Pellegrinaggio blindato di Francesco ad Assisi. Imponente sistema di protezione dell’evento. Il Papa: “Il mondo ha bisogno di perdono”

Pellegrinaggio blindato di Francesco ad Assisi. Imponente sistema di protezione dell’evento. Il Papa: “Il mondo ha bisogno di perdono”

Visita super blindata quella di questo primo giovedì d’agosto per Papa Bergoglio ad Assisi. Straordinario il sistema di sicurezza che ha protetto l’evento a Santa Maria degli Angeli e nell’intera città. Varchi praticamente insuperabili. Per accedere alla Basilica e nella spianata antistante il luogo di culto tutti, anche, le suore ed i sacerdoti sono stati controllati. Centinaia le donne e gli uomini delle forze dell’ordine impegnati, una grande percentuale in divisa ed una significativa parte in borghese e confusa tra la folla. Papa Bergoglio è arrivato davanti alla Basilica a bordo di una Volkswagen Golf. Ad accoglierlo alcune migliaia di pellegrini che lo hanno salutato con un lungo applauso. Realizzata in occasione della visita una infiorata di 130 metri quadri, opera di 60 infioratori spellani.

“Il Mondo ha bisogno di perdono. Troppi vivono nel rancore e covano odio”

“Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia. Quella del perdono – è la Meditazione di Papa Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli – è certamente la strada maestra da seguire. E’ difficile perdonare, eh? Quanto costa perdonare gli altri. Pensiamoci un po’”. E alla Porziuncola “tutto parla di perdono! Che grande regalo ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare per farci toccare con mano la misericordia del Padre! Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. La parabola ci dice proprio questo: come Dio perdona noi, così anche noi dobbiamo perdonare chi ci fa del male. Precisamente come nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, quando diciamo: ‘Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori’. I debiti sono i nostri peccati davanti a Dio, e i nostri debitori sono quelli a cui anche noi dobbiamo perdonare”.

“Dio non si stanca di offrire sempre il suo perdono ogni volta che lo chiediamo. E’ un perdono pieno, totale, con il quale ci dà certezza che, nonostante possiamo ricadere negli stessi peccati, Lui ha pietà di noi e non smette di amarci. Come il padrone della parabola, Dio si impietosisce, cioè prova un sentimento di pietà unito alla tenerezza: è un’espressione per indicare la sua misericordia nei nostri confronti. Il nostro Padre, infatti, si impietosisce sempre quando siamo pentiti, e ci rimanda a casa con il cuore tranquillo e sereno dicendoci che ci ha condonato ogni cosa e perdonato tutto. Il perdono di Dio – ha aggiunto il Papa – non conosce limiti; va oltre ogni nostra immaginazione e raggiunge chiunque, nell’intimo del cuore, riconosce di avere sbagliato e vuole ritornare a Lui. Dio guarda al cuore che chiede di essere perdonato”.

“Il problema, purtroppo, nasce quando noi ci troviamo a confrontarci con un nostro fratello che ci ha fatto un piccolo torto. La reazione che abbiamo ascoltato nella parabola è molto espressiva: in questa scena troviamo tutto il dramma dei nostri rapporti umani. Quando siamo noi in debito con gli altri, pretendiamo la misericordia; quando invece siamo in credito, invochiamo la giustizia! Non è questa la reazione del discepolo di Cristo e non può essere questo lo stile di vita dei cristiani. Gesù – ha osservato Francesco – ci insegna a perdonare, e a farlo senza limiti: ‘Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette'”.

 

 

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