Rai 1. Dopo le polemiche sulle donne dell’est da sposare, la trasmissione Parliamone sabato viene chiusa. Ma è solo un capro espiatorio che nasconde le tante difficoltà

Rai 1. Dopo le polemiche sulle donne dell’est da sposare, la trasmissione Parliamone sabato viene chiusa. Ma è solo un capro espiatorio che nasconde le tante difficoltà

Dicono i rilevamenti Auditel che Parliamone Sabato, la trasmissione di Rai 1 condotta da Paola Perego, e andata in onda nel pomeriggio del 18 marzo ha raccolto 1.281.000 spettatori con il 10,63% di share, al di sotto della media di rete. Anche solo per fare un raffronto, alla stessa ora sull’ammiraglia Mediaset, la soap opera e Amici di Maria De Filippi totalizzavano tra i 3milioni100mila e circa 3 milioni e mezzo di spettatori. Segno che la Rai aveva già ceduto alla concorrenza quella fascia oraria e a nulla serve inseguirla sullo stesso piano del gossip e dei programmi sanguinolenti. E infatti, non solo sull’onda dello scandalo di sabato, la trasmissione viene chiusa lunedì 20 su ordine dell’amministratore delegato Campo Dall’Orto. La Rai ha deciso la chiusura di Parliamone Sabato, programma in onda su Rai1. “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, dichiara il Direttore Generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto. “Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere Parliamone Sabato non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato. E’ anche – prosegue il DG – una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo – conclude – al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione”.

Il casus belli: “la minaccia che viene dall’est”, ovvero le donne russe a caccia di mariti occidentali

In fondo, la trasmissione di Rai 1 sarebbe passata del tutto inosservata, come ogni fine settimana, dati questi risultati non certo eclatanti, se non fosse stato per quel servizio sulla “minaccia che viene dall’est” e quel “people talk”, come si legge nella scheda online della trasmissione, in realtà una volgare chiacchierata in un salotto televisivo, che lo ha commentato. Quale minaccia? Le donne che dall’ex Unione sovietica si sono strasferite in Europa, o in Italia, e continuano a farlo, mettendo, appunto, in pericolo le donne occidentali, che devono stare attente ai loro mariti e compagni. La conduttrice per convincere il suo – non esaltante – pubblico ha perfino chiamato in causa lo stesso presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che di mogli dell’est europeo ne ha avute addirittura due. Infatti, gli ospiti più importanti di questo people talk erano una signora russa, Lidia, e il suo compagno savonese, Davide, che hanno aperto un’agenzia matrimoniale ad hoc. Per trovare mogli russe disponibili per mariti italiani ed europei. E fin qui nulla di male, si potrebbe dire, questo genere di agenzie prolifera da almeno vent’anni, in Occidente. E tuttavia, qualche altro ospite si è gettato letteralmente in discorsi da bar sport: per Fabio Testi le donne dell’est si prendono sempre la responsabilità del mancato orgasmo del proprio uomo e, più in generale, le donne italiane dopo il matrimonio si lasciano andare perdendo appeal e fascino (mentre quelle straniere mettono sempre la minigonna, anche in casa). Insomma, su Rai 1, nel corso di un programma pomeridiano, di scarso ascolto, andavano in onda amenità di questo genere. Qualche telespettatore, indignato, ha fatto girare le amenità sui social network ed è eplosa la bomba.

L’elenco delle “virtù” delle donne russe: “mamme, casalinghe perfette, sempre sexy, disposte a farsi comandare”

Improvvisamente, dalla regia viene calato un elenco, che Paola Perego sostiene di aver trovato su Internet, sul quale vengono definiti i veri motivi per i quali le donne dell’est sono preferibili a quelle occidentali, e italiane. Vi compaiono 6 punti al limite dell’allucinante (verrebbe voglia di chiedere cos’abbia fumato sia chi ha compilato i sei giudizi, che il redattore, o la redattrice, che ha scelto di rendere noto quell’elenco di cretinate). Tra le altre amenità, si legge che le donne dell’est sarebbero preferibili perché sono “mamme, casalinghe perfette, sempre sexy, disposte a farsi comandare dal loro uomo”. E poi – cosa non da poco – perdonano il tradimento, non frignano e non si appiccicano e dopo il parto recuperano un fisico tonico. Se c’era una ‘bomba’ che potesse mettere a soqquadro la Rai, eccola servita su un piatto d’argento. Una ‘bomba’ che ha fatto rumore mediatico e politico, con una raffica di prese di posizioni e la richiesta di provvedimenti disciplinari, che coinvolga una filiera gerarchica della rete, o comunque di messa al bando del programma.

La presidente Maggioni: “errore gravissimo”

Reazioni dalla politica, dalla commissione di Vigilanza, dall’Usigrai, dalla commissione Pari Opportunità della Fnsi, dall’Aiart, per citarne alcuni. Il presidente della Vigilanza ha già annunciato che riunirà l’ufficio di presidenza per mettere in calendario audizioni di vertici aziendali Rai da dedicare alla vicenda. E la stessa azienda di viale Mazzini non si è nascosta. La presidente Monica Maggioni e il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, non hanno fatto giri di parole o cercato attenuanti. Amarezza nelle parole di Maggioni: quelle frasi sono state come “un ritorno allo sguardo del Medioevo sull’universo femminile”. Un “errore gravissimo, anche perché – ha detto la presidente – ritornano atteggiamenti che però non sono quelli della Rai rispetto alla donna e nell’impegno del servizio pubblico”. E quanto accaduto “è una vicenda che ci vedrà coinvolti anche in fatto di provvedimenti da adottare”. L’amarezza c’è anche perché da una parte ci sono pubbliche dichiarazioni e impegni del vertice aziendale per l’inclusione sociale e per una Rai sempre più aperta, e poi ecco che accadono episodi che sembrano mettere tutto in dubbio, “ma così non è, perché noi crediamo nei progetti che stiamo portando avanti”. Fabiano ha affidato a un tweet le sue scuse a tutti “per quanto visto e sentito a #Parliamonesabato”, riconoscendo che “gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma”.

Roberto Fico, presidente Vigilanza Rai: “luoghi comuni tra sessismo e razzismo”

Dalla politica una pioggia di critiche. Il presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, ha parlato di “carrellata inqualificabile, inimmaginabile, luoghi comuni oscillanti tra il sessismo e il razzismo, spettacolo indecoroso per l’ammiraglia Rai”. Aggiungendo di stentare a credere “che nel 2017 nella tv pubblica si sia pensato di costruire e portare in onda un dibattito di questo tipo sull’universo femminile, mortificante per le donne e per la nostra società”.

Fratoianni e De Petris, Sinistra Italiana: “misto insoppportabile di sessismo, maschilismo e razzismo”

“Oggi dalla Rai una buona e una cattiva notizia. Che 2 giornalisti di Report siano tornati in Italia sani e salvi dopo l’avventura nelle carceri congolesi non può che rallegrarci. Report è uno di quei programmi che danno senso alla missione di servizio pubblico della Rai. Servizio pubblico che stentiamo a riconoscere in programmi come quello al centro delle ultime polemiche”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, componente della commissione parlamentare di vigilanza. “Bene le scuse del direttore Fabiano e della presidente dell’azienda – prosegue l’esponente della Sinistra – ma non basta un tweet. Quello che è accaduto sabato su Rai1 è indegno del servizio pubblico e più in generale di un Paese civile. Un misto insopportabile di sessismo maschilismo e razzismo. Dopo le scuse ci aspettiamo che i vertici Rai oltre alla doverosa indignazione – conclude Fratoianni – accertino le responsabilità e prendano gli opportuni provvedimenti”. Gli fa eco Loredana De Petris, capogruppo in Senato di Sinistra Italiana: “È semplicemente incredibile che Rai1 abbia potuto mandare in onda, oltretutto in fascia protetta, un servizio farcito dei peggior luoghi comuni misogini e sessisti sulle donne. Una dimostrazione così clamorosa di arretratezza culturale e una simile offesa nei confronti di tutte le donne non possono essere sanate da un tweet di scuse da parte della presidente Maggioni e del direttore Fabiano. Servono provvedimenti seri ma occorre soprattutto che si capisca come una simile enormità sia potuta avvenire nel servizio pubblico”.

Il tweet di Lucio Presta, agente e compagno della Perego, prima della chiusura del programma

Infine, il tweet irriverente del compagno della Perego e celebre agente di moltissimi attori, soubrette e vip del mondo dello spettacolo, Lucio Presta. “Spero che Paola Perego sia cacciata da Rai1 anche a malo modo,così tutte le donne dell’Est-Ovest – scrittrici e giornaliste saranno salve”. Questo il tweet sarcastico. Detto fatto, la trasmissione è stata chiusa.

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