Usa. Bernie Sanders, il socialdemocratico, è tornato. Vince in tre stati e dice “siamo in cammino verso la vittoria”

Usa. Bernie Sanders, il socialdemocratico, è tornato. Vince in tre stati e dice “siamo in cammino verso la vittoria”

Il socialista Bernie Sanders è tornato, scrivono i quotidiani americani all’indomani della sua vittoria nei tre stati di Washington, Alaska e Hawaii, attesa ma non nelle proporzioni, con margini di oltre 40 punti percentuali. Ed ora, commentano, Hillary Clinton comincia a non essere poi così sicura dell’appoggio unanime dei cosiddetti “superdelegati” dell’establishment della capitale Usa. E il timore si estende ancora di più nell’imminente battaglia elettorale nello stato di New York, che a questo punto diventa la “madre di tutte le battaglie politiche” per le primarie presidenziali democratiche.

Domenica di Pasqua, Sanders ha affermato che le vittorie conseguite negli stati occidentali hanno aperto “un chiaro cammino verso la vittoria” per la nomination democratica, e sebbene abbia ottenuto 45 delegati, la Clinton ha ancora un vantaggio di più di 250 delegati rispetto all’anziano senatore del Vermont. E, appunto, Sanders deve fare i conti con i 440 superdelegati del partito, che avrebbero già deciso di sostenere la Clinton alla Convention di luglio, ma che ora sono sottoposti a una serie di ripensamenti proprio a partire dai risultati straordinari di Sanders negli stati del nord. Alla CNN Sanders ha dichiarato che la sua campagna elettorale potrebbe intanto superare la distanza relativa ai delegati espressi nei caucus: “credo che ogni voto sia decisivo. Vinceremo stato dopo stato, anche col sostegno degli ispanici. Lo faremo grazie all’appoggio straordinario dei giovani, e penso che siamo su un chiaro  e giusto cammino verso la vittoria”.

Certo, le vittorie di Sanders di sabato santo sono venute da stati dove erano ampiamente previste. Gli elettori della maggioranza, come quelli che dominano il partito nello stato di Washington e dell’Alaska, tendono a favorire Sanders, e l’allargamento del diritto di voto a organizzazioni indipendenti rafforza la posizione di Sanders. L’agenda dei prossimi caucus purtroppo presenta pochi stati con regole analoghe. Dopo il Wisconsin, voteranno finalmente di grandi stati nord-orientali, con regole tuttavia più rigide, in cui il voto è riservato ai membri registrati del partito. Ma Sanders ritiene che Hillary Clinton abbia già preso quel che doveva prendere dai suoi bacini elettorali negli stati a maggioranza di colore. Insomma, la stagione delle primarie democratiche, secondo Sanders, potrebbe riservare ancora diverse sorprese, fino alla fine, fino all’ultimo degli stati chiamati al voto democratico.

Alcuni commentatori scrivono che Sanders, nonostante il record delle tantissime donazioni alla sua campagna elettorale, potrebbe arrivare a giugno già a secco di denaro. Una eventuale vittoria già nel Wisconsin, il prossimo 5 aprile, però, potrebbe aprire i portafogli di nuovi e più numerosi sostenitori. Il fatto è che gli stati del Midwest si sono divisi: Clinton ha vinto largamente in Illinois, mentre Sanders ha ottenuto vittorie nel Michigan e nel Minnesota. Il Wisconsin ha una maggioranza bianca più larga rispetto all’Illinois, ma ha enormi difficoltà economiche, e ciò potrebbe essere la vera incognita. Tutto si gioca, però, in Pennsylvania, forte di 210 delegati, e a New York, con i suoi 291 delegati: 500 delegati che potrebbero fare la differenza, e in caso di doppia vittoria di Sanders, potrebbero rimettere la “palla al centro”. Per questo, Sanders si è rivolto direttamente ai grandi elettori democratici, chiedendo loro di ascoltare le decisioni del proprio elettorato, e cercando di convincerli che Clinton non ce la farà mai a battere Trump a novembre. Sanders ha detto inoltre: “molti dei superdelegati potrebbero ripensarci, molti non hanno dichiarato il loro voto. Penso che dovrebbero essere più sensibili rispetto al loro elettorato che gli sta dicendo: perché non sostenere la decisione del nostro stato e votare per Bernie Sanders”. Nonostante ciò, gli esperti delle cose democratiche, continuano ad essere scettici sulla vittoria di Sanders a New York, dove il potere economico di Wall Street si è già schierato con Clinton e non apprezza i discorsi socialisti di Sanders. È la ragione per cui lo stesso Sanders ha definito “osceno” l’appoggio dei finanzieri di Wall Street, con cospicue donazioni, alla Clinton. Questa “oscenità” ha già indotto a criticare alcuni personaggi pubblici, come George Clooney, ad esempio, che ha invitato a sostenere la campagna di Clinton, a partire da una cena di finanziamento a New York, che costerà 353.000 dollari a testa.

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