Primo maggio, Silp Cgil: oltre 2.000 poliziotti caduti dal 1944 ad oggi, anche noi a Portella della Ginestra per ricordare il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa

Primo maggio, Silp Cgil: oltre 2.000 poliziotti caduti dal 1944 ad oggi, anche noi a Portella della Ginestra per ricordare il sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori in divisa

La scelta simbolica del sindacato confederale di celebrare il primo maggio a Portella della Ginestra, nel settantesimo anniversario della prima strage di lavoratori della storia repubblicana, ci ricorda il sacrificio quotidiano di tutti coloro che svolgono una professione onesta per vivere e per portare a casa uno stipendio, spesso insufficiente e indecoroso. Dal 1944 ad oggi abbiamo avuto, nella sola Polizia di Stato, già Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, oltre 2.000 caduti per servizio. Ogni anno sono migliaia gli agenti che restano feriti, spesso in modo grave. Questi morti, questo sangue, gridano da sempre giustizia. E chiedono a chi ha responsabilità politiche e di governo una sola cosa: non toglieteci anche ciò che abbiamo di più caro dopo la vita; non toglieteci la nostra dignità.

Viviamo un momento storico ed economico in cui il lavoro non è più al centro del sistema, come prevede, peraltro, l’articolo 1 della nostra Costituzione. Il lavoro è spesso umiliato ed offeso, visto soltanto come un costo da comprimere, demansionare e sfruttare. Il lavoro spesso è un miraggio perché lo non si trova più come un tempo, come sanno bene i nostri giovani. Il lavoro e i diritti conquistati in oltre mezzo secolo di lotte grazie alla Cgil sono costantemente sotto attacco, perché i padroni delle ferriere rialzano la testa. I poliziotti democratici, dal 1981 ad oggi, hanno vissuto uno straordinario cambiamento nel segno della sindacalizzazione, dei diritti e delle opportunità. Oggi si registrano tentativi di regressione e di rimilitarizzazione che vanno rintuzzati con forza, senza contare che da 8 lunghi anni gli operatori delle forze dell’ordine – come peraltro il restante pubblico impiego -, sono privi di contratto di lavoro subendo, altresì, tagli indiscriminati agli organici, ai mezzi e ai presìdi.

Un filo lega il 25 aprile con il primo maggio, un filo rosso che simboleggia il sangue versato da chi ha combattuto per donarci democrazia e libertà, lavoro e diritti, da difendere con i denti. Oggi come ieri ciò che auspichiamo è il mantenimento dei nostri diritti e di condizioni di vita e professione consoni al nostro lavoro, a questa società a cui apparteniamo e che sentiamo di dover salvaguardare al meglio. Consapevoli come siamo del ruolo democratico da noi esercitato che significa primariamente essere al servizio della collettività, ad iniziare dai più indifesi e dai più deboli che sono i primi a pagare il prezzo imposto dai tagli e dalla scarsità di risorse. Buon primo maggio ai poliziotti e a tutti i lavoratori

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