Bufera sul Fertilityday. Lorenzin “stupita e amareggiata”. Camusso: necessarie politiche di sostegno ad una libera scelta di maternità

Bufera sul Fertilityday. Lorenzin “stupita e amareggiata”. Camusso: necessarie politiche di sostegno ad una libera scelta di maternità

“Se la campagna è sbagliata la cambieremo, ma sono stupita e amareggiata. Perché si possono fare campagne sul diabete o sul cancro, e sulla fertilità no?”. All’indomani della bufera sul #fertilityday il Ministro Beatrice Lorenzin si dice amareggiata dalle polemiche suscitate dalla campagna del ministero della Salute per il Fertility Day che si terrà il 22 settembre, e che stata supportata da ieri da una serie di cartoline con dei messaggi da molti giudicati “retrogradi e sessisti”. “Parlare di fertilità è un tabù, questo è un modo per spezzarlo” dice la Lorenzin, in una intervista alla Stampa, rispondendo alle critiche ricevute dalla campagna.

Si possono fare campagne sul diabete o sul cancro, e anche sulla fertilità. Ma solo se queste vengano accompagnate da altrettante campagne e altrettante azioni politiche che non le contraddicano. Perché non si può pensare di impostare una campagna sulla “fertilità”, che non è un diritto, che non è, come recita la campagna “un bene comune”, ma una caratteristica fisica individuale che, tra l’altro, non tutti possono possedere, in un momento storico tragico per un Paese dove la maggior parte dei giovani è precario, non può permettersi una casa e non ha alcuna aspettativa sul futuro. Si possono fare campagne sulla fertilità se vengono accompagnate da politiche di sostegno alla maternità e alla paternità, che devono includere il sostegno al reddito e tutta una serie di ammortizzatori sociali che possono realmente tenere in piedi un percorso genitoriale.

Ma non solo: si possono fare campagne sulla fertilità solo se ad essere incluse sono anche le coppie infertili, solo se si abbattono i muri burocratici che intrappolano le adozioni, solo se si prende in considerazione l’idea della libertà di scelta e non si incolpi una donna o un uomo se, per scelta, non vuole avere dei figli.

“La campagna sulla fertilità? L’ho trovata offensiva”, ha dichiarato il segretario generale della CGIL Susanna Camusso. “Innanzitutto c’è un tema che si chiama libertà delle persone. La gente deve avere la libertà di scegliere.  Mi sembra evidente con i dati di disoccupazione giovanile che abbiamo – ha aggiunto – che forse c’è una preoccupazione su come si può costruire una famiglia ed avere delle prospettive future. Poi potremmo parlare dei dati sulle precarietà delle donne. Mi pare che sarebbe necessaria una politica di sostegno ad una libera scelta di maternità e sulla genitorialità, fatta dalla possibilità di avere delle strutture, fatta di asili nido e di un lavoro stabile. Forse sarebbe meglio occuparsi di questo ed essere molto rispettosi con uomini e donne che procreano e che la fertilità ce l’hanno dal punto di vista medico e a cui forse non piace essere sbattuti sui manifesti” ha concluso la Camusso.

Share

Leave a Reply