Moncalieri (To). Stupri di gruppo alle sedute del santone, tre arresti per violenze su una giovane studentessa

Moncalieri (To). Stupri di gruppo alle sedute del santone, tre arresti per violenze su una giovane studentessa
Erano, in origine sedute curative organizzate da un sedicente santone che diventavano stupri di gruppo. E’ quanto è accaduto per mesi, a partire da settembre 2015, in una mansarda della zona occidentale della città e in un appartamento di Moncalieri (Torino). Per questi fatti la polizia ha arrestato tre italiani: un sedicente santone di 69 anni (che un tempo era un insegnante di scuola superiore), il suo complice di 73 anni e un ragazzo di 22 anni, ex fidanzato della vittima. 
Il gruppo ha certamente abusato di una studentessa italiana, all’epoca 17enne, che era stata convinta a sottoporsi ai riti nel corso dei quali invece veniva drogata e violentata. In alcune occasioni agli stupri avrebbe assistito anche la madre del 22enne, nei confronti del quale non sono stati presi provvedimenti al momento. L’organizzazione era quasi certamente più estesa. Sono in corso accertamenti su una ventina di altre persone che avrebbero partecipato, a diverso titolo, agli stupri.
Quando la ragazzina aveva detto che avrebbe abbandonato le sedute, per cui la sua famiglia aveva pagato anche del denaro, era stata minacciata che, se avrebbe smesso, sarebbero state diffuse le immagini dei rapporti sessuali. E’ stata la vittima a trovare il coraggio di raccontare tutto ai genitori, che hanno così sporto denuncia facendo scattare le indagini dei poliziotti. All’interno dell’abitazione del santone è stato sequestrato materiale informatico. Si sta valutando l’esistenza dei video delle sedute. Gli investigatori sono invece alla ricerca di altre vittime della banda. Anche in questo caso potrebbe essere d’aiuto l’analisi del materiale sequestrato. Oltre a quello audiovisivo sono stati requisiti oggetti di magia (carte, libri, collane, polveri, intrugli, ciondoli) e anche sessuali, che venivano utilizzati nel corso dei rapporti. L’inchiesta è affidata e coordinata dai pubblici ministeri Marco Sanini e Fabiola D’Errico.  
 
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