Francia. Presidenziali. Un sondaggio premia a sorpresa il candidato della sinistra Melenchon, al 18%, terzo dopo Le Pen e Macron, dati invece in caduta, al 24%

Francia. Presidenziali. Un sondaggio premia a sorpresa il candidato della sinistra Melenchon, al 18%, terzo dopo Le Pen e Macron, dati invece in caduta, al 24%

A due settimane dal primo turno delle elezioni presidenziali francesi, un sondaggio sulle intenzioni di voto regala notizie sorprendenti. Il candidato della sinistra Jean-Luc Mélenchon guadagna 6 punti rispetto ai dati di marzo e supera per la prima volta il candidato del centrodestra François Fillon. Se il sondaggio fosse confermato, in Francia le elezioni presidenziali sarebbero una corsa a quattro al primo turno: la leader del Front National, Marine Le Pen e l’inventore della formazione centrista En Marche!, Emanuel Macron, ex ministro del governo Valls, entrambi accreditati del 24%, ma in caduta di due punti; Jean-Luc Mélenchon, candidato di France Insoumise, in straordinaria risalita, accreditato del 18% contro il 12% di marzo; e Fillon, bloccato al 17%. L’indagine demoscopica è stata realizzata da Kantar Sofres OnePoint per LCI, il Figaro et RTL. Se questa tendenza fosse confermata, inoltre, nelle due settimane che restano di campagna elettorale in vista del primo turno, sembra ormai possibile che i quattro candidati possano attestarsi attorno al 20%, regalando ai francesi, la sera dello scrutinio, un incredibile testa a testa per i due candidati che approderanno al secondo turno. Insomma, v’è da attendersi uno scrutinio al cardiopalma, domenica 23 aprile.

Una cosa è certa: il candidato di France insoumine e del Front de la Gauche, Melenchon, è l’unico col vento in poppa, ed è molto probabile che riesca a raccogliere il voto dei socialisti delusi, dal momento che il “povero” Hamon, secondo questo sondaggio, non supererebbe il 9% dei voti. Melenchon sta riuscendo, con una campagna elettorale di sinistra senza se e senza ma (al comizio di Marsiglia c’erano decine di migliaia di persone, 70mila per gli organizzatori, e il leader della sinistra non ha avuto timori a criticare molto duramente l’operazione militare di Trump contro la Siria e il sostegno di Hollande), a convincere proprio quell’elettorato socialista in rotta di collisione col quinquennato di Hollande. Il sondaggio rileva che tra i socialisti solo il 32% ammette che voterà sicuramente Hamon, mentre sale al 26% il numero dei socialisti che voteranno sicuramente per Melenchon. E la cifra per quest’ultimo sembra destinata a salire. Anche in Francia, come dappertutto in Europa, commenta Emmanuel Riviere, il direttore dell’agenzia che ha svolto il sondaggio, “troviamo molta fluidità nell’elettorato, che può passare da un candidato all’altro molto rapidamente”.

Secondo indicatore essenziale del sondaggio: la certezza della scelta che tuttavia conferisce a Le Pen e a Fillon un vantaggio innegabile. I due candidati vantano il tasso di fedeltà elettorale più elevato: attorno al 76% per Marine Le Pen, e al 75% per Fillon. Al contrario, Macron si conferma come il candidato più “volatile” dal momento che solo un elettore su due è convinto con certezza di votarlo. “Sembra che gli elettori di Fillon siano oggi i più fedeli e determinati”, prosegue Riviere, “ma il problema dell’ex ministro oggi è di convincere quella parte di elettorato di centrodestra che dice di votare per altri candidati”.

Infine, il sondaggio prevede una partecipazione vicina al 72%, al di sotto di 8 punti rispetto all’80% di votanti del 2012, quando venne eletto Hollande. Il calo dell’affluenza penalizzerebbe, secondo il sondaggio, i due candidati estremi, Le Pen e Melenchon, mentre premierebbe appunto Fillon e Macron. Non a caso, la stessa Le Pen continua a fare appelli al voto, sostenendo appunto che più alta sarà l’affluenza maggiore sarà la possibilità per lei di approdare al secondo turno. E gli stessi appelli ha fatto Melenchon, che a Marsiglia ha richiamato il mondo pacifista, nonviolento, socialista, a votare, e a votare per lui. Melenchon ha ribadito infatti che “se volete la pace dovete andare a votare per noi. Non si costruisce la pace preparando la guerra”, in fortissima polemica con Hollande. “Si costruisce la pace preparando la pace”, ha proseguito Melenchon, che ha messo in discussione anche il ruolo della Nato. E poi la stoccata a Trump e a coloro che in Europa l’hanno sostenuto: “l’intervento americano in Siria non ha alcun fondamento, alcuna legittimità internazionale, ma è il frutto della follia di un uomo solo”.

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