Roma. Crisi Campidoglio. Un magistrato contabile al Bilancio affianca la Raggi. Giallo sull’avviso di garanzia alla Muraro. Audizione in Commissione Ecomafie per lei e la sindaca

Roma. Crisi Campidoglio. Un magistrato contabile al Bilancio affianca la Raggi. Giallo sull’avviso di garanzia alla Muraro. Audizione in Commissione Ecomafie per lei e la sindaca
Raffaele De Dominicis (nella foto), ex procuratore generale della Corte dei Conti del Lazio, è il nuovo assessore al Bilancio della giunta capitolina guidata da Virginia Raggi. Sostituirà Marcello Minenna che aveva lasciato l’incarico dopo la relazione dell’Anac sulla nomina del capo di gabinetto, Carla Raineri. La scelta del sindaco dopo riunioni a Palazzo Senatorio, in collaborazione anche con diversi consiglieri, tra cui alcuni membri della commissione Bilancio.
“Il lavoro non si ferma. In Campidoglio con i consiglieri per il nuovo assessore al Bilancio”, ha scritto Raggi su Facebook postando una foto dell’incontro in Campidoglio. Ma appena coperto un buco, per la Raggi e la sua maggioranza, se ne apre un secondo e forse un terzo. Dopo cinque dimissioni, tra cui il capo di gabinetto e l’assessore al bilancio. Secondo quanto si legge su alcuni quotidiani in edicola, in questa domenica di inizio settembre l’assessore all’ambiente Paola Muraro compare nelle cronache come indagata dalla Procura di Roma per abuso d’ufficio e violazioni di norme sull’ambiente. Immediata la reazione dei suoi difensori e dei suoi sostenitori e tra questi l’inossidabile Luigi Di Maio che giura sulla buona fede dell’assessore: “A oggi Muraro afferma di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia. Non esistono le carte per poter valutare”,  ha detto durante la festa de Il Fatto Quotidiano parlando della notizia dell’avviso di garanzia all’assessore Muraro. “A chi si sta sfregando le mani in questo momento per questa ennesima questione che prende la ribalta nazionale – ha aggiunto Di Maio – dico che il Movimento non ha mai fatto sconti a nessuno, soprattutto al suo interno. Stiano sereni i nostri detrattori che pensano di azzopparci. Non faccio dichiarazioni sui se”.
Quello che però è certo, al netto delle prese di posizione del vicepresidente Di Maio, è che la Muraro, invece, figurerebbe nel registro degli indagati da circa tre mesi e cioè prima della sua nomina. Una notizia che raddoppia, visto che solo domani mattina, sia la sindaca Raggi che la stessa Muraro, saranno chiamate a dire la loro davanti alla commissione Ecomafie. Il nome della Muraro, che per 12 anni è stata consulente dell’Ama (municipalizza dei rifiuti di Roma, ndr) nelle scorse settimane era già stato accostato alle inchieste che la Procura capitolina aveva avviato e in particolare quella sul tritovagliatore di Rocca Cencia, di proprietà di Manlio Cerroni, il re della monnezza di Roma. Il pm Alberto Galanti nel procedimento indaga per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito dei rifiuti, truffa e frode nelle pubbliche forniture. Il nome della Muraro compare anche in una serie di intercettazioni, ritenute all’epoca dagli inquirenti non penalmente rilevanti, dell’inchiesta su Mafia Capitale. Dialoghi in cui compaiono anche imputati eccellenti del maxiprocesso: il ras delle coop romane, Salvatore Buzzi, e l’ex ad di Ama, Franco Panzironi.
Quelle intercettazioni saranno ora acquisite dalla Procura e finiranno nel filone delle indagini sullo smaltimento dei rifiuti a Roma. 
Tornando poi alla squadra della Raggi, va detto che sono almeno due gli assessori incerti sulle prospettive di governo della città e tra questi quello che doveva essere un fiore all’occhiello come l’ex al Bilancio Minenna, parliamo di Paolo Berdini, che ha sulle sue spalle l’Urbanistica. “In Giunta mi sento isolato, per ora non mollo”. Poi però l’amara considerazione che pende sulle sorti di una delle caselle più importanti del governo della città: “Sto lavorando a dossier a cui tengo molto, finchè ci saranno le condizioni vado avanti”. Poi però si lascia andare ad una considerazione che la dice lunga sul clima di squadra in giunta e parlando dell’ultima riunione di venerdì va giù duro sulla richiesta di parere all’Anac sulla nomina di Raineri: “In Giunta eravamo in 8 contro uno, e quell’uno ero io”. Poi, però, confida sul futuro politico della squadra della sindaca Raggi e sul suo stesso percorso istituzionale: “Non possono mandarmi via, dopo Minenna sarebbe un altro colpo alla credibilità della giunta”. Sarà così? Noi ce lo auguriamo nell’interesse complessivo della città, ma in queste ore, sul Colle Capitolino, tira un’aria brutta.
 
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