Roma. Fassina cerca di rivitalizzare il popolo della sinistra. Duro botta e risposta tra Pd e M5S

Roma. Fassina cerca di rivitalizzare il popolo della sinistra. Duro botta e risposta tra Pd e M5S
Fassina va avanti e cerca di trovare coraggio lungo la strada di una difficile partita, che, obtorto collo, lo vede protagonista. L’ex viceministro dell’Economia, dopo la sentenza del Consiglio di Stato si è detto “molto sollevato” e nel corso di una affollatissima assemblea di candidati, dirigenti e militanti di Sinistra Italiana e Sel ha voluto indicare una strada da seguire ed un obiettivo: “La sinistra torna in campo per le elezioni a Roma: ripartiamo con grande determinazione per il lavoro e la giustizia sociale, e per una città che rimette al centro i cittadini. Noi siamo convinti ci sono tutte le condizioni per andare al ballottaggio. Molti di quelli che manifestano disagio, pur decidendo di rimanere nel Pd, hanno scelto di votare per me”. Poi sull’ipotesi di un accordo con il Pd dopo il primo turno: “Parlare con il Pd in caso di ballottaggio? Un conto è dialogare con il disagio interno al Partito Democratico altro dialogare con il Pd con il quale ribadisco c’è una distanza rilevante”. Per poi chiudere la discussione con un perentorio “non aver ricevuto alcun messaggio in settimana da Giachetti. Uno ha una sensibilità sociale o non c’è l’ha, e trovo strano che chi ha votato i provvedimenti del Governo su scuola, lavoro e ambiente ora possa averli come priorità nell’amministrazione della città”. Distaccato il Pd, che lascia la parola e la risposta al vicesegretario Lorenzo Guerini: “Ben venga la presenza di Fassina e delle sue liste. Più ampia è la partecipazione meglio è per la qualità del dibattito democratico. Ora ognuno fa la sua corsa poi dopo il primo turno ognuno farà le sue valutazioni nell’interesse della città”.
 
Raggi contro Orfini sul miliardo destinato a Roma. Soldi privati o del Governo Renzi?
 
Poi, va detto che la cronaca della partita elettorale ci porta, in questo mercoledì di inaspettata ferocia politica, allo scontro tra Pd e Movimento 5Stelle. Ancora una volta si è celebrato il botta e risposta esplosivo tra la candidata Raggi e tutti o quasi gli esponenti di spicco dei democratici. Nella mattinata di mercoledì, la Raggi via Facebook, aveva messo sul vassoio delle polemiche il miliardo promesso per Roma dal candidato Pd Roberto Giachetti. “Sarà stanziato ugualmente dal Governo anche se dovesse vincere qualcun altro?”. Immediata la risposta del presidente e commissario a Roma del Pd, Matteo Orfini: “Il miliardo non è del Governo. Si tratta, invece,  dello ‘Sblocca Roma’, investimenti prevalentemente privati che sono inspiegabilmente bloccati da mesi, a volte addirittura da anni. Risorse che già ci sono. E che aspettano solo di essere spese per migliorare la nostra città”.
Durissima la controreplica della Raggi: “Renzi il miliardo vuole darlo a Roma o al partito democratico? Sapete la farsa montata sulla mia assenza al confronto con Acer? In tutto quel marasma di attacchi pretestuosi e strumentali qualcuno si è perso la notizia più importante, ovvero che proprio di fronte ai costruttori romani Giachetti si è giocato la carta ‘Matteo’, quasi a palesare la propria impotenza politica, promettendo un miliardo di euro per Roma da parte del governo se sarà lui, e solo lui ovviamente, a vincere le elezioni di giugno”.
 
Orfini: “La Raggi ce l’aveva con lo sblocca Roma che presenteremo il 24 con Giachetti”
 
Controreplica della replica da parte del commissario Pd Orfini, che questa volta affonda il bisturi e specifica ancor di più il senso di una polemica probabilmente tutta elettorale dell’avvocatessa convertita alla fede grillina: “Leggo che la Raggi si arrabbia perché il governo a sentir lei vorrebbe investire un miliardo su Roma. Oibò – mi sono detto, non lo sapevo. E onestamente non l’avrei ritenuta nemmeno una cattiva notizia per la città. Peccato che non sia vera. E davvero non capivo a cosa si riferisse la Raggi. Poi ho realizzato: ce l’aveva con lo ‘Sblocca Roma’ che presenteremo il 24 con Giachetti. Vedi Raggi cosa succede a scappare dai confronti e a commentarli a distanza? Che si fa due volte brutta figura – attacca Orfini -, la prima perché non si ha il coraggio di misurarsi, la seconda perché si dimostra solo di non aver capito nulla. Virginia, le risorse di cui parliamo non sono del governo. Sono investimenti prevalentemente privati che sono inspiegabilmente bloccati da mesi, a volte addirittura da anni. Risorse che già ci sono. E che aspettano solo di essere spese per migliorare la nostra città. Vedi Virginia qual è il problema? Che una campagna elettorale non è facile e soprattutto è lunga. E bisogna avere qualcosa da dire. Noi ogni giorno lanciamo proposte per la cit tà- fa sapere ancora Orfini -. Tu rispondi attaccando il governo e il Pd. Prendendo una cantonata dietro l’altra. E dicendo sempre di no. Perché tu Roma non la vuoi cambiare, vuoi che resti piena di problemi per poterci speculare sopra. Fai pure, buona fortuna. Su questo terreno non ti seguiremo. Abbiamo cose più serie da fare: noi continuiamo a lavorare per far tornare a splendere Roma”.
 
Nuovo tour elettorale a favore di telecamere di Salvini in un campo rom della capitale e la Meloni lo raggiunge in ritardo
 
Ed a proposito di propaganda quella di mercoledì 18 è stata la giornata dell’ennesima provocazione di Matteo Salvini nella capitale, che ha pensato bene di fare irruzione politica in un campo rom, dove è stato duramente contestato da un gruppo di nomadi al grido ‘Via schifoso’, ‘Avvoltoio’. Salvini ha preso il suo smartphone ed ha iniziato una diretta Facebook: “Li hanno educati bene. Guarda quante classi senza questo contributo. Lascio a voi commentare la voglia di integrazione”, commenta il segretario leghista.
 “Non devono più esistere i campi rom, regolari o irregolari. La gente che sta qui deve trovarsi una casa. I campi rom non esistono nemmeno in Romania”, ha aggiunto. I nomadi hanno esposto uno striscione con scritto: “Non vogliamo Salvini in campo, via”. “Non è giusto che si faccia campagna elettorale sulla pelle degli zingari”, ha detto un abitante del campo.
 Inutile ed assolutamente passata inosservata la partecipazione, in ritardo e sul finire della manifestazione, della candidata Fdi-Lega, Giorgia Meloni, che ha avuto solo il tempo di lanciare qualche frase ad effetto e chiedere, e nessuno può essere contrario, neppure nella sinistra più estrema, la scolarizzazione dei bimbi rom.
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