Pd. Voci fantapolitiche già scommettono sul prossimo governo Renzi2. Polpette avvelenate per la sinistra Dem?

Pd. Voci fantapolitiche già scommettono sul prossimo governo Renzi2. Polpette avvelenate per la sinistra Dem?

Circolano molte e strane voci nei corridoi dei palazzi romani su come Renzi intenda dare soluzione ai problemi sorti nel governo dopo il caso Guidi, con le dimissioni della ministra e il presunto coinvolgimento di Maria Elena Boschi nella storiaccia dell’emendamento alla legge di stabilità. È l’Avvenire, il quotidiano dei vescovi, che in un editoriale di Walter Jasevoli, pubblicato sabato, parla esplicitamente di “Fase2” del ministero Renzi, e di un rimpasto molto forte. L’editorialista di Avvenire parte dalla tregua “avanzata” dalla sinistra interna al Partito democratico, e in particolare da Gianni Cuperlo, quando ha chiesto il “tagliando al governo”. Insomma, secondo Avvenire, converrebbe a Renzi operare per  una “ricucitura a sinistra”. Perché? Perché, scrive Jasevoli, lo stesso Renzi pare non “essere pienamente soddisfatto di alcuni ministri”. La conclusione è secca: “sterilizzate le mozioni di sfiducia al Senato, Renzi provvederebbe ad un discreto rimpasto in cui anche Bersani e Cuperlo potrebbero suggerire nomi e personalità. La disponibilità, almeno di Cuperlo, c’è”.

Cosa può avere indotto l’editorialista di Avvenire a scrivere in modo così perentorio e apodittico sulla disponibilità di Cuperlo a entrare nel governo, anche se in modo indiretto? Molto probabilmente, sono state le ultime dichiarazioni rilasciate da Cuperlo a Torino a rasserenare Renzi. Intanto la premessa: “Renzi non è un usurpatore, ha vinto, anzi stravinto le primarie ma penso che il segretario attuale sia effetto anche delle nostre timidezze, delle nostre paure, della nostra subalternità”. Poi ha aggiunto: “Dovremmo pentirci dei peccati che non abbiamo avuto il coraggio di compiere e dovremmo farlo anche con un certo piglio. C’è la voglia di risalire la china, è nelle nostre corde, ne abbiamo la potenzialità”. Quest’ultima frase appare molto sibillina, e apre a qualunque interpretazione. Tant’è che le voci di corridoio aggiungono a questa sostanziale ambiguità di Cuperlo anche l’appoggio “leale” ai candidati del Pd in tutti i Comuni al voto. Infatti, dice Cuperlo: “Alle prossime amministrative sosterremo senza polemica tutti i candidati che hanno vinto le primarie, dove si sono fatte, e a Torino sosterremo Piero Fassino che ha ben governato”. E fin qui nulla di veramente nuovo. Ma è la frase seguente che inquieta non poco. Riferendosi a Torino, infatti, Cuperlo dice: “qui il centro sinistra si presenta diviso ai nastri di partenza e questo non è una buona cosa ma noi lavoreremo nella direzione giusta per rinnovare una buona amministrazione e per ricostruire, già al ballottaggio, se ci si arriverà, il perimetro di un centro sinistra civico, largo, di governo”. È il rilancio della sinistra del Pd come ponte con Sinistra Italiana, Sel e l’arcipelago dei movimenti distanti dal suo partito? Farebbe molto comodo soprattutto ai candidati renziani, in caso di ballottaggio. A Roma, ad esempio, come a Napoli e a Bologna, e appunto a Torino, la frattura tra il Pd e la sinistra è difficilmente ricucibile, perfino al ballottaggio, dove i candidati renziani rischiano, e parecchio. Pertanto, la possibilità di una tregua interna al Pd, annunciata da Avvenire, può non essere così distante dalla verità.

A quale prezzo? A questo punto, le voci di corridoio sembrano più riportare alla fantapolitica, che a una strategia vera e propria. Le riportiamo qui solo per dovere di cronaca, magari per sorridere un po’. Come accade spesso quando un premier è in difficoltà coi suoi ministri, può procedere a quello che si definisce rimpasto, senza necessariamente ricorrere ad un voto di fiducia. Così, in una sorta di Risiko governativo si ragiona sulle caselle ministeriali, su quelle vuote da riempire, e su quelle che invece si vuole trasformare. La casella rimasta vuota è intanto quella del Ministero dello sviluppo economico. Renzi vi ha già spedito in qualità di sottosegretario, il fido Scalfarotto, togliendolo al Ministero della Boschi. E per effetto del manuale Cencelli ancora in vigore, non può promuovervi uno del Pd, senza cambiare l’assetto generale del governo.

Dovrebbe dunque essere una personalità espressa dal centrodestra, più o meno come la Guidi. Ma se fosse così, Renzi dovrebbe spiegarlo proprio a Gianni Cuperlo, che invece ha chiesto per quel ministero una personalità di altissima caratura, e indipendente. A quel punto, però, Renzi potrebbe giocare di sponda e chiedere allo stesso Cuperlo di entrare nel governo, magari al MIUR, al Ministero dell’istruzione, regalando alla Giannini un incarico istituzionale di prestigio. Ma Renzi dovrebbe spiegare anche ad Alfano, allora, per quale ragione scegliere una personalità di area Pd, se ha appena nominato Ivan Scalfarotto. In terzo, e non ultimo luogo, Alfano, il centrodestra, probabilmente Verdini, pretenderebbero comunque quella poltrona economica, per non essere esclusi dalle decisive sfide che attendono il governo sui temi della crescita e dello sviluppo industriale. La mossa di Alfano, perciò, si vocifera nei corridoi della fantapolitica, potrebbe essere quella di dirottare Beatrice Lorenzin allo Sviluppo economico, lasciando alla libera contrattazione la poltrona di ministro della Sanità, i cui poteri, come è noto, sono ampiamente ridotti dalle competenze delle Regioni. La Sanità è un luogo più innocuo, dal punto di vista ministeriale, e ci si può mettere praticamente chiunque, purché non abbia nella faretra problemi coi governatori delle Regioni, in grande maggioranza del Pd. È a questo punto che potrebbero rientrare in questo Risiko personalità non proprio espresse dalla sinistra, ma con fortissime aderenze territoriali, ad esempio con la Toscana o col variegato mondo della Leopolda. Più o meno, la stessa operazione che è stata effettuata con la nomina dei consiglieri di amministrazione della Rai.

L’ipotesi di cui parlano le voci di corridoio è del tutto fantascientifica, lo sappiamo. Magari, è il parto della fantasia di qualche buontempone dei palazzi romani che abbia voluto mettere in difficoltà la sinistra interna del Partito democratico. Noi conosciamo bene Gianni Cuperlo, ne apprezziamo, e non da oggi, la sensibilità politica e culturale, l’alta caratura intellettuale, e l’enorme capacità di analizzare la realtà, non solo politica. Sappiamo con certezza che saprà annusare da lontano eventuali polpette avvelenate. Perché questo scenario fantapolitico non è altro che un piatto di polpette avvelenate cucinate proprio per Bersani e Cuperlo.

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