Mobilità dei docenti. Tanti errori, manifestazioni di protesta. Pantaleo (Flc Cgil): Le conseguenze di una legge sbagliata. La ministra se incapace ne tragga le conseguenze

Mobilità dei docenti. Tanti errori, manifestazioni di protesta. Pantaleo (Flc Cgil): Le conseguenze di una legge sbagliata. La ministra se incapace ne tragga le conseguenze

L’algoritmo non sbaglia. Certo qualche piccolo errore ci può essere. Algoritmo, parola magica, ha deciso la mobilità degli insegnanti, un mucchio di errori, ingiustizie, “deportazione” di migliaia di docenti dal Sud al Nord. Viene usata questa parola nelle manifestazioni che si stanno svolgendo in tutta Italia, ultime in ordine di tempo quelle svolte a Napoli e Palermo. La ministra dell’Istruzione, Giannini, afferma che i “trasferimenti sono regolari”. Il sottosegretario Faraone non intende rifare l’algoritmo. E’ quanto previsto dalla legge che è stata chiamata dal governo “Buona scuola”, fiore all’occhiello di Renzi Matteo. Figuratevi se un sottosegretario ultrarenziano ammette che ci sono stati errori, molti, e che la “buona scuola”, come dalle tante manifestazioni dei lavoratori della scuola, non è proprio buona. Sulla scia di ministro e sottosegretario i due capi dipartimento e il direttore Generale del personale, incontrando i sindacati hanno tentato di minimizzare gli errori già segnalati e verificati, ritenendoli di numero limitato e quasi fisiologico, vista la “straordinarietà” dell’intera operazione. Hanno dichiarato che il ministero non intende azzerare le pubblicazioni e rivedere l’intera elaborazione, ma limitarsi ad intervenire solo caso per caso sanando le situazioni per quanto possibile. Si parla di “conciliazione” con gli insegnanti che dovrebbero presentare ricorso con richiesta motivata e documentata, agli Uffici scolastici territoriali presso cui è stata inoltrata la domanda di mobilità. Si potrebbe pensare a una burla, invece questa è la proposta del ministero.

Il ministero banalizza. Solo qualche errore l’algoritmo non si tocca

Insomma l’ algoritmo non si tocca. Parola magica. Si tratta, si legge nelle enciclopedie, di “un procedimento di calcolo esplicito e descrivibile attraverso un insieme di regole, costituite da sequenze logiche di istruzioni elementari e non ambigue, che conduce a un determinato risultato atteso, attraverso l’applicazione, per un numero finito di volte, di quelle stesse regole”. Già ma se le istruzioni non sono “elementari e non ambigue” che succede? Denuncia Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil la gravità della situazione che coinvolge migliaia di docenti e che “deve essere sanata non con mezze misure. Se non si interviene subito lo stesso inizio dell’anno scolastico è a rischio”.

Le incongruità della legge “Buona scuola”. Il Parlamento intervenga

“Gli errori – prosegue – commessi sono molti e gravi. Stiamo scontando le incongruità di una legge. Tutti i meccanismi sono deteriorati a partire dai trasferimenti, dalle chiamate dirette. Siamo in presenza di incompetenze gravi. Se il ministro non è in grado di assicurare una buona gestione della scuola, altro che ‘buona scuola’, se ne deve andare. La legge deve essere cambiata come hanno chiesto i docenti e studenti nelle manifestazioni che si sono svolte in tutto il paese. E’ questa legge che ha provocato il caos, non possono essere gli insegnanti e gli studenti a pagarne il prezzo. Per questo – annuncia Pantaleo – ci rivolgeremo al Parlamento perché venga rivista la legge, siano corretti gli errori, anzi, mettere al riparo da errori che sono moltissimi come sta accadendo per la mobilità. L’Amministrazione -conclude – deve garantire il valore delle regole, di ciò che è stato contrattato nel rispetto delle persone e della dignità del loro lavoro: si è pronti ad affrontare sacrifici e adattamenti anche dopo anni di precariato, ma solo a patto che, alla base dei provvedimenti, sia legittima e trasparente la correttezza delle procedure”.

Anomalie nella programmazione imposta al sistema. Banalità del sottosegretario Faraone

La Flc Cgil in una nota contesta quanto dichiarato dal Direttore del personale e dal sottosegretario Faraone: “Gli errori non sono singoli, né pochi, ma sono migliaia, di diversa tipologia e seriali (ovvero ripetuti in tutta Italia per la stessa fattispecie). Questo sta a significare che ci sono state delle anomalie nella programmazione imposta al sistema (mai presenti negli anni passati e nemmeno nella mobilità di fase provinciale di quest’anno, tantomeno sugli ATA). Per cui il MIUR non può pensare di cavarsela mettendo delle piccole toppe e banalizzando i problemi, come dichiarato anche dal sottosegretario on. Faraone”.

Alcuni dati da Napoli, Puglia, Sicilia. Docenti anche costretti ad indebitarsi

Lo smentiscono i fatti. Nel corso della manifestazione di Napoli sono stati denunciati “errori” dell’algoritmo al quale è stata affidata la vita dei docenti: su 1176 trasferimenti nelle scuole primarie della provincia ne sono stati segnalati 476 che riguardano le attribuzioni di sedi. Claudio Menga, segretario Flc-Cgil della Puglia, parla di “una vera e propria ecatombe”. “Con buona pace del sarcasmo di Renzi sull’esodo dei docenti pugliesi, il numero dei fuoriusciti della primaria sommati a quello della secondario di primo grado sale a 1710 unità”. “Nessuno dei 337 docenti catanesi assunti per la scuola primaria resterà in Sicilia – afferma Antonella Di Stefano, segretaria Flc-Cgil – senza contare che circa 7 mila docenti, non più giovanissimi, saranno sradicati dalla loro terra e costretti ad andare al Nord a ricominciare. Questa situazione ha un significato preciso: con stipendi da 1300/1400 euro dovranno mantenere la famiglia e pagarsi un secondo affitto, oltre il mutuo. La ‘Buona Scuola’ crea anche docenti indebitati.”

Proposta Flc Cgil: Ritiro dei trasferimenti pubblicati, modifiche a sistema, rivedere tutto

La soluzione proposta dalla Flc Cgil parla di “ritiro dei trasferimenti pubblicati, apportare le modifiche a sistema nella programmazione, e rivedere tutto in modo corretto. Va rispettato il contratto sulla mobilità sottoscritto dal MIUR con i sindacati e vanno garantiti i diritti di graduatoria, di precedenza e di fase, di ciascun aspirante. In caso contrario si aprono scenari di procedimenti giudiziari ai quali noi, di certo, non ci sottraiamo. Visto che questo è il Governo che tanto sbandiera la parola meritocrazia‘ – ribadisce Pantaleo, bussando alla porta di Renzi – ci si assuma le proprie responsabilità e, se incapaci, se ne traggano le dovute conseguenze.”

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