Campidoglio, Grillo a Roma per dettare le condizioni. Il Direttorio del M5S affonda il ‘Raggio Magico’. Chieste le teste degli assessori Muraro e De Dominicis

Campidoglio, Grillo a Roma per dettare le condizioni. Il Direttorio del M5S affonda il ‘Raggio Magico’. Chieste le teste degli assessori Muraro e De Dominicis
Grillo, probabilmente nella giornata di mercoledì sarà a Roma per dare un segnale di discontinuità con quanto accaduto in queste ore sul Colle Capitolino. Una presenza che vuole essere una risposta ai travagli del suo Movimento. Si tratta di una vera e propria discesa in campo che sconfessa la condotta tenuta fino a poche ore fa dalla sindaca Raggi, che ha difeso fino al suicidio politico la sua assessora all’Ambiente ed ha anche scelto un nuovo amministratore ‘consigliato’ dallo Studio Legale Sammarco. La notizia dell’arrivo nella Capitale di Grillo è stata data in tarda serata da Enrico Mentana nella trasmissione ‘In Onda’. A precedere, probabilmente, questa decisione politicamente inevitabile la riunione fiume del Direttorio del Movimento, che, probabilmente su indicazione dello stesso Grillo ed in contatto con la Casaleggio ed Associati, ha incardinato la linea da seguire con l’azzeramento di alcune caselle di primissimo piano dell’Amministrazione Comunale. Tra queste, naturalmente, quella dell’assessore all’Ambiente, Muraro, raggiunta da un avviso di garanzia nel luglio scorso. Ma il maglio del vertice pentastellato, potrebbe far cadere la testa anche del neo-assessore, sponsorizzato dallo Studio Sammarco, De Dominicis, da poco insediato sulla poltrona del Bilancio.
 
Salta anche la poltrona del vicecapo di Gabinetto Marra. Ridimensionato lo stipendio del capo segreteria, Romeo
 
Ma le indiscrezioni parlano di una svolta anche nelle segrete stanze capitoline, con il benservito, o il ridimensionamento delle figure apicali dell’attuale vicecapo di Gabinetto del sindaco, Raffaele Marra e del capo segreteria, Salvatore Romeo, il primo sarebbe azzerato nelle funzioni, mentre il secondo subirebbe una pesante decurtazione dello stipendio. L’ultima parola è ora sul tavolo del vertice pentastellato. Toccherà a Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, insieme naturalmente a Beppe Grillo, dire l’ultima parola sul futuro prossimo dell’Amministrazione di Roma Capitale. Non è bastata a prendere una decisione la riunione fiume di oltre otto ore andata avanti, con poche interruzioni ‘fisiologiche’ , per tutta la giornata di martedì. Le ultime indiscrezioni darebbero la Raggi pronta ad accettare le indicazioni del Direttorio, per lei sarebbe una pesante sconfitta politica. La sindaca non avrebbe alternative e l’unica strada percorribile è quella di seguire le indicazioni del Movimento e rassegnarsi a perdere qualche pezzo per strada. Ma nel Movimento è tempesta ed in tanti, messi nell’angolo proprio dalla Raggi, ora cercano la riscossa e tra questi la pasdaran dell’organizzazione nella Capitale, Roberta Lombardi, che tira fuori la ‘tigna’ dimenticata e va all’attacco dei suoi ex amici: “Alla guida del Comune di Roma è stato scelto il Movimento 5 Stelle per i valori che porta avanti ed il metodo di condivisione e coinvolgimento dei cittadini, a tutti i livelli, nelle scelte che incidono nella loro vita. Il Movimento 5 Stelle; non una singola persona, ma un progetto politico corale. E ora più che mai dobbiamo saper dimostrare con coerenza cosa è il M5S. Errori sono stati fatti – riconosce la Lombardi – ed è semplicemente onesto ammetterli. Ora è il momento di avere coraggio, oltre gli slogan elettorali. Ammettere gli errori, chiedere scusa, mandare via chi con il M5S non c’entra nulla e mai c’entrerà nulla, fare gruppo perché la sfida è titanica e da soli non si può nulla e concentrarsi solo ed esclusivamente sul rilancio di Roma. Solo questo”.
Berdini, per ora congela le dimissioni e resta al suo posto. Duro attacco a Marra
 
Ma i problemi sono anche e soprattutto dentro l’Amministrazione di Roma Capitale, dove, Paolo Berdini, assessore all’Urbanistica ed una delle poche personalità di spicco della giunta Raggi, dopo aver presentato e congelato le sue dimissioni, va ancora all’attacco del cosiddetto ‘Raggio Magico: “Se il signor Marra (vicecapo di Gabinetto nell’Amministrazione Capitolina e già collaboratore di primo piano con Alemanno prima e Polverini poi ndr) è stato l’ispiratore di quelle scellerate lettere inviate all’Anac (che hanno provocato le dimissioni del capo di gabinetto Raineri, ndr) deve essere messo nelle condizioni di non nuocere, deve fare un passo indietro”. Lo sfogo di Berdini è stato pubblico e nel corso del programma radiofonico Radio Anch’io: “Siamo di fronte a una tempesta perfetta – fa sapere Berdini – ammettendo che la classe dirigente non si improvvisa e che ci sono problemi giganteschi”. Poi il de profundis su uno degli uomini più potenti dell’amministrazione (Marra naturalmente ndr): “Questa persona ha scelto delle scorciatoie e bisogna richiamarlo all’ordine e trasferirlo a altre più modeste mansioni”. Un vero e proprio ultimatum, non solo al vicecapo di Gabinetto dell’Amministrazione di Roma Capitale, ma soprattutto alla sindaca, che su quel ruolo ha la disponibilità a decidere.
 
In fibrillazione la base del Movimento. Centinaia di richieste di dimissioni per la Muraro. Aspre critiche alla Raggi
 
Ma se sul Colle è bufera, nella base del movimento è tempesta, con pochi irrilevanti sostegni alla sindaca, che pare ormai in balia degli eventi. Come da copione il movimento riversa in rete gli umori, si va dalla preoccupazione al disgusto, ma quel che è lampante è lo sconcerto dei simpatizzanti M5S per il caso dell’assessore all’Ambiente, che solo davanti alla commissione Ecomafie ha ammesso di essere indagata mentre il sindaco Virginia Raggi, seduta al suo fianco, ha ammesso di averlo saputo fin da luglio. Ecco alcune opinioni raccolte sul web: “L’affaire Muraro/Raggi a Roma sta minando l’intero progetto del Movimento, quello originario voluto da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Trasparenza, legalità, democrazia diretta, coinvolgimento della rete, nulla di tutto ciò è stato fatto in questa imbarazzante vicenda romana, che ci fa quasi rimpiangere Marino con le sue cene a sbafo”, scrive Fabrizio D., da Roma, che va giù duro: “Stiamo dando un ignobile esempio di mala politica e di manifesta incapacità, tra dimissioni, indagati, bugie e menzogne, raccomandazioni degne della peggior politica che nulla hanno a che vedere con lo spirito e le linee guida del Movimento! Urgente e non più procrastinabile l’intervento di Beppe Grillo e di Davide Casaleggio per ripristinare la trasparenza, la democrazia violata e la legalità all’interno del Movimento prima che sia troppo tardi! Altro che Gigino Di Maio presidente del Consiglio!”. Ancor più, Igor F, che annuncia: “Dopo la schizofrenica gestione della citta di Roma, non voterò mai più il Movimento Cinque Stelle”. Amareggiato Demetrio R., da Firenze: “Mi spiace tanto dirlo ma la vicenda di Roma sta imputtanado tutto il M5S. Che si può fare? Per me prima di tutto fuori la Muraro e poi scuse della Raggi alla Roma per bene. Solo allora sarei disposto ad una seconda possibilità alla Raggi. (Anche se probabilmente c’è troppa tifoseria contro…e non vedono l’ora del fallimento del M5S)”.
 
Sul banco degli imputati anche Di Maio che sospende le sue apparizioni in tv
 
Ma chi finisce sul banco degli imputati, l’uomo che voleva rappresentare l’anima candida del Movimento, il rappresentante che aveva fatto il giro del mondo per accreditarsi come possibile leader nazionale e futuro premier è certamente il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, lui dalla periferia di Napoli, più volte aveva voluto mettere il suo sigillo sulle cose di Roma. Purtroppo anche lui viene travolto mediaticamente, la sua immagine da bravo ragazzo finisce in frantumi, visto che probabilmente era a conoscenza di tutto quello che stava accadendo sul Colle Capitolino e nulla ha detto prima che tutto deflagrasse. Doveva essere il primo ospite del nuovo talk di Rai Tre, ‘Politics’, condotto da Gianluca Semprini ma ha ritirato la disponibilità. A confermarlo lo stesso conduttore all’Adnkronos: “Stiamo lavorando, ancora non sappiamo se ‘sostituiremo’ Di Maio e comunque, con lui o senza di lui, ci occuperemo in apertura della vicenda di Roma, degli M5S”. Intanto in Campidoglio la vita va avanti con una lunga giornata di incontri che si è protratta fino a tarda sera. La Raggi si è blindata ed è fuggita da ogni occasione pubblica, l’opposto di quello che le aveva chiesto il garante del M5S Grillo. Una giornata tutta dedicata alla ricostruzione di quel che resta della sua amministrazione. E se Di Maio evita le telecamere, l’altro big del Movimento, Di Battista, rimette nel box lo scooter e sospende il sul tour in giro per l’Italia.
 
In silenzio la Muraro e per lei parla il suo avvocato che ha parlato con il titolare dell’inchiesta sui rifiuti
 
C’è poi da dar conto dell’attuale posizione della Muraro. Nella giornata di martedì, lei è rimasta in silenzio, ma ha parlato l’avvocato, Salvatore Sciullo, che la rappresenta e che ha incontrato Alberto Galanti, titolare dell’indagine, che vede coinvolta l’amministratrice capitolina: “Ho incontrato i titolari dell’indagine che vede coinvolta l’assessore Muraro a cui ho ribadito la piena disponibilità ad un interrogatorio per chiarire tutti i punti di questa vicenda”. La Muraro è accusata della violazione di norme ambientali. I magistrati, prima di procedere con eventuali convocazioni, attendono la trascrizione dell’audizione in Ecomafie. Sempre la Muraro ha consegnato alla commissione Ecomafie un faldone di circa mille pagine. Si tratta di materiale che presto sarà all’attenzione anche dei pm della Procura di Roma che indagano sul business dello smaltimento dei rifiuti nella Capitale. La Muraro, che per 12 anni è stata consulente, avrebbe fornito in particolare documentazione in relazione al periodo compreso tra il 2013 e il 2015.
 
E sulla testa della Raggi e la sua amministrazione cade anche la tegola lanciata da Malagò (Coni) sulle Olimpiadi
 
Ma nella giornata di martedì, una nuova tegola piove sulla testa della giunta di Roma Capitale, dopo le valutazioni inespresse sullo Stadio della Roma e soprattutto sulle Olimpiadi, dal Coni arriva una nuova bordata che assesta un nuovo durissimo colpo alla credibilità, se ce ne fosse ancora bisogno, della capacità di governo. A parlare è il presidente del Coni Malagò al termine della giunta del Comitato Olimpico Nazionale: “Presentare una nuova candidatura per il 2028 se il comune di Roma non appoggia quella per il 2024? Nella vita tutto si può fare, ma credo di essere un buon conoscitore del Cio e mi sento assolutamente di escludere una candidatura, non solo per il 2028 ma per molti quadrienni a seguire. Tecnicamente e formalmente sarebbe possibile una candidatura per il 2028 – conclude Malagò – è già successo in passato. Ma non vogliamo percorrere questa strada”. In buona sostanza una posizione che ricalca quella espressa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in più occasioni aveva sollecitato l’amministrazione di Roma Capitale a dare un parere ed esprimere o meno un sostegno alla candidatura.
 
E sul Campidoglio arriva anche il pressing di Cgil, Cisl e Uil su trasporti e rifiuti.
 
Cgil, Cisl e Uil, hanno chiesto all’amministrazione comunale capitolina l’apertura di un confronto sui nodi critici di trasporti e rifiuti. A parlare il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale, Paolo Terrinoni, e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica. “Sempre dai giornali, e mai a seguito di una convocazione diretta – si legge nella nota- apprendiamo che la tanto auspicata riorganizzazione del settore trasporti si tradurrà in tagli delle corse e orari più dilatati. Certamente non quello che i cittadini chiedono e di cui questa città avrebbe bisogno. Il ritorno settembrino alla routine quotidiana e soprattutto la prossima riapertura delle scuole necessitano di un consistente potenziamento dei mezzi di trasporto, non certo di ulteriori tagli – proseguono – Sarebbe pertanto opportuno un confronto immediato tra Campidoglio e parti sociali sulle priorità della Capitale, trasporto e rifiuti in primis, in modo da poter avviare un lavoro di reale potenziamento dei servizi, a beneficio dell’utenza e dei lavoratori”.
 
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