Turchia. A Istanbul polizia con lacrimogeni contro manifestanti Primo maggio. Volevano raggiungere piazza Taksim

Turchia. A Istanbul polizia con lacrimogeni contro manifestanti Primo maggio. Volevano raggiungere piazza Taksim

La polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma a Istanbul per disperdere un gruppo di manifestanti che partecipavano al corteo del Primo maggio: i dimostranti si trovavano nel quartiere di Mecidiyekoy e stavano provando ad andare in direzione di piazza Taksim, dichiarata off-limits per le manifestazioni, mentre intonavano lo slogan ‘Piazza Taksim è nostra e resterà nostra’. Lo riferisce all’agenzia Reuters un testimone. Inoltre, secondo quanto riferisce il governatore, sono state fermate oltre 207 persone che protestavano in diverse zone della città, sequestrando 40 Molotov e 17 granate. Tra i fermati, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa turca Dogan, due dimostranti che erano riusciti a raggiungere piazza Taksim, diventata nel 2013 simbolo delle proteste anti Erdogan per settimane. Nel quartiere Besiktas, dove due anni fa la polizia usò cannoni ad acqua contro i manifestanti del corteo del Primo maggio che lanciavano sassi contro gli agenti, decine di persone sono state fermate perché anche in quel caso hanno provato a dirigersi verso piazza Taksim. Le tensioni sono particolarmente alte nel Paese dopo che il 16 aprile ha vinto il sì nel referendum voluto dal presidente Recep Tayyp Erdogan per la riforma costituzionale che attribuisce maggiori poteri al capo di Stato.

Profonda preoccupazione per i nuovi arresti di massa avvenuti oggi in Turchia, afferma l’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Rad al Hussein. Zeid ha così commentato oltre agli arresti avvenuti oggi durante le manifestazioni per il primo maggio, anche alcune recenti operazioni di rastrellamento della polizia e il perdurare dello stato d’emergenza. Secondo l’Alto commissario, il terrore non dovrebbe essere affrontato a scapito dei diritti umani. “E’ estremamente improbabile che le sospensioni e le detenzioni rispettino gli standard processuali”, ha detto Zeid al termine di un briefing, secondo quanto riporta la stampa turca. “Il giornalismo non è un crimine in Turchia, e questo è un problema cui il governo deve prestare molta attenzione”, ha aggiunto l’Alto commissario.

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