Mafia Capitale, il grande processo entra nel vivo. Parla il ‘ras’ delle coop Salvatore Buzzi

Mafia Capitale, il grande processo entra nel vivo. Parla il ‘ras’ delle coop Salvatore Buzzi

“Ho scritto alla procura e ci sono stati cinque interrogatori a Roma e uno a Catania ma non sono stato creduto. Oggi vedremo di dimostrare che quello che dicevo è vero”. E’ entrato nel vivo con queste parole l’interrogatorio di Salvatore Buzzi, il “ras” delle cooperative finito a processo nell’ambito dell’inchiesta Mafia capitale. Buzzi, difeso dall’avvocato Alessandro Diddi, ha prestato il consenso alla ripresa video, prima di cominciare a rispondere alle domande del suo difensore.

“Ormai la mia immagine è abusata – ha detto Buzzi – il danno è fatto”. In programma ci sono sette udienze dedicate all’esame di Buzzi, che oggi ha parlato della genesi e della struttura della Cooperativa 29Giugno, da lui presieduta, e delle altre coop a lui riconducibili. “Da 8 soci del 1987 siamo arrivati a 2200 persone tra 29Giugno e altre cooperative, tra dipendenti diretti e indiretti”, ha detto Buzzi ripercorrendo le tappe dello sviluppo delle sue cooperative. “Gli utili rimanevano tutti in cooperativa nella percentuale massima consentita – ha aggiunto – Eravamo il fiore all’occhiello della Legacoop, la miglior cooperativa nel rapporto patrimonio fatturato, al di sotto della Toscana”. Riguardo al suo compenso, Buzzi ha detto: “Il mio stipendio da presidente della Cooperativa 29 giugno arrivò a un massimo di 3800 euro mensili – prosegue Buzzi – io prendevo quattro volte lo stipendio di un operaio, per scelta, anche quando mi dicevano che prendevo poco continuai così per essere coerente perché ero di sinistra”. A questa cifra vanno aggiunte delle consulenze per le cariche ricoperte in altre cooperative legate alla 29 giugno che facevano arrivare la paga mensile di Buzzi a seimila euro.

Poi sul boss dell’estremismo nero Massomo Carminati: “Non rinnego l’amicizia ma lui nelle mie cooperative non contava nulla. Durante la detenzione – ha aggiunto – ho avuto contatti con ragazzi neo-fascisti anche se io ero di sinistra. Non ho mai avuto problemi con loro e in quel periodo ho conosciuto anche Gianni Alemanno e altre persone che oggi sono a processo con me”. “Con Carminati -ha detto Buzzi- ci siamo rincontrati nel 2012. La sua presenza nella cooperativa incideva in modo molto relativo sul fatturato complessivo”. In merito alla questione dell’apporto di Carminati nella cooperativa, Buzzi ha affermato: “La procura agisce come Brunelleschi con la prospettiva, facendo apparire Carminati come il dominus della 29Giugno. Sono qui per riportare tutto nelle giuste dimensioni”.

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