Roma. Campidoglio. La sindaca Raggi presenta i nuovi assessori, ma già pensa al prossimo incontro di martedì con il governo

Roma. Campidoglio. La sindaca Raggi presenta i nuovi assessori, ma già pensa al prossimo incontro di martedì con il governo
“Sarebbe ipocrita negarlo: in questi primi mesi abbiamo avuto qualche difficoltà. Tuttavia, le difficoltà ci hanno aiutato a crescere, perché le difficoltà o abbattono o aiutano a crescere”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi intervenendo in consiglio comunale. “Ho nominato – ha detto la Raggi – due nuovi assessori, Massimo Colomban e Andrea Mazzillo, che hanno arricchito la nostra squadra. Li ringrazio per aver assunto un compito così importante come quello di aiutare la squadra a riportare Roma a un livello di città europea. Ci siamo presi un mese di tempo per scegliere queste persone e per aiutarle a scegliere la loro squadra che li assisterà nei difficili ruoli che si sono assunti. Ci siamo presi il tempo necessario perché i due settori sono delicati.
 
“L’assessore Colomban è un imprenditore di grande esperienza umana e professionale”
 
Colomban è un imprenditore di grande esperienza umana e professionale ha risanato molte aziende e imprese collaborando sempre con i lavoratori. Avrà il compito di mettere ordine nella giungla delle partecipate di primo, secondo e terzo livello di cui il Gruppo Roma Capitale è pieno, al fine di razionalizzare anche in ragione della legge Madia. Attuerà il programma del M5S”.
 
“L’assessore al Bilancio è un dottore commercialista abilitato, ma non iscritto all’Albo”
 
 Il secondo è, come detto Andrea Mazzillo, “dottore commercialista – ha voluto specificare Raggi – abilitato, ma non iscritto all’Albo perché lavoratore dipendente in aspettativa da Equitalia. Fino a poco fa è stato il mio capo dello staff. Ha partecipato al lavoro della Commissione Spending review durante la scorsa consiliatura, quando era presieduta da Daniele Frongia, contribuendo a trovare un ‘tesoretto’ da 1,2 miliardi. Ha inoltre collaborato con l’attuale Presidente d’Aula e allora consigliere, Marcello De Vito, al tavolo cittadino sul bilancio del M5S”. Tutte cose ormai nella disponibilità dei cronisti, più volte pubblicate e lette e rilette dai cittadini.
 
La sindaca mentre presentava le new entry aveva già la testa a Palazzo Chigi
 
Ma la Raggi, mentre leggeva e descriveva la bontà delle sue scelte, aveva altro in testa. Tre i problemi che fanno tremare le vene ai polsi degli amministratori capitolini: la gestione commissariale del debito, il Patto per Roma ed ultimo, ma non ultimo, il salario accessorio dei 23mila dipendenti dell’Amministrazione, che ormai da maggio vedono sempre più magre le loro buste paga, visto che gli viene decurtata la quota aggiuntiva di stipendio. La sindaca aveva tentato di scavalcare Palazzo Chigi, cercando una sponda al ministero delle Finanze. Era anche riuscita a concordare un appuntamento con il ministro Padoan, ma tre problemi obbligano il titolare delle Finanze a lanciare la palla nel terreno di Palazzo Chigi. Raggi ad appuntamento fissato non aveva un assessore al Bilancio, un Ragioniere generale pronto a gettare la spugna ed in corso d’opera era anche arrivato il no, economicamente tutto da valutare, alle Olimpiadi.
 
Nella tana del lupo con la richiesta di un nuovo Patto per Roma
 
A quel punto la patata bollente è passata sulla scrivania di Renzi, per poi essere elegantemente girata su quella al piano inferiore del sottosegretario De Vincenti, dove la Raggi arriverà, come scrive il quotidiano la Repubblica nell’edizione di giovedì, con bene in mente la frase pronunciata dallo stesso De Vincenti all’indomani del no alle Olimpiadi, una frase che per la Raggi è tutto un programma: “Il Sindaco non bluffi con noi: i soldi che sarebbero arrivati su Roma per le Olimpiadi, andranno a Parigi o a Los Angeles. Aver rinunciato alle Olimpiadi, toglierà perciò risorse alle periferie romane. Quando avrà voglia di passare a Palazzo Chigi, il sindaco troverà  la porta aperta e le spiegheremo come funziona un bilancio”. Polemiche politiche a parte, il governo Renzi, dovrà comunque onorare, economicamente, il ruolo di quella che, anche se nella disponibilità amministrativa del M5S, è la Capitale d’Italia ed in quel ruolo, ogni giorno si vede costretta a convivere con decine di appuntamenti istituzionali. Bene, al netto di quello che accadrà con la gestione commissariale del Bilancio e con le giuste rivendicazioni del dipendenti di Roma Capitale, un Patto per Roma andrà comunque riscritto, così come è stato fatto in altre città metropolitane.
 
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