La Juve torna in testa dilagando, il Napoli rallenta, Roma e Inter splendide terze, cannonieri protagonisti, tranne Milik

La Juve torna in testa dilagando, il Napoli rallenta, Roma e Inter splendide terze,  cannonieri protagonisti, tranne Milik

Turno infrasettimanale né interlocutorio né secondario come qualcuno aveva ipotizzato ma, ancora una volta, appassionante per i goleador sugli scudi e per il ribaltamento della classifica sia in testa che in coda. La quinta giornata ha fatto registrare l’impetuoso ritorno in testa della Juve, oltre che per meriti propri, anche e soprattutto per la frenata del Napoli che ha conquistato un solo punto a Genova.

Ciclone Juve  Con il cambio di modulo e con Higuain in campo dal primo minuto, la Juve surclassa (4-0) il malcapitato Cagliari, spazzando subito via le nubi apparse nella prestazione di S.Siro di domenica scorsa. Allegri, dimostrando d’aver fatto tesoro degli errori precedenti, reimposta la squadra, e stavolta gli va tutto bene, lasciando in panchina Bonucci per Rugani, ottima prestazione con il gol d’apertura alla quaterna, schierando a sorpresa Hernanes davanti alla difesa, con Lemina a centrocampo e riportando Pjanic nel suo ruolo di mezz’ala con Mandzukic riserva di Higuain (in gol) in panca. Tutti hanno corrisposto alle attese del tecnico e i risultati si sono (stra)visti….. Con il gioco, l’autorevolezza, la forza fisica e tecnica la Juve si riprende la vetta ed ora aspetta di confermarsi con i prossimi appuntamenti europei di certo  più impegnativi della passeggiata fatta col Cagliari.

Napoli ahi ahi ahi  Il pareggio conquistato dal Napoli contro il Genoa è un punto guadagnato oppure equivale a due persi? Intanto c’è da dire subito che gli uomini di Sarri hanno trovato un avversario forte, dal ritmo incessante, che ha messo a dura prova la difesa partenopea e non per nulla il migliore in campo è risultato Reina che con qualche parata, fra cui una al 92’, ha sicuramente evitato la sconfitta. Il Napoli, però, recrimina per aver condotto il gioco, per una traversa colpita e anche per due rigori non concessi che, al replay, sembrano proprio tali. Alla fine, purtroppo, quello che conta è il risultato che lo vede scavalcato dalla Juve; ci si attendeva da Milik qualche conferma ma il polacco in questo turo è rimasto in ombra.

Le terze forze  Sulla terza poltrona si sono accomodati in tre: Roma, Inter e il sorprendente Chievo. I nerazzurri sono passati alla grande e senza soffrire più di tanto ad Empoli, grazie ad una doppietta in sette minuti di Icardi, neo capocannoniere, il quale dà sempre più l’impressione di voler assumere il ruolo di leader. Stavolta nessuna insufficienza nel tabellino interista e questo conferma la dichiarazione di De Boer sulla progressiva acquisizione dei suoi metodi da parte di una squadra che fino ad una settimana fa, ante Juve, era stata criticatissima. Spalletti, contro la matricola Crotone, ha presentato la sorpresa che non t’aspetti, cioè Totti schierato dall’inizio e lasciato in campo per l’intera partita, col risultato d’aver smentito tutti sulla sua tenuta; stavolta non ha segnato ma con un suo lancio spettacolare da metà campo ha imbeccato Dzeko che ha completato la perla con un tiro a volo nel primo dei suoi due gol. Anche la Roma chiude con una quaterna ma, con un avversario troppo debole e inesperto, non è il caso di ingigantire i suoi meriti. Chiude il terzetto un brillantissimo Chievo, che anche quest’anno, respira aria di alta classifica, dopo aver superato (2-1) il Sassuolo, apparso non all’altezza delle recenti prestazioni e forse vittima di un eccessivo turnover effettuato da Di Francesco per i prossimi impegni europei e non.

Milan qualcosa si vede Il Milan batte una discreta Lazio con una doppietta dei suoi attaccanti migliori, Bacca e Niang, confermando, così, i passi avanti nel gioco già abbozzati contro la Sampdoria dopo la figuraccia casalinga con l’Udinese, senza la quale avrebbe potuto essere addirittura in testa con la Juve, aggiunge qualche critico esigente. Montella fa di necessità virtù e,  in assenza di grossi nomi, per ora si accontenta di amalgamare il gioco soprattutto dando fiducia ai giovani (nell’anticipo di martedì erano in 7  gli under 23) i quali lo stanno ripagando, mascherando così, qualche pecca ancora da colmare. Per ora il Diavolo, con distacchi insignificanti, è in sesta posizione insieme al Bologna che con un eurogol di Verdi e il raddoppio di Destro ha superato una brutta Sampdoria  giunta alla terza sconfitta: soddisfatto Donadoni,  perplesso Giampaolo.

Il centroclassifica Brava a rimontare  con il giovane duo B&B, Babacar e Bernardeschi, per due volte l’Udinese ma ancora incapace di decollare la Fiorentina torna a casa con un punto tutto sommato soddisfacente da un campo dove negli ultimi anni aveva sempre perso. I viola sono in attesa di recuperare l’incontro col Genoa dal quale ci attende che una delle due spicchi il volo fra le grandi. Torino e Pescara si sono divisi la posta nonostante gli squilibri in campo (nel secondo tempo il Torino subito in 10 e dal 73 in nove per due espulsioni) e senza che il Pescara ne traesse vantaggio nonostante qualche clamorosa azione da gol fallita. Fra gli abruzzesi ha esordito con scarsa fortuna, Aquilani, ma si è avuta conferma che in avanti non è stato e non sarà facile sostituire un cannoniere come Lapadula con un falso nueve o spaziando sulle linee. Il Torino rabberciatissimo per i vari infortuni prima e numericamente inferiore dopo, ha comunque rimediato una bella figura.

In fondo Una delle sorprese della giornata è rappresentata dal Palermo che in extremis vince a Bergamo mettendo in crisi Gasperini e l’Atalanta che ora è penultima a tre punti prima del fanalino Crotone, con Cagliari ed Empoli, per sua fortuna, entrambi sconfitti rimasti a quota 4.

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