 350 su 577, ben oltre i 289 che rappresentano la maggioranza assoluta dell’Assemblée Nationale. Tuttavia si tratta di un numero inferiore al 400-450 seggi indicati dalle stime emerse dopo il primo turno delle elezioni legislative, domenica 11 giugno.

“Un anno fa nessuno avrebbe immaginato un tale rinnovamento politico” ha detto il premier Edouard Philippe. Sconosciuto solo tre anni fa, eletto a 39 anni all’Eliseo, Emmanuel Macron, il più giovane presidente francese della storia, ha vinto la sua ultima sfida: prendere il controllo dell’Assemblée nationale per varare il suo ambizioso programma di riforme liberali e rafforzare la posizione della Francia in Europa. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che il 24 settembre affronterà a sua volta la prova elettorale, si è subito congratulata per la “maggioranza parlamentare netta”, secondo il suo portavoce. E il ministro degli Esteri di Berlino, Sigmar Gabriel, ha detto che la “via delle riforme ora è spianata”. Ma la consacrazione di Macron alla guida della Francia è stata offuscata dall’astensione: il 57,32% degli elettori è rimasto a casa, secondo i dati del ministero degli Interni. Un record che si spiega con l’annunciata marea macronista, la maratona elettorale iniziata in ottobre con le primarie della destra, il disinteresse crescente per la politica.

“Il nostro popolo è entrato in una specie di sciopero generale civico” ha detto il leader della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon, eletto a Marsiglia. Il movimento presidenziale ha spazzato via i partiti che da decenni sono al centro della vita politica francese, ma l’onda di marea attesa dal alcuni sondaggi non si è materializzata. “Otteniamo una maggioranza netta ma allo tesso tempo i francesi non hanno firmato un assegno in bianco” ha commentato il portavoce del governo Christophe Castaner. E c’è un altro record: 223 donne elette nell’Assemblea, nel 2012 erano solo 155. “Macron fa camere separate” titola Libération, “Dopo l’Eliseo, l’Assemblée”, per Le Figaro, “La scommessa”  è il titolo di Les Echos: il nuovo presidente e la sua maggioranza assoluta fanno i titoloni della stampa francese stamani. Ma vari editorialisti sottolineano che l’astensione record significa che gli elettori non hanno dato carta bianca al presidente per le riforme

Al secondo posto, con un forte distacco, Les Républicains di destra e i loro alleati centristi ottengono 130 seggi. Il numero uno dei Républicains, François Baroin, si è detto felice che il numero dei seggi sia “abbastanza importante per far valere le convinzioni” della destra. Ma a destra, come a sinistra i “macron-compatibili” rischiano di rompere le righe. A sinistra, il Partito socialista, che controllava metà dell’Assemblea uscente, è stato polverizzato: resta comunque, con i suoi alleati e 33 seggi, la principale forza della sinistra, davanti a La France Insoumise di Mélénchon con 27 deputati. “La sconfitta della sinistra è incontrovertibile, la disfatta del Partito socialista senza appello” ha detto il numero uno del Ps Jean-Christophe Cambadélis, annunciando le sue dimissioni. Infine l’estrema destra: otto seggi, invece dei due del 2012. La numero uno del Front national Marine Le Pen entra per la prima volta nel parlamento francese, dopo il tentativo a vuoto del 2012. “Di fronte al blocco mastodontico del sistema, siamo la sola forza che resiste al dissolvimento della Francia” ha commentato. Ma il numero limitato di deputati del Fn mette una pietra sopra le speranze nate con la ripresa dell’onda nazionalista in Europa e con il risultato storico (33,9%, 10,6 milioni di voti) del secondo turno delle presidenziali.

Il premier francese Édouard Philippe rimetterà oggi il suo mandato per poi effettuare un “rimpasto tecnico”, all’indomani della vittoria schiacciante del nuovo partito del presidente Emmanuel Macron alle elezioni legislative. Lo ha detto il portavoce del governo. “Il premier sarà condotto nelle prossime ore” a presentare le dimissioni “come usuale”, “penso in giornata” ha detto Christophe Castaner alla radio RTL. “Nei prossimi giorni, un nuovo governo verrà costituito sotto la guida, penso, di Édouard Philippe” ha aggiunto Castaner, che ha parlato di un “rimpasto tecnico”, il quale “non sarà ampio”.

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